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	<title>AIGOL - Associazione Italiana Giornali On-Line</title>
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		<title>Qui Italia, tra giornali in crisi nera e pieni di soldi pubblici</title>
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		<description><![CDATA[Interessante infografica del giornale online Linkiesta che ci mostra il quadro generale dell'editoria nel nostro paese. La pubblicità è sempre meno, così come le vendite e gli abbonamenti. Oltre a questo viene detto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante <a href="http://www.linkiesta.it/soldi-pubblici-giornali#ixzz2OGyXgs5d">infografica del giornale online Linkiesta</a> che ci mostra il quadro generale dell&#8217;editoria nel nostro paese. La pubblicità è sempre meno, così come le vendite e gli abbonamenti. Oltre a questo viene detto<span id="more-1852"></span>:  <em>&#8220;giornali italiani <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">dal 1990 a oggi hanno ricevuto una pioggia di soldi pubblici (850 milioni di euro). Pioggia che, a quanto pare, </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a rel="nofollow" href="http://www.linkiesta.it/fondi-editoria">non è finita</a></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, nonostante le iniziali promesse di Monti. Tutti i dati sulla crisi dei giornali e i soldi pubblici all’editoria nella nostra infografica realizzata in esclusiva per il numero di marzo di </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a rel="nofollow" href="http://www.rollingstonemagazine.it/">Rolling Stone</a></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">.&#8221;</span></em><br />
<a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2013/03/giornali-vendite_0.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-1853" title="giornali vendite_0" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2013/03/giornali-vendite_0-534x1024.png" alt="" width="534" height="1024" /></a></p>
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		<title>Diego Masi: “Elezioni? Deluse le attese. Abbiamo bisogno di Governo e Confindustria ”</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 12:16:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allo stato delle cose la pubblicità online non è più in grado di sostenere le operations degli editori. La tecnologia ha cambiato comportamenti e stili di vita. Si sono modificati i meccanismi di attenzione degli utenti che oggi sono spesso multischermo. Questo deve portare a superare la logica dei canali e la segmentazione su viariabili socio-demografiche. Gli obiettivi per chi produce contenuti devono essere quattro: multicanalità, rilevanza, personalizzazione e orientamento al servizio”. Ancora nessuno sembra aver individuato la strada giusta, muovendosi fra modelli di business free, freemium e premium. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Abbiamo organizzato questo incontro all&#8217;indomani delle elezioni con la speranza di trovare un interlocutore, qualcuno in grado di mantenere gli impegni sull&#8217;Agenda digitale e invece questo punto di rifermento non lo abbiamo trovato”: parola di Diego Masi che ieri a Milano, in qualità di presidente di Confindustria Intellect, ha aperto &#8216;Digital Frontrunners: chi vincerà?&#8217;, incontro promosso da Fedoweb, la Federazione degli operatori web presieduta da Elserino Piol. <span id="more-1850"></span>Ed era inevitabile che l&#8217;attenzione del comparto fosse focalizzata sul risultato uscito dalle urne e sullo &#8216;tsunami Beppe Grillo&#8217; che proprio sulla Rete ha costruito le fortune del MoVimento 5 Stelle. “Grillo ha portato forza al mondo del digitale su un piano &#8216;figurativo&#8217;, ma vedo maggiori difficoltà nel trasferire queste energie sul piano del Governo”, ha continuato Masi. Il presidente di Confindustria Intellect ha manifestato pessimismo sullo scenario politico: “Eravamo pronti a riportare al centro della discussione tematiche come l&#8217;accessibilità alla banda larga, o l&#8217;Iva agevolata per l&#8217;e-commerce, ma ora non sappiamo a chi fare questo discorso”. “Tutte le innovazioni, dalle infrastrutture all&#8217;energia, hanno avuto bisogno di un aiuto inziale dello Stato &#8211; ha detto Diego Masi -. In Italia il digitale ha dovuto fare tutto da solo e anzi qualche volta si è trovato il bastone fra le ruote. Il problema poi non tocca solo le istituzioni, purtroppo devo registrare una scarsa sensibilità anche all&#8217;interno della stessa Confindustria”. L&#8217;appuntamento organizzato da Fedoweb e Confindustria Intellect aveva l&#8217;obiettivo di riportare al centro del dibattito le istanze del digitale, per scongiurare l&#8217;idea di un&#8217;Italia ferma al palo in un settore particolarmente strategico. “Abbiamo bisogno di sostegno &#8211; ha sottolineato Masi -, ma anche di regole e norme che, dalla privacy alla fiscalità, non siano asimmetriche rispetto ai concorrenti extra UE”. Uno dei temi affrontati nel corso del convegno è stato quello del futuro dell&#8217;editoria, alla ricerca, non senza difficoltà, di un modello di business sostenibile. “Per gli editori è necessario un cambio di marcia &#8211; ha affermato Giuliano Noci, ordinario di marketing al Politecnico di Milano -. Allo stato delle cose la pubblicità online non è più in grado di sostenere le operations degli editori. La tecnologia ha cambiato comportamenti e stili di vita. Si sono modificati i meccanismi di attenzione degli utenti che oggi sono spesso multischermo. Questo deve portare a superare la logica dei canali e la segmentazione su viariabili socio-demografiche. Gli obiettivi per chi produce contenuti devono essere quattro: multicanalità, rilevanza, personalizzazione e orientamento al servizio”. Ancora nessuno sembra aver individuato la strada giusta, muovendosi fra modelli di business free, freemium e premium. “La digitalizzazione ha rotto gli equilibri. I giornali cartacei sono destinati a diventare prodotti di nicchia. In tutto il mondo si vendono meno giornali, persino in India e Giappone, fino a ieri in controtendenza. La pubblicità emigra: se <a href="http://Repubblica.it/">Repubblica.it</a> e <a href="http://Corriere.it/">Corriere.it</a> raccolgono insieme 80 milioni di euro, Google, solo in Italia, arriva a una cifra stimata fra i 700 e gli 800 milioni di euro. Ma gli editori hanno ancora dalla loro la forza dell&#8217;autorevolezza e devono farla valere facendo sistema”, ha ribadito Claudio Giua, direttore Sviluppo e Innovazione Gruppo L’Espresso. “Stiamo andando nella direzione giusta – ha aggiunto Simona Zanette, presidente di Iab Italia -. Bisogna restare focalizzati sul cambiamento, consapevoli di muoverci in un settore che vede i mezzi in contrazione (-14,3%) e che nel 2012 ha visto solo il web segnare un +5%. Sul 2013 l&#8217;obiettivo annunciato è un +10%, una crescita importante per il digitale che, visto il contensto, potremmo anche non raggiungere. Stiamo vivendo il momento di maggiore innovazione per questa industry, anche se il presente resta di difficile interpretazione”.</p>
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		<title>La Regione Lazio investa sull&#8217;editoria on line, seguendo il modello della Toscana&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 22:14:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo Paese deve ripartire, quale che sia il settore merceologico, dalla piccola e medie imprese. Crediamo che la stagione dei tagli e delle spese sia terminata e che adesso sia tempo piuttosto di investire e di ricostruire partendo da quei settori, come l'editoria digitale, che sono il futuro di questo Paese. La crescita di questo comparto avrebbe un duplice effetto: creare nuove opportunità di lavoro soprattutto per i più giovani e aumentare quel bisogno/diritto di pluralismo a livello informativo che sta venendo a cadere in Italia, ormai da troppi anni. Speriamo che altre regioni, come per esempio il Lazio, possano seguire questo modello ed emanare provvedimenti similari in tempi brevi"
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2013/02/1-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1849 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="1-2" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2013/02/1-2-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">&#8220;Un sostegno a favore di testate giornalistiche online di proprietà di piccole e medie imprese operanti nel Lazio. E&#8217; l’obiettivo del bando regionale che mi auguro presenti il prossimo assessore alla Cultura della Regione Lazio, al termine delle elezioni del 24 e 25 febbraio.</span></p>
<p><span id="more-1848"></span></p>
<p>Il bando deve seguire il modello vincente di quello già posto in atto da parte della Regione Toscana (per un primo investimento di 350 mila euro).  Prevederebbe la concessione di un aiuto in conto capitale fino al 50% delle spese sostenute per l’investimento, ad esempio, per l’adeguamento degli impianti, acquisto di hardware e software, spese di consulenza. I soggetti ammessi a presentare domande potrebbero essere le piccole e medie imprese in possesso di requisiti come la titolarità di testate giornalistiche online, registrate presso un tribunale all’interno della circoscrizione in cui la testata ha la redazione; l’iscrizione nel registro degli operatori della comunicazione (ROC) presso l’Agcom; che non risultino controllate da società che editino anche testate giornalistiche cartacee, quotidiane o di altra periodicità, con diffusione interregionale e/o nazionale o con una tiratura superiore alle 10 mila copie; e che non siano titolari di concessioni di frequenze radiotelevisive digitali.</p>
<p>La Toscana è stata la prima regione ad aver dato finalmente dignità e valore alle PMI del comparto del digital publishing e le supporta nel loro lavoro quotidiano e crescita.Adesso è tempo che il modello lanciato dalla Toscana sia raccolto e mutuato dal prossimo consiglio regionale.</p>
<p>Questo Paese deve ripartire, quale che sia il settore merceologico, dalla piccola e medie imprese. Crediamo che la stagione dei tagli e delle spese sia terminata e che adesso sia tempo piuttosto di investire e di ricostruire partendo da quei settori, come l&#8217;editoria digitale, che sono il futuro di questo Paese. La crescita di questo comparto avrebbe un duplice effetto: creare nuove opportunità di lavoro soprattutto per i più giovani e aumentare quel bisogno/diritto di pluralismo a livello informativo che sta venendo a cadere in Italia, ormai da troppi anni. Speriamo che altre regioni, come per esempio il Lazio, possano seguire questo modello ed emanare provvedimenti similari in tempi brevi&#8221;</p>
<p>Lo dichiara il candidato al Senato della Repubblica nel Lazio &#8220;Con Monti per l&#8217;Italia&#8221;, Marcel Vulpis (già presidente dell&#8217;Associazione Italia Giornali OnLine)</p>
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		<title>EDITORIA. LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO FONDI PER SOSTENERE IL PLURALISMO E IL DIGITALE. A ROMA ASSEMBLEA SULLA RIFORMA DEL SETTORE E PER IL RIEQUILIBRIO DEL MERCATO DELLA PUBBLICITÀ.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 22:03:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Claudia Fascia-ANSA
Sì a una riforma dell'editoria che dia respiro, regole e finanziamenti certi, stabilita' e trasparenza al settore e si occupi del riequilibrio del mercato della pubblicita', no a una legge che penalizzi pluralismo e qualita' dell'informazione e discrimini le piccole realta' editoriali. Associazioni, operatori e politici si sono dati appuntamento a Roma per parlare della ''riforma dell'editoria tra tecnologie e pluralismo''. Un'assemblea organizzata da Mediacoop, Fnsi, Comitato per la liberta' e il diritto alla informazione, alla cultura e allo spettacolo, Articolo 21, Slc-Cgil, Fisc, Agci, Confcooperative Federcultura e Uspi. ''L'editoria e' in una situazione di transizione tecnologica, contenutistica, di ruolo e in un mercato con derive che, se non corrette, mettono in discussione il pluralismo e il contributo fondamentale che l'editoria e l'informazione devono recare alla democrazia del Paese']]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Claudia Fascia-ANSA</p>
<p>Sì a una riforma dell&#8217;editoria che dia respiro, regole e finanziamenti certi, stabilita&#8217; e trasparenza al settore e si occupi del riequilibrio del mercato della pubblicita&#8217;, no a una legge che penalizzi pluralismo e qualita&#8217; dell&#8217;informazione e discrimini le piccole realta&#8217; editoriali. Associazioni, operatori e politici si sono dati appuntamento a Roma per parlare della &#8221;riforma dell&#8217;editoria tra tecnologie e pluralismo&#8221;. Un&#8217;assemblea organizzata da Mediacoop, Fnsi, Comitato per la liberta&#8217; e il diritto alla informazione, alla cultura e allo spettacolo, Articolo 21, Slc-Cgil, Fisc, Agci, Confcooperative Federcultura e Uspi. &#8221;L&#8217;editoria e&#8217; in una situazione di transizione tecnologica, contenutistica, di ruolo e in un mercato con derive che, se non corrette, mettono in discussione il pluralismo e il contributo fondamentale che l&#8217;editoria e l&#8217;informazione devono recare alla democrazia del Paese&#8221;<span id="more-1846"></span>, spiega Primo Salani, presidente di Mediacoop, nella sua relazione d&#8217;apertura, aggiungendo che occorre &#8221;un intervento complessivo, piu&#8217; ampio di quanto non prefiguri la legge delega, in discussione in Parlamento&#8221;. In questo contesto il Fondo per l&#8217;editoria, passato dai 414 milioni del 2009 ai 138 milioni del 2012 per arrivare ai 57 milioni previsti per il 2013 a fronte di un fabbisogno di circa 140 milioni, assume un ruolo strategico nella tutela di testate, altrimenti destinate a scomparire. Un fondo che &#8211; chiedono le associazioni &#8211; dovrebbe essere impostato su base triennale. &#8221;Il rischio &#8211; afferma il segretario della Federazione della stampa</p>
<p>Franco Siddi &#8211; e&#8217; che il sistema vada in default. L&#8217;editoria va sostenuta anche con l&#8217;introduzione del credito d&#8217;imposta e favorendo incentivi e sgravi per l&#8217;occupazione&#8221;. Un punto, quello sul Fondo, condiviso da molti. Come Francesco Zanotti (Fisc) per il quale &#8221;non e&#8217; un regalo. Togliere risorse e&#8217; come mettere un bavaglio&#8221;, o come Caterina Bagnardi (presidente File) per la quale &#8221;decidere sulle risorse per il fondo all&#8217;editoria significa avere un potere di vita o di morte su un segmento importante dell&#8217;informazione nazionale. Il sostegno al settore deve essere regolato da una legge che non abbia margini di discrezionalita&#8221;&#8217;. Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, propone al Governo di &#8221;destinare una quota parte dell&#8217;annunciata asta per le frequenze digitali al Fondo per l&#8217;editoria&#8221;. D&#8217;accordo con Giulietti, Vincenzo Vita (Pd) che sostiene la necessita&#8217; di &#8221;ridistribuire parte delle risorse dell&#8217;asta a tutta l&#8217;editoria, soprattutto minore. Una riforma del settore e&#8217; necessaria &#8211; dice il senatore &#8211; anche per supportare il passaggio non semplice al digitale&#8221;. Il problema delle legge delega sta anche e soprattutto nei tempi stretti per la sua approvazione, data la prossima scadenza della legislatura. &#8221;L&#8217;obiettivo minimo &#8211; spiega Ricardo Franco Levi (Pd) &#8211; e&#8217; l&#8217;approvazione alla Camera, ma dobbiamo ridurre le nostre ambizioni e ridurre il campo d&#8217;intervento al sostegno pubblico all&#8217;editoria quotidiana e periodica&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>AIGOL &#8211; L&#8217;editoria online chiede rispetto e tutela</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 13:14:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi l’aula del senato tornerà a occuparsi del DDL su cui settimana scorsa non si è raggiunto un’accordo , l’ormai famoso “Salva Sallusti” che non è altro che l’ennesimo tentativo di censura dell’attività giornalistica. Come per il DDL intercettazioni, la posizione di AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) è chiara anche nei confronti del DDL in discussione, una norma inutile e troppo rigida in una materia estremamente sensibile come la libertà di parola. Esistono già nel nostro paese organi competenti destinati a difendere e punire i giornalisti, facciamoli lavorare. Noi in quanto editori non troviamo corretto e sensato aumentare la confusione della regolamentazione con norme solamente punitive, noi non siamo per il carcere ai giornalisti colpevoli di diffamazione e nemmeno a multe “astronomiche” che punirebbero solo noi editori on-line.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/10/aigol.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1844" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/10/aigol-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Oggi l’aula del senato tornerà a occuparsi del DDL su cui settimana scorsa non si è raggiunto un’accordo , l’ormai famoso “Salva Sallusti” che non è altro che l’ennesimo tentativo di censura dell’attività giornalistica. Come per il DDL intercettazioni, la posizione di AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) è chiara anche nei confronti del DDL in discussione, una norma inutile e troppo rigida in una materia estremamente sensibile come la libertà di parola. Esistono già nel nostro paese organi competenti destinati a difendere e punire i giornalisti, facciamoli lavorare. Noi in quanto editori non troviamo corretto e sensato aumentare la confusione della regolamentazione con norme solamente punitive, noi non siamo per il carcere ai giornalisti colpevoli di diffamazione e nemmeno a multe “astronomiche” che punirebbero solo noi editori on-line.<span id="more-1843"></span> Sempre al fianco della libertà di parola, della dignità dei giornalisti e di una modernizzazione del nostro paese (sempre in prima fila a richiedere il trattamento paritario anche in campo di contributi all’editoria) AIGOL chiede ai signori del palazzo di pensarci prima di punire i giornalisti e i loro editori, ma anzi aiutarli fornendoli dei mezzi necessari per continuare a lavorare in un sistema paese già estremamente colpito dalla crisi e portare l&#8217;Italia finalmente alla pari di altri paesi civili, dove l&#8217;editoria on line non è inascoltata ma considerata e aiutata.</p>
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		<title>Sporteconomy presenta NEW MEDIA &amp; DIGITAL FOOTBALL</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 09:05:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“New media &#038; digital football”, il primo libro in Italia ed in Europa sull'evoluzione del calcio letta attraverso lo sviluppo dei social media (a partire dai popolari Facebook e Twitter) e della multimedialità. "New Media &#038; Digital Football" fa parte della collana Sporteconomy ed è un'utile bussola di orientamento per quanti lavorano nel settore dei new media e nel football in particolare. In quest'opera il calcio italiano in versione digitale viene messo a confronto tra l'altro con quello del resto d'Europa, oltre che a livello internazionale, grazie a una serie di dati forniti da Damiano Cori ("Guerrilla Sport") e Valentina Altavilla. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/10/newmedia.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1842" title="newmedia" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/10/newmedia.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a>Soci di AIGOL. E&#8217; recente l&#8217;uscita del libro <strong>“New media &amp; digital football”</strong>, il primo libro in Italia ed in Europa sull&#8217;evoluzione del calcio letta attraverso lo sviluppo dei social media (a partire dai popolari Facebook e Twitter) e della multimedialità. &#8220;New Media &amp; Digital Football&#8221; fa parte della collana Sporteconomy ed è un&#8217;utile bussola di orientamento per quanti lavorano nel settore dei new media e nel football in particolare. In quest&#8217;opera il calcio italiano in versione digitale viene messo a confronto tra l&#8217;altro con quello del resto d&#8217;Europa, oltre che a livello internazionale, grazie a una serie di dati forniti da <strong>Damiano Cori </strong>(&#8220;Guerrilla Sport&#8221;) e <strong>Valentina Altavilla</strong>.<span id="more-1841"></span></p>
<p>Quali sono i cambiamenti che la nostra società, sempre più “virtuale”, ha portato nel mondo del pallone? Quali le nuove opportunità, anche e soprattutto commerciali? E’ possibile misurare, attraverso la rete, il vero gap del calcio italiano nei confronti dei principali campionati stranieri, al di là dei risultati sul campo? Com’è cambiato, soprattutto, il rapporto tra una società e i suoi tifosi, ora che strumenti come Twitter danno la possibilità d’interagire persino con i dirigenti? I giornalisti Daniele Chieffi e Marcel Vulpis e il dirigente di Telecom Cristiano Habetswallner rispondono a queste e ad altre domande, svelandoci, in un libro unico nel suo genere in Italia e in Europa, la rivoluzione del digitale nel calcio. Una rivoluzione che, come spesso accade, in Italia si fa ancora fatica a cogliere, ma che sarà decisiva nel delineare la competitività delle squadre del futuro.</p>
<p>Daniele Chieffi, esperto di pubbliche relazioni con i media online, fa una necessaria analisi “sociologica”, nella prima parte del libro, sulla capacità di aggregazione del calcio, sul legame a vita tra un appassionato e i suoi colorie sulle caratteristiche di quel particolare tipo di comunità che costituisce il tifo. In condizioni di normali si può distinguere una differenza d’intensità del tifo, da semplice “simpatizzante” a vero “tifoso militante”. Strumenti diretti e alla portata di tutti come i siti web e i social network, però, dando l’opportunità di esprimere giudizi e formulare commenti,stanno riducendo quelle differenze, rendendo più saldo il legame tra una squadra e l’intero bacino dei suoi tifosi.Il supporter si sente più vicino al suo club, più coinvolto e, soprattutto, si sente per la prima volta messo alla pari di giocatori, allenatori e dirigenti, con la possibilità d’interagire direttamente con loro. Sente, anzi, l’obbligo quasi morale di dare il suo contributo scrivendo giudizi, commenti, consigli o semplici domande all’interno delle decine di spazi disponibili su siti, blog e social networks.</p>
<p>Nella seconda parte, la più giornalistica, Marcel Vulpis mette a confronto i progressi delle principali squadre di Europa (Turchia compresa) e Sud-America nel venire incontro alle nuove “esigenze digitali” dei propri tifosi. Come prevedibile, il Barcellona e i top club della Premiership sono all’avanguardia su tutte le piattaforme, dalle web-tv su YouTube a Facebook e Twitter, ma sorprende vedere come le squadre turche siano anch’essi tra i primi al mondo nell’investire sull’on-line space, potenzialmente infinito. L’Italia, più che inseguire, arranca e, proprio come sulla questione stadi, non riesce o non vuole riuscire a tenere il passo coi tempi.</p>
<p>Unica eccezione il Milan che ha aperto la “Milan media Factory”, un progetto che punta a spedire i rossoneri dritti nel nuovo millennio del calcio globale. Galliani, poi, è stato il primo dirigente di calcio a sperimentare una “tweet-chat” con i suoi tifosi.</p>
<p>C’è, tuttavia, ancora speranza per l’Italia, perché nella terza parte Cristiano Habetswallner avverte che è inutile controllare le classifiche di fan e “I like” dei club (tutti i dati del libro sono aggiornati a ottobre 2011). Primo, perché cambiano a una velocità vertiginosa; secondo perché, così come sono, appaiono solo come una sterile mostra di muscoli, senza benefici concreti. La vera sfida, infatti, sarà trasformare quell’esercito di fan, sia per le squadre sia per gli sponsor, in consumatori acquirenti.</p>
<p>GLI AUTORI</p>
<p><strong>Daniele Chieffi</strong> è giornalista e docente in master dell’Università Cattolica di Milano, La Sapienza di Roma e Business School del Sole 24 Ore.</p>
<p>E’ stato caporedattore di Vivacity. It e oggi gestisce le relazioni con i media online per UniCredit. E’ animatore del sito <a href="http://www.olmr.it/">www.olmr.it</a>. Fra le sue pubblicazioni “Online media relations”(Gruppo 24 Ore, 2011).</p>
<p><strong>Marcel Vulpis</strong> è giornalista economico e docente nel master in Management dello Sport dell’Università Tor Vergata. Direttore dell’agenzia nazionale Sporteconomy. Opinionista televisivo ed economista con delega allo sport nell’Associazione Economisti d’impresa (A.E. I.). E’ alla sua seconda opera, dopo “Benchmarketing, dieci idee creative di sport-business” - collana Sporteconomy.</p>
<p>Di recente ha lanciato la prima opera italiana sul Fair Play Finanziario dal titolo: “Fai Play Finanziario: fuori i cattivi”.</p>
<p><strong>Cristiano Habetswallner</strong>, dirigente di Telecom Italia, attualmente responsabile della funzione“Sponsorship Management”, è titolare del Laboratorio di Sponsorizzazioni dell’Università LUMSA di Roma. Svolge docenze sul marketing sportivo e sulla comunicazione d’impresa nei principali atenei, master e scuole di specializzazione.</p>
<p>SCHEDA LIBRO</p>
<p>Titolo “New Media &amp; Digital Football”</p>
<p>Casa editrice: L&amp;V Editrice srl</p>
<p>Collana: Sporteconomy</p>
<p>Autori: Daniele Chieffi-Cristiano Habetswallner-Marcel Vulpis</p>
<p>Numero pagine: 158</p>
<p>Prezzo: 22 euro</p>
<p>Note: acquistabile solo attraverso l’e-commerce sul sito Sporteconomy.it<a href="http://sporteconomy.it/pubblicazioni.html">http://sporteconomy.it/pubblicazioni.html</a></p>
<p>Contatti:Francesco Moscarellatel. 3495567359indirizzo e-mail: <a href="mailto:framosca89@gmail.com">framosca89@gmail.com</a></p>
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		<title>A.I.G.O.L. sfida gli editori italiani sul tema dell&#8217;equo compenso. Gli editori pubblichino i compensi pagati per ogni singolo pezzo ai free-lance (di Marcel Vulpis &#8211; presidente di AIGOL)</title>
		<link>http://www.aigol.it/a-i-g-o-l-sfida-gli-editori-italiani-sul-tema-dellequo-compenso-gli-editori-pubblichino-i-compensi-pagati-per-ogni-singolo-pezzo-ai-free-lance-di-marcel-vulpis-presidente-di-aigol/201209061838/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 07:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge sull’equo compenso dei giornalisti, che aveva trovato al Senato una corsia "preferenziale", è stata di recente stoppata dal Governo in sede di Commissione Lavoro. 
Il vice-ministro Michel Martone, si è giustificato parlando di approfondimento e di alcuni emendamenti che si vorrebbero inserire nel testo approvato dalla Camera dei Deputati. 
La legge sull'equo compenso è indispensabile per migliorare la situazione economica della stragrande maggioranza dei giornalisti "fuori dalle redazioni" (genericamente definiti come freelance). Spesso questi compensi sono irrisori, oltre che mortificanti. La situazione economica del Paese, aggravata anche dalla riduzione dei contributi pubblici per l'editoria, ha fatto sì che gli editori stiano applicando una strategia al "massacro", proprio nei confronti delle categorie più deboli: i free-lance. 
Stanno aumentando infatti le riduzioni d'ufficio dei compensi (tra l'altro mai concordate) e i tempi per i pagamenti stanno superando mediamente i 120 giorni, anche dove il freelance collabora esternamente con testate quotidiane, fino ad arrivare alla nuova moda di pezzi commissionati (e poi lasciati in stand-by per mesi all'interno delle redazioni). 
La legge sull'equo compenso dei giornalisti servirebbe pertanto a "riavvicinare" i freelance a logiche di mercato ormai lontane anni luce e a potersi riappropriare di diritti tutelati. Si tratta di mettere in campo regole certe per un lavoro autonomo a livello professionale. Ma, soprattutto, ridare dignità a professionisti (giovani e meno giovani), che meritano di essere pagati il giusto e di non vedersi sfruttati per pochi euro a pezzo. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/09/aigol.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1839" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/09/aigol-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>La legge sull’equo compenso dei giornalisti, che aveva trovato al Senato una corsia &#8220;preferenziale&#8221;, è stata di recente stoppata dal Governo in sede di Commissione Lavoro.<br />
Il vice-ministro Michel Martone, si è giustificato parlando di approfondimento e di alcuni emendamenti che si vorrebbero inserire nel testo approvato dalla Camera dei Deputati.<br />
La legge sull&#8217;equo compenso è indispensabile per migliorare la situazione economica della stragrande maggioranza dei giornalisti &#8220;fuori dalle redazioni&#8221; (genericamente definiti come freelance). Spesso questi compensi sono irrisori, oltre che mortificanti. La situazione economica del Paese, aggravata anche dalla riduzione dei contributi pubblici per l&#8217;editoria, ha fatto sì che gli editori stiano applicando una strategia al &#8220;massacro&#8221;, proprio nei confronti delle categorie più deboli: i free-lance.<span id="more-1838"></span><br />
Stanno aumentando infatti le riduzioni d&#8217;ufficio dei compensi (tra l&#8217;altro mai concordate) e i tempi per i pagamenti stanno superando mediamente i 120 giorni, anche dove il freelance collabora esternamente con testate quotidiane, fino ad arrivare alla nuova moda di pezzi commissionati (e poi lasciati in stand-by per mesi all&#8217;interno delle redazioni).<br />
La legge sull&#8217;equo compenso dei giornalisti servirebbe pertanto a &#8220;riavvicinare&#8221; i freelance a logiche di mercato ormai lontane anni luce e a potersi riappropriare di diritti tutelati. Si tratta di mettere in campo regole certe per un lavoro autonomo a livello professionale. Ma, soprattutto, ridare dignità a professionisti (giovani e meno giovani), che meritano di essere pagati il giusto e di non vedersi sfruttati per pochi euro a pezzo.</p>
<p>Come AIGOL possiamo solo sottolineare che il concetto di &#8220;equo compenso&#8221; deve essere il principio base di qualsiasi settore merceologico, ma diventa imprescindibile dove c&#8217;è alla base del lavoro una opera intellettuale.<br />
Ci sembra che, come spesso avviene in questo Paese disastrato, anche questo tema sia stato messo in soffitta in attesa di tempi migliori (o di un Governo che se ne occupi, sempre che ce ne sia la volontà post elezioni del 2013).<br />
Questo atteggiamento governativo ci sta stretto e abbiamo così deciso di lanciare una &#8220;sfida&#8221; per dimostrare quanto sia grave l&#8217;aspetto dell&#8217;equo compenso nel mondo dei giornali.<br />
Ecco perchè AIGOL chiede a tutti i giornali che ricevono contributi pubblici per l&#8217;editoria (praticamente la quasi totalità) di pubblicare in fondo a ogni pezzo elaborato anche il prezzo pagato al singolo collaboratore freelance.</p>
<p>Questa operazione promossa dall&#8217;AIGOL raggiungerebbe una serie di obiettivi:<br />
a) trasparenza in senso assoluto da parte degli editori italiani<br />
b) trasparenza e rispetto nei confronti del lettore-tipo (deve sapere per esempio che una inchiesta può valere anche appena 5 euro)<br />
c) sensibilizzazione, più in generale, dell&#8217;opinione pubblica sul tema dell&#8217;equo compenso.<br />
d) attività di lobbying nei confronti delle istituzioni (il governo di fronte alla pubblicazione di determinati dati non potrà più chiudere gli occhi)</p>
<p>Se tra un mese esatto, dalla data di questa lettera, non saremo venuti a conoscenza dei prezzi pagati in media in Italia ai singoli collaboratori esterni, pubblicheremo come AIGOL una interessante ricerca della Associazione Stampa Romana (consulta freelance) dove appare il valore delle misere &#8220;prebende&#8221; elargite dai diversi editori al parterre dei collaboratori esterni, vera spina dorsale dell&#8217;informazione giornalistica.<br />
La pubblicazione di questi dati getterà un&#8217;ombra inquietante sul sistema dei pagamenti delle collaborazioni giornalistiche nel nostro Paese. Crediamo che pagare, come già avviene, un pezzo 5 euro sia una cosa vergognosa per chi eroga questa somma e un&#8217;umiliazione per chi (purtroppo) la riceve. Proprio per questo AIGOL è pronta a lanciare una battaglia di opinione sul tema dell&#8217;equo compenso, visto che le diverse sigle sindacali non sono (al momento) iper attive e anche il governo non lo vive come una priorità.</p>
<p>L&#8217;equo compenso non è soltanto un problema economico (quello è l&#8217;aspetto finale), ma soprattutto un fattore etico, da valorizzare in un Paese che si considera moderno.</p>
<p>Marcel Vulpis &#8211; presidente Associazione Italiana Giornali onLine</p>
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		<title>Cassazione: l&#8217;informazione in rete non è &#8220;clandestina&#8221;</title>
		<link>http://www.aigol.it/cassazione-linformazione-in-rete-non-e-clandestina/201205111834/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è un giorno importante per il web italiano. La sentenza di assoluzione con formula piena allo storico e saggista Carlo Ruta, emanata dalla III Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Saverio Felice Mannino, sancisce in modo chiaro e inequivocabile che l’informazione in rete non può essere considerata “clandestina” né un reato (per il solo fatto di esserci, a prescindere da qualsiasi contenuto). Il testo di questa sentenza, che nasce da un procedimento penale unico nel suo genere in tutto l’Occidente, è un patrimonio prezioso per il Paese, ed è importante che ispiri una legge in grado di tutelare con pienezza la libertà di informazione e di ricerca attraverso lo strumento del web. Il Parlamento, in tutte le sue aree, sa a questo punto qual è il suo compito e in quale alveo dovrebbe scorrere la normativa che sarà emanata sulla comunicazione in rete. La massima corte di giustizia con il suo pronunciamento ha chiuso di fatto un’epoca di equivoci e ha posto fine alle mezze misure. L’informazione sul web da oggi è più libera. È quindi una vittoria di tutti, del Paese, della democrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/05/blog.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1836" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="blog" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/05/blog-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Oggi è un giorno importante per il web italiano. La sentenza di assoluzione con formula piena allo storico e saggista Carlo Ruta, emanata dalla III Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Saverio Felice Mannino, sancisce in modo chiaro e inequivocabile che l’informazione in rete non può essere considerata “clandestina” né un reato (per il solo fatto di esserci, a prescindere da qualsiasi contenuto). Il testo di questa sentenza, che nasce da un procedimento penale unico nel suo genere in tutto l’Occidente, è un patrimonio prezioso per il Paese, ed è importante che ispiri una legge in grado di tutelare con pienezza la libertà di informazione e di ricerca attraverso lo strumento del web. Il Parlamento, in tutte le sue aree, sa a questo punto qual è il suo compito e in quale alveo dovrebbe scorrere la normativa che sarà emanata sulla comunicazione in rete. La massima corte di giustizia con il suo pronunciamento ha chiuso di fatto un’epoca di equivoci e ha posto fine alle mezze misure. L’informazione sul web da oggi è più libera. È quindi una vittoria di tutti, del Paese, della democrazia.<span id="more-1834"></span><br />
La dichiarazione di Carlo Ruta: « Questa sentenza di Cassazione è degna della tradizione del nostro Paese, che ha dietro di sé una cultura giuridica di prim’ordine. Mi preme di ringraziare per prima cosa tutti coloro che hanno sostenuto fino all’esito conclusivo questa campagna di libertà. A loro il web deve davvero tanto. Sono passati oltre sette anni, e questa sentenza, determinante per il destino della comunicazione in rete, ripaga i sacrifici fatti e l’impegno di tutti. D’ora in poi possiamo dirci davvero più liberi».<br />
Dopo la lettura della sentenza, avvenuta in tarda serata, l’avvocato Giuseppe Arnone, che ha difeso Carlo Ruta e i diritti dell’informazione sul web con un’arringa complessa e argomentata, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Oggi la Corte di Cassazione, accogliendo le mie argomentazioni, ha scritto una pagina storica in ordine ai valori della libertà di pensiero e d’informazione, anche in relazione ai nuovi strumenti di trasmissione del pensiero. Ancora una volta la massima Corte si è dimostrata ben più avanzata e liberale dei giudici di merito. Giustizia quindi è stata fatta nel modo più alto».</p>
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		<title>Contributi Editoria anche alle Testate on line?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 06:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso del suo intervento al Festival del Giornalismo di Perugia, Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all&#8217;Editoria Paolo Peluffo, ha dichiarato che la riforma dei contributi per l&#8217;editoria è destinata anche al settore on line. Per la prossima settimana sarà prevista la presentazione al Consiglio dei Ministri del testo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/05/editoria-online-incertezza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1833" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="editoria-online-incertezza" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/05/editoria-online-incertezza-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Nel corso del suo intervento al Festival del Giornalismo di Perugia, Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all&#8217;Editoria Paolo Peluffo, ha dichiarato che la riforma dei contributi per l&#8217;editoria è destinata anche al settore on line.<span id="more-1832"></span></p>
<p>Per la prossima settimana sarà prevista la presentazione al Consiglio dei Ministri del testo della nuova regolamentazione sul finanziamento che si prospetta come rivoluzionario, con la presenza di parole come “trasparenza”, “semplificazione” e “merito”, oltre al fatto che sarà dedicato spazio anche alle testate on line.</p>
<p>Il punto cruciale sarà quello di annullare i finanziamenti a quei giornali “fantasma”, quelli che non si sono mai venduti ma che prendono ugualmente soldi dallo stato.</p>
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		<title>Torna il comma ammazza blog</title>
		<link>http://www.aigol.it/il-ritorno-dellobbligo-di-rettifica/201204191828/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accantonato lo scorso ottobre,  Il DDL sulle intercettazioni è ora tornato nella bozza di riforma presentata dall'attuale ministro della Giustizia Paola Severino.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/04/legge-ammazza-blog.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1829" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="legge-ammazza-blog" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/04/legge-ammazza-blog-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" /></a>Accantonato lo scorso ottobre,  Il DDL sulle intercettazioni è ora tornato nella bozza di riforma presentata dall&#8217;attuale ministro della Giustizia Paola Severino.</p>
<p>Quello che era stato soprannominato come il  &#8220;comma ammazza blog&#8221;,  presente nell&#8217;articolo 28, poi spostato al 29,  è ritornato nell&#8217;articolo 25 della nuova bozza sulle intercettazioni trasmessa dal ministro Severino ai tecnici della Giustizia della maggioranza di governo.</p>
<p><em>&#8220;Per  i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici  diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono  pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse  caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la  stessa visibilità della notizia cui si riferiscono&#8221;.</em> Imposizione ai gestori di  qualsiasi sito web l&#8217;obbligo di rettificare i contenuti indicati dai  soggetti che si ritengano eventualmente lesi, con <strong>multe fino a 12mila euro per chi non provvede a modificare entro le 48 ore di tempo.</strong></p>
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		<title>Fieg: +50% di lettori online in tre anni</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 18:07:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["internet si è rivelato una risorsa che ha contribuito ad allargare il pubblico dei lettori", è questo quello il risultato dal Rapporto Fieg «La stampa in Italia 2009-2011» presentato oggi. I ricavi dei giornali cartacei calano (-2,2%), pubblicità (-5,7%), mentre tengono le testate online,  (38,8% nel 2010 e 32% nel 2011). "le prospettive per il 2012 non appaiono migliori in rapporto ad una situazione complessica del mercato pubblicitario che non sembra riprendersi". Il numero medio online è passato da 4 a 6 milioni anche se l'incidenza del fatturato è ancora modesta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/04/8743046-news-in-smartphone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1827" title="8743046-news-in-smartphone" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/04/8743046-news-in-smartphone.jpg" alt="" width="168" height="127" /></a>&#8220;internet si è rivelato una risorsa che ha contribuito ad allargare il pubblico dei lettori&#8221;, è questo quello il risultato dal Rapporto Fieg «La stampa in Italia 2009-2011» presentato oggi. I ricavi dei giornali cartacei calano (-2,2%), pubblicità (-5,7%), mentre tengono le testate online,  (38,8% nel  2010 e 32% nel 2011). &#8220;le prospettive per il 2012 non appaiono migliori in rapporto ad una situazione complessica del mercato pubblicitario che non sembra riprendersi&#8221;. Il numero medio online è passato da 4 a 6 milioni anche se l&#8217;incidenza del fatturato è ancora modesta.</p>
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		<title>Una ridistribuzione in base al merito e non più sempre ai soliti</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 19:20:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presente a Genova alla cerimonia per il 140esimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, il sottosegretario Paolo Peluffo ha parlato anche di editoria online.
Un settore che per il sottosegretario non può essere ignorato dal Governo anzi, più impegno verso l’online e una redistribuzione in base a caratteri industriali, come da sempre chiesto da AIGOL, sono i parametri su cui il Governo sembra impegnarsi seriamente.
Per Peluffo l'online è un settore talmente importante che ha affermando inoltre “Noi siamo obbligati a pensare all’online. Il Governo è una cabina di regia per l’agenda digitale dove c’è uno dei sei gruppi di lavoro che è dedicato proprio al e-commerce”.
Secondo il sottosegretario, i 120 milioni che verranno erogati per il 2012 saranno distribuiti "sulla base di parametri industriali corretti, che spingano le imprese verso comportamenti adeguati alla evoluzione del settore",]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/03/sottosegretario-paolo-peluffo_527534.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1824" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="sottosegretario-paolo-peluffo_527534" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/03/sottosegretario-paolo-peluffo_527534-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Presente a Genova alla cerimonia per il 140esimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, il sottosegretario Paolo Peluffo ha parlato anche di editoria online.<br />
Un settore che per il sottosegretario non può essere ignorato dal Governo anzi, più impegno verso l’online e una redistribuzione in base a caratteri industriali, come da sempre chiesto da AIGOL, sono i parametri su cui il Governo sembra impegnarsi seriamente.<br />
Per Peluffo l&#8217;online è un settore talmente importante che ha affermando inoltre “Noi siamo obbligati a pensare all’online. Il Governo è una cabina di regia per l’agenda digitale dove c’è uno dei sei gruppi di lavoro che è dedicato proprio al e-commerce”.<span id="more-1823"></span><br />
Secondo il sottosegretario, i 120 milioni che verranno erogati per il 2012 saranno distribuiti &#8220;sulla base di parametri industriali corretti, che spingano le imprese verso comportamenti adeguati alla evoluzione del settore&#8221;, il Governo di cui fa parte “pensa a un maggiore impegno verso l&#8217;editoria online e a comportamenti che rendano le imprese più sane. È indispensabile pensare a un sistema completamente rinnovato che guardi al futuro. In qualche settimana il Governo sarà pronto a portare al Consiglio dei ministri delle soluzioni che però poi passeranno al vaglio del Parlamento&#8221;.</p>
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		<title>Per l&#8217;AgCom si deve andare avanti con la tutela del diritto d’autore</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ssecondo indiscrezioni riprese dall'Ansa, l'Agcom per bocca del suo segretario, Roberto Viola, ha annunciato che la disciplina del diritto d’autore è “un processo in divenire, difficile, complicato, ma necessario” quindi l’intenzione è quella di approvare il testo prima della scadenza del mandato dell’agenzia stessa, prevista per maggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/03/agcom1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1821" title="agcom" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/03/agcom1-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>Secondo indiscrezioni riprese dall&#8217;Ansa, l&#8217;Agcom per bocca del suo segretario, Roberto Viola, ha annunciato che la disciplina del diritto d’autore è “un processo in divenire, difficile, complicato, ma necessario” quindi l’intenzione è quella di approvare il testo prima della scadenza del mandato dell’agenzia stessa, prevista per maggio.<span id="more-1819"></span></p>
<p>Sempre secondo Viola, presente all’Università europea di Roma per una tavola rotonda, “In Italia c’è una situazione paradossale, le norme sul diritto d’autore sono ferme a quelle di 70 anni fa”,  “Faremo una nuova audizione in Parlamento sul tema, la terza, tra un paio di settimane, poi ci sarà un passaggio con l’Unione europea. Auspichiamo che dai parlamentari ci sia un chiarimento sul quadro delle norme primarie. Se ciò non dovesse avvenire, l’autorità sarà lasciata un po’ sola a decidere come calibrare questo testo e lo farà sulla base dei commenti della Commissione europea”.</p>
<p>Infatti per “attivare” il regolamento studiato, il presidente Agcom, Corrado Calabrò dovrà prima recarsi in Parlamento, prevista la sua presenza il 21 marzo dopo un invito di chiarimento da parte del Senatore Luigi Vimercati (Pd) dopo la diffusioni di notizie riguardo un accelerazione rigurado al processo di approvazione prefissato.</p>
<p>Per Vimercati sarebbe meglio fare prima una legge sul diritto d’autore ”Una nuova legge non può non prevedere un ragionamento sulle licenze Creative Commons, che tutelano tanta parte della creatività che circola in Rete. Sarebbe sbagliata, in ogni caso, una normativa semplicemente punitiva, bisogna contemperare gli interessi di autori e editori con la moltiplicazione delle opportunitò di creazione artistica e della sua diffusione rese possibili dal Web. Non può essere solo una risposta a una parte delle lobby”.</p>
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		<title>Botta e risposta tra De Benedetti e la FNSI</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 08:08:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un Carlo De Benedetti contro i finanziamenti pubblici ai giornali quello che è andato in scena alla facoltà di economia di Palermo a margine della lectio
magistralis “Essere imprenditori oggi” nel capoluogo siciliano. A chi gli chiedeva un suo parere sulla opportunità di mantenere i contributi statali all’editoria in un momento come questo, Il presidente del gruppo editoriale l’espresso non si è tirato indietro e ha affermato “Per cortesia togliamo il finanziamento all’editoria che non sta in piedi da sola. In un momento di difficoltà del Paese non si tengono in piedi i morti, poi c’e’ puzza di cadavere”. Aggiungendo “si dovrebbero togliere tutti i finanziamenti pubblici ai giornali che poi finiscono in violazioni e abusi. Ritengo, haconcluso, che bisogna lasciare campo libero all’editoria sana, i partiti se la paghino loro, hanno già il rimborso elettorale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/02/elsa-fornero-giornalisti-fnsi-autonomi-pensioni-cassa-di-previdenza-1324398401777.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1817" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="elsa-fornero-giornalisti-fnsi-autonomi-pensioni-cassa-di-previdenza--1324398401777" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/02/elsa-fornero-giornalisti-fnsi-autonomi-pensioni-cassa-di-previdenza-1324398401777-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Un Carlo De Benedetti contro i finanziamenti pubblici ai giornali quello che è andato in scena alla facoltà di economia di Palermo a margine della lectio magistralis “Essere imprenditori oggi” nel capoluogo siciliano. A chi gli chiedeva un suo parere sulla opportunità di mantenere i contributi statali all’editoria in un momento come questo, Il presidente del gruppo editoriale l’espresso non si è tirato indietro e ha affermato “Per cortesia togliamo il finanziamento all’editoria che non sta in piedi da sola. In un momento di difficoltà del Paese non si tengono in piedi i morti, poi c’e’ puzza di cadavere”. <span id="more-1816"></span>Aggiungendo “si dovrebbero togliere tutti i finanziamenti pubblici ai giornali che poi finiscono in violazioni e abusi. Ritengo, haconcluso, che bisogna lasciare campo libero all’editoria sana, i partiti se la paghino loro, hanno già il rimborso elettorale. Non si capisce perché dobbiamo pagare ancora per i giornali di partito”.<br />
Successivamente non si è fatta attendere la risposta della Fnsi che, attraverso una nota, ha ribattuto  «Il Consiglio nazionale della Fnsi ritiene che il finanziamento pubblico all&#8217;editoria è necessario per tutte quelle realtà dell&#8217;informazione non meramente commerciali, di idee o di voci minoritarie, di promozioni di forme di autoimprenditorialità cooperativa che non possono contare sulle risorse di capitani di impresa come l&#8217;ing. De Benedetti. I morti (i giornali chiusi) non si possono certo tenere in vita ma la mano pubblica ha il dovere, laddove sia sua responsabilità, di impedire la scomparsa di voci dell&#8217;informazione o, peggio, provocare suicidi assistiti». La Federazione Nazionale della Stampa italiana ha aggiunto «Ecco allora che la sfida deve essere trasparente e per un&#8217;editoria certamente sana, che non può quindi ricevere contributi nei luoghi nei quali si ricorre ad espedienti, a violazioni o abusi. E queste regole valgono, a maggior ragione, anche per chi non riceve contributi pubblici. Il Sindacato dei giornalisti su questi punti ha e continuerà ad avere un atteggiamento univoco. La concorrenza peraltro, in condizioni di trasparenza, aiuta tutti a migliorare la qualità dell&#8217;informazione come bene comune». «La superficialità &#8211; conclude la Fnsi &#8211; di una battuta ripresa e rilanciata &#8211; come quella fatta a questo proposito dall&#8217;Ing. De Benedetti, che ben conosce il pensiero del sindacato su questo argomento &#8211; non fa sicuramente premio di un pensiero compiuto e contestualizzato in un ragionamento più ampio.<br />
Tuttavia una puntualizzazione l&#8217;ing. De Benedetti la merita perchè si evitino fraintendimenti e non si diffondano altri messaggi fuorvianti e, appunto, molto superficiali».</p>
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		<title>Il Sottosegretario Peluffo parla del fondo per l&#8217;editoria</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 15:23:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fondo per l’editoria sarà rifinanziato in tempi “abbastanza rapidi”. E’ quanto affermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Peluffo durante il suo intervento all’incontro promosso dalla filiera della carta al senato. “Denaro però ce ne è poco e dobbiamo sentire in modo forte la responsabilità dell'impiego del denaro pubblico. Non vi saranno più finanziamenti per copie di giornali che non si vendono, si va verso l'idea di calcolare le copie effettivamente vendute, indicare come priorità i criteri di occupazione di poligrafici e giornalisti, di guardare agli investimenti per lo sviluppo dell'editoria on line”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/02/informazione-su-carta-stampata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1815" title="informazione su carta stampata" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/02/informazione-su-carta-stampata-300x263.jpg" alt="" width="300" height="263" /></a>Il fondo per l’editoria sarà rifinanziato in tempi “abbastanza rapidi”. E’ quanto affermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Peluffo durante il suo intervento all’incontro promosso dalla filiera della carta al senato. “Denaro però ce ne è poco e dobbiamo sentire in modo forte la responsabilità dell&#8217;impiego del denaro pubblico. <span id="more-1814"></span>Non vi saranno più finanziamenti per copie di giornali che non si vendono, si va verso l&#8217;idea di calcolare le copie effettivamente vendute, indicare come priorità i criteri di occupazione di poligrafici e giornalisti, di guardare agli investimenti per lo sviluppo dell&#8217;editoria on line”. Il sottosegretario con delega all’editoria ha tenuto a precisare che non è ancora in grado di fornire una cifra esatta del rifinanziamento e nemmeno i tempi dell’azione governativa ma una precisazione ha voluta darla: “non visaranno più finanziamenti per copie di giornali che non si vendono, si va verso l’idea di calcolare le copie effettivamente vendute, indicare come priorità i criteri di occupazione di poligrafici e giornalisti, di guardare agli investimenti per lo sviluppo dell’editoria on line, tutti sono sensibilizzati su questo tema dal ministero del Tesoro a quello dello Sviluppo economico”, ha poi aggiunto il sottosegretario: “Rifinanzieremo il fondo con i criteri dell&#8217;urgenza, anche se non so dire esattamente quando e quali saranno le cifre. Denaro però ce ne è poco e dobbiamo sentire in modo forte la responsabilità dell&#8217;impiego del denaro pubblico”. Peluffo ha anche voluto esprimere il suo dolore per la messa in liquidazione del quotidiano Il Manifesto “Siamo addolorati per l&#8217;avvio della liquidazione amministrativa di un giornale di idee: speriamo che continui le pubblicazioni”.</p>
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		<title>Bocciato il SOPA all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:53:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aigol è lieta di darvi un buona notizia per il WEB. La norma definita il SOPA all’italiana, per la quale qualunque soggetto interessato avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell’accesso, è stata cancellata con 365 voti a favore 57 contrari e 14 astensioni.
Sei emendamenti soppressivi presentati dalle più svariate forze politiche del parlamento, PDL, PD, IDV, FLI, API e UDC sono stati utili per la cancellazione dell’emendamento di Gianni Fava (Lega Nord) alla legge comunitaria 2011, la norma che era stata criticata da molti per il suo carattere censuratorio non sarà bocciata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/02/il-giornale-il-fatto-quotidiano-facebook-e-lo-spettro-della-censura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1812" title="il-giornale-il-fatto-quotidiano-facebook-e-lo-spettro-della-censura" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/02/il-giornale-il-fatto-quotidiano-facebook-e-lo-spettro-della-censura-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>La norma definita il SOPA all’italiana, per la quale qualunque soggetto interessato avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell’accesso, è stata cancellata con 365 voti a favore 57 contrari e 14 astensioni.<span id="more-1811"></span><br />
Sei emendamenti soppressivi presentati dalle più svariate forze politiche del parlamento, PDL, PD, IDV, FLI, API e UDC sono stati utili per la cancellazione dell’emendamento di Gianni Fava (Lega Nord) alla legge comunitaria 2011, la norma che era stata criticata da molti per il suo carattere censuratorio non sarà bocciata.</p>
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		<title>850 milioni di euro dallo stato ai giornali di partito!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elio Veltri con Francesco Paola autori de “I soldi dei partiti - Tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia”  nel presentare la loro opera hanno dichiarato “I contributi complessivi a quotidiani, periodici, radio e televisioni di partito o contigui ai partiti sono molti di più. Nel 2009, ultimo anno di erogazione dei contributi, lo Stato ha distribuito 178 milioni 657.891 euro per mezzi di comunicazione di partito, vicini ai partiti e indipendenti, come lo si può essere in questo Paese. Orientarsi è difficile, perché la legislazione è complicata e sovrabbondante”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/stampa-giornali-120125124217_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1810" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="stampa-giornali-120125124217_big" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/stampa-giornali-120125124217_big-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Elio Veltri con Francesco Paola autori de “I soldi dei partiti &#8211; Tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia”  nel presentare la loro opera hanno dichiarato “I contributi complessivi a quotidiani, periodici, radio e televisioni di partito o contigui ai partiti sono molti di più. Nel 2009, ultimo anno di erogazione dei contributi, lo Stato ha distribuito 178 milioni 657.891 euro per mezzi di comunicazione di partito, vicini ai partiti e indipendenti, come lo si può essere in questo Paese. Orientarsi è difficile, perché la legislazione è complicata e sovrabbondante”.<span id="more-1809"></span></p>
<p>Se all’Unità nel 2010 sono andati 169 milioni, al Secolo d’Italia 76,4, Liberazione 63,6, la Padania 63,6 senza distinzione di schieramento&#8230;dal 1990 al 2009 sono andati ai giornali di partito 697 milioni 182.863 euro.  Ma se rivalutiamo questa somma in base all&#8217;inflazione si arriva allora a 850.851.746 euro.I contributi, nati dalla nobile motivazione di garantire un pluralismo democratico nel nostro paese, sono diventati come spiegano Paola e Veltri sempre di più “rendite di posizione che con i partiti non avevano nulla, o poco, a che fare” e denunciando che l’Avanti edito da Valter Lavitola, che Bobo Craxi descrisse come “un foglio di spionaggio politico” riceve ben 21 milioni euro.</p>
<p>altri giornali descritti dal libro sono Il Foglio con 44,6 milioni,  Il Popolo 41,8 milioni,  L’Opinione 30,5 milioni, Il Roma 29,4, Europa 26,6, La Voce Repubblicana 31,3, Libero 24,9.</p>
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		<title>La versione italiana di SOPA</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stato approvato alla Commissione per le politiche comunitarie un nuovo provvedimento che concede a chiunque il potere di rimuovere contenuti sgraditi da Internet.
L’emendamento firmato dal deputato della Lega Nord, Fava, è stato fatto approvare come emendamento alla Legge Comunitarie e secondo i suoi critici è “la più attuale e pericolosa minaccia alla libertà di parola online ed allo sviluppo dell’e-commerce.”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato approvato alla Commissione per le politiche comunitarie un nuovo provvedimento che concede a chiunque il potere di rimuovere contenuti sgraditi da Internet.<br />
<a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/censura_-f8063.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1807" title="censura_-f8063" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/censura_-f8063.jpg" alt="" width="226" height="162" /></a>L’emendamento firmato dal deputato della Lega Nord, Fava, è stato fatto approvare come emendamento alla Legge Comunitarie e secondo i suoi critici  è “la più attuale e pericolosa minaccia alla libertà di parola online ed allo sviluppo dell’e-commerce.”<span id="more-1806"></span><br />
Nella nuova norma viene concesso a chiunque di richiedere a un fornitore di servizi di hosting di rimuovere un qualsiasi contenuto che potrebbe violare il diritto d’autore, senza la necessità di portare alcuna giustificazione né la possibilità di ricorrere a un giudice per poter stabilire la correttezza dell’azione.<br />
La responsabilità, oltre dell’autore del “danno” potrebbe ricadere anche al fornitore del servizio internet, se questo non si adegua a rimuovere l’oggetto in causa.<br />
L’emendamento ricalca sostanzialmente il disegno di legge anti-web presentato  nei mesi scorsi e che AIGOL ha duramente contrastato.</p>
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		<title>Governo: a Peluffo delega editoria, Olivi portavoce premier e Esecutivo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha conferito ieri al sottosegretario alla Presidenza, Paolo Peluffo, in aggiunta a quelle gia' conferite, le deleghe in materia di editoria, diritto d'autore e attuazione delle relative politiche. Lo annuncia Palazzo Chigi in un comunicato, aggiungendo che Monti ha inoltre delegato a Peluffo la firma degli atti e provvedimenti relativi al Dipartimento per il coordinamento amministrativo, ad eccezione di quelli richiedenti preventiva deliberazione del Consiglio dei ministri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/governo-italiano1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1805" title="governo-italiano" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/governo-italiano1.jpg" alt="" width="265" height="298" /></a>(Il Sole 24 Ore Radiocor) &#8211; Roma, 20 gen &#8211; Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha conferito ieri al sottosegretario alla Presidenza, Paolo Peluffo, in aggiunta a quelle gia&#8217; conferite, le deleghe in materia di editoria, diritto d&#8217;autore e attuazione delle relative politiche. <span id="more-1803"></span>Lo annuncia Palazzo Chigi in un comunicato, aggiungendo che Monti ha inoltre delegato a Peluffo la firma degli atti e provvedimenti relativi al Dipartimento per il coordinamento amministrativo, ad eccezione di quelli richiedenti preventiva deliberazione del Consiglio dei ministri.</p>
<p>Inoltre, Monti ha anche nominato Elisabetta Olivi portavoce del presidente, incaricandola di esercitare anche le funzioni di portavoce del Governo coordinando le comunicazioni sull&#8217;attivita&#8217; dell&#8217;Esecutivo, di intesa con i Ministri interessati.</p>
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		<title>Il progetto &#8220;ETicaNews&#8221;</title>
		<link>http://www.aigol.it/il-progetto-eticanews/201201041800/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 15:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo progetto giornalistico su internet che si chiama ETicaNews, un soggetto di riferimento per chi desidera essere informato su questione di etica nel business e nella società.
Tutto autofinanziato, senza pubblicità, senza finanziamenti pubblici e nessun partito politico a “protezione” ma con una fondazione alla base quale si può aderire garantendo la totale autonomia della redazione.
Lo scopo di Eticanews  è quello di essere una voce critica contro il malcostume della raccomandazione, dell’evasione fiscale, e di ogni altro soppruso.
Una voce per le regole, la responsabilità, la meritocrazia, la condivisione, la trasparenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/ETICA-NEWS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1801" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ETICA-NEWS" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/ETICA-NEWS-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>Un nuovo progetto giornalistico su internet che si chiama ETicaNews, un soggetto di riferimento per chi desidera essere informato su questioni di etica nel business e nella società.<span id="more-1800"></span><br />
Tutto autofinanziato, senza pubblicità, senza finanziamenti pubblici e nessun partito politico a “protezione” ma con una fondazione alla base quale si può aderire garantendo la totale autonomia della redazione.<br />
Lo scopo di Eticanews  è quello di essere una voce critica contro il malcostume della raccomandazione, dell’evasione fiscale, e di ogni altro soppruso.<br />
Una voce per le regole, la responsabilità, la meritocrazia, la condivisione, la trasparenza.</p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p><a href="www.eticanews.it" target="_blank">www.eticanews.it</a></p>
<p>wikietica@eticanews.it</p>
<p>Luca Testoni: 347.4155280</p>
<p>Marco Ratti: 340.7776093</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La libertà di stampa e la tutela delle fonti giornalistiche sono inviolabili</title>
		<link>http://www.aigol.it/la-liberta-di-stampa-e-la-tutela-delle-fonti-giornalistiche-sono-inviolabili/201201031798/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 29 dicembre del 2011, sentenza n.48587/11, sen48587, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato da un giornalista che si è visto sequestrare tutto il suo materiale dopo aver pubblicato notizie coperte da segreto istruttorio. Il pm e Gip di Trani sono stati accusati di “mancato rispetto delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo” perchè un giornalista ha il diritto di proteggere le proprie fonti, garanzia dall’articolo 10 della Convenzione europea che riconosce il diritto alla libertà di espressione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/aigol.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1799" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2012/01/aigol-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Il 29 dicembre del 2011, sentenza n.48587/11, sen48587, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato da un giornalista che si è visto sequestrare tutto il suo materiale dopo aver pubblicato notizie coperte da segreto istruttorio. Il pm e Gip di Trani sono stati accusati di “mancato rispetto delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo” perchè un giornalista ha il diritto di proteggere le proprie fonti, garanzia dall’articolo 10 della Convenzione europea che riconosce il diritto alla libertà di espressione.<span id="more-1798"></span><br />
Il reporter che si è visto sequestrare tutto il proprio materiale, aveva chiesto la restituzione per proseguire la sua attività professionale ma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani non aveva ammesso l’istanza dato che il suo era “corpo di reato” e quindi sotto sequestro probatorio. La cassazione successivamente ha dato ragione al giornalista, interrompendo il provvedimento cautelare e obbligando il Tribunale di Trani alla restituzione del materiale, “in ragione del mancato rispetto delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo e violazione della garanzia assicurata dall’articolo 10 della Convenzione europea che riconosce il diritto alla libertà di espressione”.<br />
Il sequestro del materiale giornalistico è vietato perfino quando potrebbe portare all’individuazione gli autori di un reato, la libertà di stampa è fondamentale.<br />
“E’ evidente, di conseguenza, che il sequestro di materiale posseduto dal giornalista che conduce all’individuazione delle fonti alle quali era stato garantito l’anonimato è una violazione del diritto alla libertà di espressione anche perché pregiudica lo svolgimento futuro dell’attività del giornalista e dello stesso giornale la cui reputazione sarebbe lesa anche agli occhi delle future fonti”.</p>
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		<title>Contributi per l&#8217;Editoria: Monti ci vuole vedere chiaro</title>
		<link>http://www.aigol.it/contributi-per-leditoria-monti-ci-vuole-vedere-chiaro/201112291796/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 13:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Premier italiano Mario Monti alla conferenza stampa di fine anno, come riportato dall'Adnkronos, ha parlato anche della "questione dei contributi statali alla stampa". ''La cosa difficile e' scegliere ma e' necessario'', ha detto il premier precisando che ''ci saranno criteri anche di tipo quantitativo, per esempio l'effettivo impiego dei giornalisti, per esempio l'effettiva diffusione'' delle testate.

''E' un mondo in cui non e' facilissimo cogliere cio che e' effettivo, reale e concreto'', ha aggiunto il premier sottolineando che ''sarebbe impensabile eliminare completamente i contributi che sono il lievito di quella informazione pluralistica che e' vitale per il paese''.

Tuttavia ''credo - ha affermato - che sarebbe superficiale e brutale eludere il problema lasciando le cose immutate anno dopo anno in una fase in cui ogni euro e' oggetto di verifica''. Il premier ha detto infine di confidare in una ''soluzione pragmatica pluralistica e difendibile''.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/NEWS_6355.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1797" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="NEWS_6355" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/NEWS_6355-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a>Il Premier italiano Mario Monti alla conferenza stampa di fine anno, come riportato dall&#8217;Adnkronos, ha parlato anche della &#8220;questione dei contributi statali alla stampa&#8221;. &#8221;La cosa difficile e&#8217; scegliere ma e&#8217; necessario&#8221;, ha detto il premier precisando che &#8221;ci saranno criteri anche di tipo quantitativo, per esempio l&#8217;effettivo impiego dei giornalisti, per esempio l&#8217;effettiva diffusione&#8221; delle testate.<span id="more-1796"></span></p>
<p>&#8221;E&#8217; un mondo in cui non e&#8217; facilissimo cogliere cio che e&#8217; effettivo, reale e concreto&#8221;, ha aggiunto il premier sottolineando che &#8221;sarebbe impensabile eliminare completamente i contributi che sono il lievito di quella informazione pluralistica che e&#8217; vitale per il paese&#8221;.</p>
<p>Tuttavia &#8221;credo &#8211; ha affermato &#8211; che sarebbe superficiale e brutale eludere il problema lasciando le cose immutate anno dopo anno in una fase in cui ogni euro e&#8217; oggetto di verifica&#8221;. Il premier ha detto infine di confidare in una &#8221;soluzione pragmatica pluralistica e difendibile&#8221;.</p>
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		<title>Esclusa la responsabilità civile da parte dell’editorie e proprietario di sito web</title>
		<link>http://www.aigol.it/esclusa-la-responsabilita-civile-da-parte-dell%e2%80%99editorie-e-proprietario-di-sito-web/201112201793/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte Costituzionale si è espressa respingendo l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Alessandria in riferimento all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, dove è stato constatato che non è civilmente responsabile il proprietario e l’editore di sito web secondo i dettami dell’articolo 11 della legge 8 febbraio 1948, n.47 (disposizioni sulla stampa).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol5.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1794" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol5-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>La Corte Costituzionale si è espressa respingendo l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Alessandria in riferimento all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, dove è stato constatato che non è civilmente responsabile il proprietario e l’editore di sito web secondo i dettami dell’articolo 11 della legge 8 febbraio 1948, n.47 (disposizioni sulla stampa).<span id="more-1793"></span><br />
«una sentenza di questa Corte non può avere l’effetto di rendere antigiuridico un comportamento che tale non era nel momento in cui è stato posto in essere» (sentenza n. 202 del 1991; ordinanza n. 71 del 2009)“; e ancora che “la condotta di un soggetto può essere assunta a fonte di responsabilità civile per il risarcimento dei danni soltanto se, quando fu compiuta, sussisteva un preciso obbligo giuridico sancito da una norma conoscibile dall’agente (sentenza n. 202 del 1991 citata, punto 4 del Considerato in diritto)”.</p>
<p>l’ordinanza 16 dicembre 2011, n.337 della Corte Costituzionale:</p>
<p>ORDINANZA N. 337 &#8211;  ANNO 2011</p>
<p>REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p>IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</p>
<p>LA CORTE COSTITUZIONALE</p>
<p>composta dai signori: Presidente: Alfonso QUARANTA; Giudici : Franco GALLO, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA,</p>
<p>ha pronunciato la seguente</p>
<p>ORDINANZA</p>
<p>nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa), promosso dal Tribunale di Alessandria, in composizione monocratica, nel procedimento penale a carico di P.G. con ordinanza del 24 gennaio 2011, iscritta al n. 144 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 28, prima serie speciale, dell’anno 2011.</p>
<p>Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;</p>
<p>udito nella camera di consiglio del 9 novembre 2011 il Giudice relatore Alessandro Criscuolo.</p>
<p>Ritenuto che il Tribunale di Alessandria, in composizione monocratica, con ordinanza depositata nella cancelleria della Corte il 24 gennaio 2011 ha sollevato, con riferimento all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa) «nella parte in cui esclude dalla responsabilità civile ivi prevista il proprietario ed editore del sito web, sul quale vengono diffusi giornali telematici»;</p>
<p>che, come il giudicante riferisce, egli è chiamato a pronunciare nel processo a carico di P.G., imputato del delitto di cui all’art. 595 del codice penale «perché, quale autore dell’articolo “Minorenne costretta a prostituirsi: storia di amori, sfruttamento e orge”, pubblicato sul sito Giornal.it, offendeva la reputazione di B.R., falsamente indicando che questi era stato arrestato per favoreggiamento. Con l’aggravante di aver commesso il fatto con il mezzo della stampa, attribuendo un fatto determinato»;</p>
<p>che, in prima udienza, la persona offesa B.R. si era costituita parte civile, chiedendo la citazione quale responsabile civile della E. s.r.l., società editrice del giornale on line, sul cui dominio era comparso l’articolo ritenuto diffamatorio;</p>
<p>che, disposta dal giudicante la citazione, la detta società si era costituita ed aveva proposto istanza di esclusione, sulla quale il pubblico ministero si era rimesso alla giustizia, mentre la parte civile ne aveva chiesto il rigetto, con l’argomento che, diversamente opinando, si sarebbe creata una ingiustificata minor tutela delle vittime di reati commessi mediante la diffusione in rete, rispetto a quella prevista per i medesimi reati commessi col mezzo della stampa;</p>
<p>che il responsabile civile è il soggetto tenuto, a norma dell’art. 185, secondo comma, cod. pen. a rispondere «a norma delle leggi civili» per il fatto dell’imputato e con costui in solido;</p>
<p>che il soggetto chiamato a rispondere come responsabile civile, a sostegno dell’istanza di esclusione, ha dedotto l’impossibilità di applicare al direttore del giornale telematico la responsabilità penale per culpa in vigilando prevista dall’art. 57 cod. pen. nei confronti del direttore o del vice-direttore del periodico stampato, in ossequio al principio di tassatività della fattispecie penale, corollario del principio costituzionale di stretta legalità, sancito dall’art. 25, secondo comma, Cost.;</p>
<p>che, tuttavia, nel caso in esame, ad avviso del rimettente, si verte in tema di responsabilità civile, sicché viene in considerazione non l’art. 57 o l’art. 57-bis cod. pen., ma il disposto dell’art. 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, recante «Disposizioni sulla stampa», ai sensi del quale «per i reati commessi col mezzo della stampa sono civilmente responsabili, in solido con gli autori del reato e fra di loro, il proprietario della pubblicazione e l’editore»;</p>
<p>che neppure questa norma, peraltro, consente un’interpretazione analogica, perché limita espressamente la responsabilità civile dell’editore ai reati commessi col mezzo della stampa, ossia con riproduzioni tipografiche le quali vengano diffuse tra il pubblico su supporto cartaceo;</p>
<p>che, ai sensi dell’art. 11 (recte: art. 12) delle disposizioni sulla legge in generale, stante il chiaro significato letterale della norma, non è consentito il ricorso all’interpretazione analogica, previsto dal secondo comma soltanto nel caso in cui si verifichi un vuoto normativo;</p>
<p>che, tuttavia, ad avviso del giudicante, è dubbia la compatibilità della norma col principio di uguaglianza, sancito dall’art. 3 Cost., in quanto essa accorda una tutela ingiustificatamente più ampia alle persone offese da reati commessi col mezzo della carta stampata, rispetto a quelle che il medesimo reato abbiano subito col mezzo di un giornale telematico;</p>
<p>che tale disparità di trattamento non è giustificata, perché la diffusione della rete internet, avvenuta negli ultimi anni, consente ai giornali telematici una divulgazione potenzialmente analoga, se non superiore, a quella dei giornali stampati;</p>
<p>che la questione sarebbe rilevante, perché il rimettente, applicando la norma de qua, dovrebbe accogliere l’istanza di esclusione formulata dal responsabile civile;</p>
<p>che nel giudizio dinanzi a questa Corte è intervenuto, con atto depositato il 19 luglio 2011, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata non fondata, in quanto nella normativa vigente già sarebbe possibile rinvenire la soluzione della questione stessa, «nel senso che nulla osta all’applicazione della disciplina dei reati commessi a mezzo della stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, anche all’informazione on line, purché si tratti di informazione professionale e registrata».</p>
<p>Considerato che il Tribunale di Alessandria, in composizione monocratica, dubita, in riferimento all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa), nella parte in cui esclude dalla responsabilità civile ivi prevista il proprietario ed editore del sito web, sul quale sono diffusi giornali telematici;</p>
<p>che, in tal modo, sarebbe accordata una tutela ingiustificatamente più ampia alle persone offese da reati commessi col mezzo della carta stampata, rispetto alle persone che abbiano subito il medesimo reato col mezzo di un giornale telematico, avente ormai una diffusione potenzialmente analoga a quella dei giornali stampati;</p>
<p>che, in base alla ricostruzione del rimettente, la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata dovrebbe condurre a qualificare come illecita la condotta di soggetti (il proprietario e l’editore del sito web, sul quale vengono diffusi giornali telematici recanti notizie ritenute diffamatorie) non compresi nella previsione di detta norma nel momento in cui la condotta stessa fu realizzata;</p>
<p>che, tuttavia, l’eventuale accoglimento della questione non potrebbe condurre ad una pronuncia di condanna al risarcimento del danno del presunto responsabile civile nel giudizio a quo, perché, come è stato già chiarito, «una sentenza di questa Corte non può avere l’effetto di rendere antigiuridico un comportamento che tale non era nel momento in cui è stato posto in essere» (sentenza n. 202 del 1991; ordinanza n. 71 del 2009);</p>
<p>che, infatti, la condotta di un soggetto può essere assunta a fonte di responsabilità civile per il risarcimento dei danni soltanto se, quando fu compiuta, sussisteva un preciso obbligo giuridico sancito da una norma conoscibile dall’agente (sentenza n. 202 del 1991 citata, punto 4 del Considerato in diritto);</p>
<p>che, per conseguenza, la questione di legittimità costituzionale sollevata dal rimettente non è rilevante nel giudizio principale, nel quale la persona offesa ha chiesto la citazione come responsabile civile della società editrice del giornale online, unicamente allo scopo di ottenere una condanna al risarcimento del danno, che, per i motivi esposti, non potrebbe essere, comunque, pronunciata;</p>
<p>che, pertanto, la detta questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile.</p>
<p>Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.</p>
<p>Per Questi Motivi</p>
<p>LA CORTE COSTITUZIONALE</p>
<p>dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa), «nella parte in cui esclude dalla responsabilità civile ivi prevista il proprietario ed editore del sito web, sul quale vengono diffusi giornali telematici», sollevata, in riferimento all’articolo 3, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Alessandria, in composizione monocratica, con l’ordinanza indicata in epigrafe.</p>
<p>Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 2011.</p>
<p>F.to:</p>
<p>Alfonso QUARANTA, Presidente</p>
<p>Alessandro CRISCUOLO, Redattore</p>
<p>Gabriella MELATTI, Cancelliere</p>
<p>Depositata in Cancelleria il 16 dicembre 2011.</p>
<p>Il Direttore della Cancelleria</p>
<p>F.to: MELATTI</p>
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		<title>L&#8217;informazione è più libera online</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:09:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo un sondaggio Demos-Coop sul gradimento dei media da parte degli italiani, pubblicato da repubblica.it, le tendenze che vengono riportate sono l’assoluta perdita di spazio dei giornali in edizione cartacea alla pari della radio, un ruolo importante da parte di internet, utilizzato del 39% degli italiani e sempre più diffuso. Il ruolo dei giornali online è importante, dispongono di un pubblico specifico, e l’informazione via internet è ritenuta dagli italiani “la più libera, quindi, la più credibile”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/2072capsoc2011_02-03-04b.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1791" title="2072capsoc2011_02-03-04b" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/2072capsoc2011_02-03-04b-133x300.png" alt="" width="133" height="300" /></a>Secondo un sondaggio Demos-Coop sul gradimento dei media da parte degli italiani, pubblicato da repubblica.it, le tendenze che vengono riportate sono l’assoluta perdita di spazio dei giornali in edizione cartacea alla pari della radio, un ruolo importante da parte di internet, utilizzato del 39% degli italiani e sempre più diffuso. Il ruolo dei giornali online è importante, dispongono di un pubblico specifico, e l’informazione via internet è ritenuta dagli italiani “la più libera, quindi, la più credibile”.<span id="more-1790"></span></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/2079capsoc2011_11b-12.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1792" title="2079capsoc2011_11b-12" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/2079capsoc2011_11b-12-173x300.jpg" alt="" width="173" height="300" /></a></p>
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		<title>Aigol interviene sul caso Cagliari</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:02:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AIGOL essendo venuta a conoscenza del fatto che alcuni giornalisti di testate online non sono stati fatti entrare all'interno dello stadio del cagliari sant'elia (prima della conferenza stampa), chiede alla società sarda e al suo presidente di conoscere le ragioni di questo divieto/preclusione. In qualità di associazione che tutela gli editori e l'informazione giornalistica online riteniamo giusto venire a conoscenza del perchè di questa decisione che limita la libertà di manifestazione del pensiero e nello specifico diritto di cronaca e il lavoro dei giornalisti che operano su testate online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol4.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1789" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol4-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>AIGOL essendo venuta a conoscenza del fatto che alcuni giornalisti di testate online non sono stati fatti entrare all&#8217;interno dello stadio Sant&#8217;Elia di Cagliari, prima della consueta conferenza stampa, chiede alla società sarda e al suo presidente di conoscere le ragioni di questo divieto/preclusione. In qualità di associazione che tutela gli editori e l&#8217;informazione giornalistica online riteniamo giusto venire a conoscenza del perchè di questa decisione che limita la libertà di manifestazione del pensiero, nello specifico il diritto di cronaca e il lavoro dei giornalisti che operano su testate online.</p>
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		<title>AIGOL auspica la chiamata dal sottosegretario Malinconico per discutere i problemi dell&#8217;editoria on line</title>
		<link>http://www.aigol.it/aigol-auspica-la-chiamata-dal-sottosegretario-malinconico-per-discutere-i-problemi-delleditoria-on-line/201112081777/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 14:37:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) accoglie con grande interesse la proposta delsottosegretario all'Editoria della Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico. L'esponente del governo ha dichiarato di voler incontrare tutte le rappresentanze del mondo dell'editoria, a cominciare domani dalla Fnsi, riguardo alla rivisitazione dei criteri dei fondi al settore. «Aigol auspica che il sottosegretario Malinconico - ha affermato il presidente di Aigol, Marcel Vulpis - intenda incontrare anche la nostra associazione per discutere delle problematiche, finora disattese e dimenticate, dell'editoria on line, considerata come una sorta di "figlio minore" del settore. Vogliamo spiegare all'esponente governativo che le testate operanti su internet devono avere pari dignità giuridica e professionale con tutte le altre». Aigol intende ribadire al sottosegretario una ricetta molto semplice: «I contributi all'editoria devono essere distribuiti a tutti o a nessuno» conclude il presidente Vulpis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1778" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol1-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a><strong>AIGOL auspica la chiamata dal sottosegretario Malinconico per discutere i problemi dell&#8217;editoria on line</strong><br />
Roma 8 dicembre 2011<br />
AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) accoglie con grande interesse la proposta delsottosegretario all&#8217;Editoria della Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico. L&#8217;esponente del governo ha dichiarato di voler incontrare tutte le rappresentanze del mondo dell&#8217;editoria, a cominciare domani dalla Fnsi, riguardo alla rivisitazione dei criteri dei fondi al settore. <span id="more-1777"></span>«Aigol auspica che il sottosegretario Malinconico &#8211; ha affermato il presidente di Aigol, Marcel Vulpis &#8211; intenda incontrare anche la nostra associazione per discutere delle problematiche, finora disattese e dimenticate, dell&#8217;editoria on line, considerata come una sorta di &#8220;figlio minore&#8221; del settore. Vogliamo spiegare all&#8217;esponente governativo che le testate operanti su internet devono avere pari dignità giuridica e professionale con tutte le altre». Aigol intende ribadire al sottosegretario una ricetta molto semplice: «I contributi all&#8217;editoria devono essere distribuiti a tutti o a nessuno» conclude il presidente Vulpis.</p>
<p>Per contatti: Marco Liguori &#8211; vicepresidente responsabile relazioni esterne Aigol</p>
<p>email: marco_liguori@katamail.com</p>
<p>cell. 347 7048101</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Teletopi 2011, assegnati a Bologna gli oscar per le miglior Web Tv</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:39:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Web tv piu' connesse con le comunita' sul web, sui social network e sui devices mobili sono le vincitrici dei 'Teletopi', gli Oscar delle web tv, organizzato a Bologna. Sul podio dei vincitori sono saliti: ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/Premi-Teletopi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1775" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Premi-Teletopi" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/Premi-Teletopi-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Le Web tv piu&#8217; connesse con le comunita&#8217; sul web, sui social network e  sui devices mobili sono le vincitrici dei &#8216;Teletopi&#8217;, gli Oscar delle  web tv, organizzato a Bologna. Sul podio dei vincitori sono saliti: Bari  tv per la categoria miglior micro web tv informativa, Crossing tv  (Bologna) per la categoria migliore web tv di denuncia, Sesto tv (Sesto  Fiorentino) nella categoria miglior web tv amarcord, Giovani in rete  (Torino) nella categoria migliore web tv giovane, Scrittori tv (Vibo  Valentia) per la categoria miglior web tv da community, Youcatt  (Brescia) per la categoria migliore web tv universitarie, Provincia  autonoma di Trento nella categoria migliore web tv della pubblica  amministrazione e Riviera del Conero tv (Ancona) nella categoria  migliore web tv di promozione territoriale. Tre le menzioni speciali  assegnate a: Varese news per il miglior format per web tv, Roma Uno per  la migliore tv locale multicanale e Board tv (Modena) per il miglior  modello di business.<span id="more-1774"></span> &#8216;La vittoria di canali cosi&#8217; strutturati &#8211; ha  sottolineato Giampaolo Colletti, fondatore dell&#8217;osservatorio e network  Altratv.tv &#8211; e&#8217; il segno di una evoluzione delle web tv italiane che  stanno sfruttando tutti i benefici del digitale dialogando sempre meglio  con i propri interlocutori&#8221;. &#8221;Professionalizzarsi, entrare in una  logica di servizio&#8221; questa la chiave di crescita individuata dal  presidente di giuria Carmen Lasorella per il futuro dei centinaia di  canali accesi sul web &#8221;in un senso che ritrovi quel servizio pubblico  da cui e&#8217; nata la comunicazione&#8221;. Sono 533 i canali mappati nel 2011 da  Altratv.tv con un tasso di crescita del 52%. Le Web tv vincitrici sono  state selezionate tra 130 canali partecipanti e votate da una giuria di  dieci giornalisti, esperti di nuovi media e critici del mondo della  carta stampata, tv e Web.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>AIGOL: il governo Monti nomini come sottosegretario il presidente Marcel Vulpis per bilanciare l’incarico al presidente Fieg Carlo Malinconico</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:10:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La nomina di Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg a sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria delude le aspettative di Aigol. E’ una nomina in conflitto d’interesse, poiché il neo sottosegretario è stato fino a pochi giorni fa presidente della Fieg, la Federazione Italiana Editori giornali che rappresenta, come si legge sul suo sito, «le aziende editrici di giornali quotidiani e periodici e le agenzie nazionali di stampa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol.jpeg"><img class="size-medium wp-image-1771 alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px 10px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/12/aigol-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Roma 1 dicembre 2011<br />
Nei giorni scorsi Aigol ha guardato con interesse e speranza al nuovo governo Monti per un rinnovamento del settore dell’editoria. Purtroppo la nomina di Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg a sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria delude le aspettative di Aigol. E’ una nomina in conflitto d’interesse, poiché il neo sottosegretario è stato fino a pochi giorni fa presidente della Fieg, la Federazione Italiana Editori giornali che rappresenta, come si legge sul suo sito, «le aziende editrici di giornali quotidiani e periodici e le agenzie nazionali di stampa. Alla Fieg aderiscono l’Associazione Stampatori Italiana Giornali, la Federazione delle Concessionarie di Pubblicità a mezzo stampa e l’Associazione Distributori Nazionali».<span id="more-1769"></span> Insomma, Malinconico è stato il rappresentante di una delle più potenti lobby del nostro paese: è un settore protetto da leggi e leggine e che usufruisce di contributi pubblici annuali per la propria attività. Viste le premesse, Aigol dubita fortemente che il nuovo sottosegretario voglia intraprendere una vera e propria riforma del settore e di riconoscere all’editoria on line la pari dignità con l’editoria cartacea, assieme alle sovvenzioni statali.</p>
<p>Di conseguenza, per bilanciare il rappresentante degli imprenditori aderenti alla Fieg e considerato il fatto che il presidente del Consiglio ha voluto nell’esecutivo esponenti della società civile, Aigol propone la nomina a sottosegretario del presidente Marcel Vulpis. In questo modo sarà portata nell’esecutivo la filosofia dell’equità che Aigol sostiene sin dalla sua fondazione: i contributi a tutti o a nessuno. Oltre a riconoscere finalmente il costante impegno, svolto tra mille difficoltà, delle testate on line che offrono informazione gratuita alla cittadinanza.</p>
<p>Per informazioni</p>
<p>Marco Liguori - Vicepresidente delegato per le relazioni esterne</p>
<p>marco_liguori@katamail.com</p>
<p>cell. 347 7048101</p>
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		<title>Giornali On Line non sono responsabili dei commenti diffamatori dei lettori. Sentenza storica</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una recente sentenza della Cassazione ha finalmente chiarito il rapporto tra le testate on line e gli utenti nella responsabilità dei commenti. La sentenza, infatti, ha stabilito che per l’On-line non valgono le stesse norme attualmente in vigore per la stampa tradizionale e il direttore responsabile di una testata on line non può essere ritenuto responsabile anche per i commenti postati dai lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/editoria_online.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1767" title="editoria_online" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/editoria_online.png" alt="" width="204" height="203" /></a>Una recente sentenza della Cassazione ha finalmente chiarito il rapporto tra le testate on line e gli utenti nella responsabilità dei commenti. La sentenza, infatti, ha stabilito che per l’On-line non valgono le stesse norme attualmente in vigore per la stampa tradizionale e il direttore responsabile di una testata on line non può essere ritenuto responsabile anche per i commenti postati dai lettori.<span id="more-1766"></span></p>
<p>Nello specifico, la sentenza si riferisce al caso che ha visto coinvolto l&#8217;ex direttore dell&#8217;edizione on line del settimanale Espresso, Daniela Hamaui, accusata di omesso controllo e mancata rimossione di un commento lasciato da un utente sul suo giornale. La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna precedentemente inflitta dai giudici della Corte di Appella di Bologna e nella decisione è stata fondamentale la tesi della difesa che riteneva il messaggio lasciato “non un commento giornalistico, ma un “post” inviato alla rivista da un lettore che viene automaticamente pubblicato senza filtro preventivo”.</p>
<p>Con sentenza numero 44126 della Quinta sezione penale viene affermato che tra l’editoria cartacea e quella elettronica non c’è solo una “differenza strutturale”, ma anche una chiara impossibilità, per il direttore delle testate giornalistiche a diffusione telematica, di impedire preventivamente agli utenti la pubblicazione di commenti diffamatori.</p>
<p>La Cassazione ha anche tenuto a precisare che si può parlare di stampa in senso giuridico in due condizioni precise: “quando vi è una riproduzione tipografica e che il suo controllo sia destinato alla pubblicazione attraverso una effettiva distribuzione tra il pubblico”. Le testate elettroniche mancano di entrambi i requisiti perchè appunto ” non consistono in molteplici riproduzione su più prodotti fisici di uno stesso testo originale” e perchè vengono diffuse “non mediante distribuzione”.</p>
<p>Come riportato dall&#8217;agenzia Adnkronos, dunque, il direttore di una rivista online non risponde delle mail inviate dai lettori a commento di un argomento che possono rivelarsi diffamatorie &#8220;perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato&#8221;. Secondo la Cassazione, che ha accolto il ricorso della difesa della direttrice del settimanale on line, &#8220;per le pubblicazioni a mezzo della rete informatica, quantomeno per quelle che vengono &#8216;postatè direttamente dall&#8217;utenza, senza alcuna possibilità di controllo preventivo da parte del direttore di testata, deve essere svolto un discorso analogo a quello operato in materia radiotelevisiva&#8221;. Non vi è solamente &#8220;una diversità strutturale tra carta stampata e Internet, ma altresì la impossibilità per il direttore della testata di impedire la pubblicazione di commenti diffamatori, il che rende evidente che la norma contenuta nell&#8217;art. 57 del c.p. non è stata pensata per queste situazioni, perchè costringerebbero il direttore ad una attività impossibile, ovvero lo punirebbe automaticamente ed oggettivamente, senza dargli la possibilità di tenere una condotta lecita&#8221;.</p>
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		<title>Nasce RomaNordNews, l’informazione double face</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 21:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdiWebRoma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un unico prodotto in duplice veste, web e carta stampata, nasce RomaNordNews con l’obiettivo di andare oltre i confini del singolo Municipio per trattare a tutto tondo i temi più attuali quali l’ambiente, la viabilità, la cronaca, la politica locale, gli appuntamenti e gli eventi culturali di questo grande territorio, Roma Nord. C’è più gusto a leggere una notizia sfiorando una tastiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/RNN-Logofondoblu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" title="RomaNordNews" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/RNN-Logofondoblu.jpg" alt="RomaNordNews" width="107" height="105" /></a>Con un unico prodotto in duplice veste, web e carta stampata, nasce RomaNordNews con l’obiettivo di andare oltre i confini del singolo Municipio per trattare a tutto tondo i temi più attuali quali l’ambiente, la viabilità, la cronaca, la politica locale, gli appuntamenti e gli eventi culturali di questo grande territorio, Roma Nord.<span id="more-1762"></span></p>
<p>C’è più gusto a leggere una notizia sfiorando una tastiera o sfogliando le pagine di un giornale?</p>
<p>Qualunque sia la vostra risposta non importa, perché da oggi RomaNordNews, nuovo free-press quindicinale, e RomaNordNews.it, nuovo quotidiano on-line, saranno a vostra disposizione. Il secondo alimenterà il primo, il primo lo si potrà portare ovunque, anche in tasca.</p>
<p>Con RomaNordNews , l’informazione a Roma Nord è dunque double face.</p>
<p>In internet, <a title="RomaNordNews" href="http://romanordnews.it/" target="_blank">romanordnews.it</a> pubblicherà ogni giorno notizie, comunicati, inchieste, fatti ed eventi, con relativi approfondimenti e la possibilità, per il lettore, di commentarli on-line.</p>
<p>Logico proseguimento di VignaClarablog.it, oggi il quotidiano on-line più letto in questo territorio, RomaNordNews è una testata editoriale registrata diretta da Massimiliano Morelli.</p>
<p>La versione cartacea sarà rappresentata da <a title="Free Press" href="http://www.romanordnews.it/scarica-romanordnews/">RomaNordNews</a>, free-press quindicinale che porterà all’attenzione dei passanti, e di chi è meno avvezzo all’uso del computer, le notizie più interessanti delle ultime due settimane.  Anche di questa testata Massimiliano Morelli è direttore responsabile.</p>
<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/RomaNordNewsCartaeWeb1.jpg"><img class="size-full wp-image-1765 alignnone" title="Roma NordNews Carta e Web" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/RomaNordNewsCartaeWeb1.jpg" alt="Roma NordNews Carta e Web" width="500" height="360" /></a></p>
<p>Ambedue le testate nascono dalle professionalità presenti in <a title="EdiWebRoma" href="http://www.ediwebroma.it" target="_blank">EdiWebRoma</a>, società  editrice  specializzata in contenuti ed editoria per la rete, i cui soci da tempo accarezzavano il sogno di realizzare un prodotto editoriale che fosse fruibile sia su carta che su web ed interamente dedicato a Roma Nord.</p>
<p>VignaClaraBlog.it, RomaNordNews.it e RomaNordNews free-press, un tris d’assi vincente?</p>
<p>A posteri… ops, ai lettori l’ardua sentenza.</p>
<p><strong>Gli Editori</strong></p>
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		<title>Ussi: Preoccupazione per crisi dell&#8217;editoria</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 11:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Conferenza nazionale dei comitati e dei fiduciari di redazione, svoltasi a Roma, ha affrontato in sede seminariale, con relazioni del Segretario Generale, Franco Siddi, del Direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia, e del Professor Gianni Loy, docente ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Cagliari, i temi della contrattazione e degli strumenti di tutela, con particolare riferimento al contrasto su l’art. 8 della manovra bis recentemente approvata. Al termine del dibattito la Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione ha votato il seguente documento

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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Conferenza nazionale dei comitati e dei fiduciari di redazione, svoltasi a Roma, ha affrontato in sede seminariale, con relazioni del Segretario Generale, Franco Siddi, del Direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia, e del Professor Gianni Loy, docente ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Cagliari, i temi della contrattazione e degli strumenti di tutela, con particolare riferimento al contrasto su l’art. 8 della manovra bis recentemente approvata. Al termine del dibattito la Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione ha votato il seguente documento<span id="more-1760"></span>:</p>
<p>“La Conferenza Nazionale dei Comitati e Fiduciari di Redazione riunita a Roma il 16 novembre 2011 esprime la più profonda preoccupazione per la situazione che, nell’ambito della più generale crisi del Paese, caratterizza il settore dell’editoria dal punto di vista imprenditoriale e del lavoro professionale dei giornalisti.<br />
Vicende come quella dell’incertezza sul finanziamento pubblico dell’editoria dimostrano a quali disastri porti l’assenza di una seria politica di governo del settore.<br />
Cosi come la Conferenza esprime un giudizio fortemente negativo sulle previsioni di alcuni provvedimenti recentemente assunti a livello legislativo e che concernono la contrattazione tra le parti.<br />
Proprio per questo la conferenza nazionale dei Cdr chiede al nuovo governo Monti di elaborare, con il contributo e la partecipazione del sindacato e della categoria tutta, una politica di sostegno e sviluppo dell’editoria anche attraverso provvedimenti di riforma reale, che ne affronti le distorsioni e ne avvii il risanamento, mettendo al centro i diritti del lavoro.<br />
In ogni caso, Comitati e Fiduciari di Redazione si impegnano con tutta la Fnsi a non dar corso alla contrattazione collettiva di prossimità (nelle modalità previste dall’articolo 8 della legge 148/2011).<br />
La conferenza dei Cdr impegna la Fnsi, qualora si creassero le condizioni, a promuovere tutte le iniziative utili al superamento di questa normativa, fino a sostenere un referendum abrogativo.<br />
La conferenza conferma l’impegno dei fiduciari e dei Cdr a porre in atto azioni volte alla tutela del lavoro autonomo che negli ultimi anni ha accresciuto fortemente la propria presenza nel giornalismo italiano. Un impegno tanto più rilevante in presenza del moltiplicarsi di crisi aziendali che hanno comportato e comportano pesanti interventi oltre che sul lavoro dipendente anche sui rapporti di collaborazione”.</p>
<p><a href="http://http://http://www.ussi.it/archivio/75-ussi/13382-preoccupazione-per-la-crisi-delleditoria.html">http://http://http://www.ussi.it/archivio/75-ussi/13382-preoccupazione-per-la-crisi-delleditoria.html</a></p>
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		<title>Sporteconomy &amp; Shoot TV sul tetto del mondo con Paulineplazt</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ottime notizie da Milano. Nella finale che si è  tenuta ieri sera  di  “Sport Movies &#038; Tv 2011 - 29th Milano International FICTS Fest”, il più famoso Festival internazionale dedicato al cinema, alla televisione, alla comunicazione e alla cultura sportiva, Sporteconomy e Shoot Tv con la loro opera prima “Paulineplazt” (diretto da Geo Ceccarelli) che analizza un nuovo modello di sport e business adottato dal St. Pauli, squadra di calcio di Amburgo gestita direttamente dai propri supporter, hanno vinto tutto quello che poteva vincere nel contesto mondiale, il primo premio con la “Golden World Cup d’Honneur” nella sezione “Movies &#038; Tv Football”, novità esclusiva della manifestazione, e il premio Colnago per la migliore produzione "Excellence Award 2011"

La Giuria Internazionale, composta da esponenti del cinema, della televisione, dei media, dello sport e della cultura e da un rappresentante della più importante Federazione internazionale che gestisce il calcio, ha consegnato il prestigioso Premio “Golden World Cup d’Honneur” (disegnato da Silvio Cazzaniga, scultore della Coppa del Mondo di calcio) nelle mani si Marcel Vulpis e Bruno Palma come riconoscimento per l'importante opera che hanno prodotto “Paulineplazt” rispetto ad un ampia selezione di opere nel mondo.

Celebri campioni del mondo calcistico hanno partecipato e sono stati insigniti della “Guirlande d’Honneur” nelle 28 edizioni di “Sport Movies &#038; Tv”: “O Rey” Pelè nel 2004 in occasione della presentazione - in anteprima europea - del film “Pelè eterno”, l’Inter F.C. nel 2010 per i “cinque titoli”, Marcello Lippi (campione del Mondo a Germania 2006), i “Palloni d’oro” Johan Cruijff, Gianni Rivera e Fabio Cannavaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/313148_10150341231840998_643290997_7981727_1930992448_n1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1752" title="313148_10150341231840998_643290997_7981727_1930992448_n" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/313148_10150341231840998_643290997_7981727_1930992448_n1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Ottime notizie da Milano. Nella finale che si è  tenuta ieri sera  di  <strong>“Sport Movies &amp; Tv 2011 &#8211; 29<sup>th</sup> Milano International FICTS Fest”</strong>, il più famoso Festival internazionale   dedicato al cinema, alla televisione, alla comunicazione e alla  cultura  sportiva, <strong>Sporteconomy</strong> e <strong>Shoot Tv</strong> con la loro opera prima “<strong><em>Paulineplazt</em></strong>”  (diretto da Geo Ceccarelli)  che analizza un nuovo modello di sport e  business adottato dal St.  Pauli, squadra di calcio di Amburgo gestita  direttamente dai propri  supporter, hanno vinto tutto quello che poteva vincere nel contesto mondiale, il <strong>primo premio con la </strong><em>“<strong>Golden World Cup d’Honneur”</strong> </em><strong>nella sezione “<strong>Movies &amp; Tv Football</strong>”</strong>, novità esclusiva della manifestazione, e il <strong>premio Colnago per la migliore produzione &#8220;Excellence Award 2011&#8243;<br />
</strong></p>
<p>La  Giuria Internazionale, composta da esponenti del cinema, della  televisione, dei media, dello sport e della cultura e da un  rappresentante della più importante Federazione internazionale che  gestisce il calcio, ha consegnato il prestigioso Premio <em>“Golden World Cup d’Honneur” </em>(disegnato da Silvio Cazzaniga, scultore della Coppa del Mondo di calcio)<em> nelle mani si <strong>Marcel Vulpis</strong> e <strong>Bruno Palma</strong> come riconoscimento per l&#8217;importante opera che hanno prodotto </em>“<strong><em>Paulineplazt</em></strong>” rispetto ad un ampia selezione di opere nel mondo.<a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/movies_tv_football_hp.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1753" title="movies_tv_football_hp" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/11/movies_tv_football_hp-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a></p>
<p>Celebri  campioni del mondo calcistico hanno partecipato e sono stati insigniti  della “Guirlande d’Honneur” nelle 28 edizioni di “Sport Movies &amp;  Tv”: “O Rey” Pelè nel 2004 in occasione della presentazione &#8211; in  anteprima europea &#8211; del film “Pelè eterno”, l’Inter F.C. nel 2010 per i  “cinque titoli”, Marcello Lippi (campione del Mondo a Germania 2006), i  “Palloni d’oro” Johan Cruijff, Gianni Rivera, Fabio Cannavaro e quest&#8217;anno al presidente della Figc, Giancarlo <em>Abete</em>.</p>
<p>“<strong>Movies &amp; Tv Football</strong>”  è organizzato &#8211; sotto l’egida delle principali Organizzazioni Sportive  mondiali &#8211; dalla FICTS (Fédération Internationale Cinéma Télévision  Sportifs, a cui aderiscono 108 Paesi) riconosciuta dal CIO &#8211; Comitato  Internazionale Olimpico nell’ambito del Campionato Mondiale del Cinema e  della Televisione sportiva “World FICTS Challenge”, il Circuito  Internazionale che si articola in 14 Fasi nei 5 Continenti. La  Federazione è presieduta dal Prof. Franco Ascani Membro della  Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del CIO.</p>
<p>Complimenti ancora!</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/a2udAfz6UxM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>L&#8217;EDITORIA ONLINE DEVE AVERE GLI STESSI DIRITTI DELLA CARTA STAMPATA</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 15:32:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutto giusto e condivisibile, ma anche questa volta l'editoria online, che, in questo momento, non rientra in questo Fond in alcun modo, nè a livello legislativo, nè sotto il profilo pratico, è stata ancora una volta, a sorpresa, dimenticata dal tema del dibattito. Una sorta di "figlio minore" che nessuno vuole riconoscere, pur riconoscendone la crescita costante e l'appeal tra il grande pubblico.
Questa riflessione come presidente dell'Associazione Italiana Giornali Online, mi addolora, perché, ancora una volta, (non a caso ho partecipato personalmente alla conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi al Senato sul tema in esame), siamo stati dimenticati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol10.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1748" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol10-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Ho letto con molto interesse la risposta del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, alla &#8220;lettera aperta&#8221; che le 64 testate di partito, delle Cooperative Mediacoop e non-profit e della Fisc, la Federazione italiana settimanali cattolici, hanno inviato alla massima carica dello Stato negli ultimi giorni.<span id="more-1746"></span><br />
Una lettera che invita, di fatto, il nostro Presidente a intervenire per contrastare i tagli lineari al Fondo per l&#8217;editoria. Napolitano, correttamente, ha difeso il pluralismo dell&#8217;informazione e il lavoro svolto da questi giornali sottolineando che &#8220;condivide la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare dalla mortificazione del pluralismo dell&#8217;informazione&#8221;.<br />
Tutto giusto e condivisibile, ma anche questa volta l&#8217;editoria online, che, in questo momento, non rientra in questo Fond in alcun modo, nè a livello legislativo, nè sotto il profilo pratico, è stata ancora una volta, a sorpresa, dimenticata dal tema del dibattito. Una sorta di &#8220;figlio minore&#8221; che nessuno vuole riconoscere, pur riconoscendone la crescita costante e l&#8217;appeal tra il grande pubblico.<br />
Questa riflessione come presidente dell&#8217;Associazione Italiana Giornali Online, mi addolora, perché, ancora una volta, (non a caso ho partecipato personalmente alla conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi al Senato sul tema in esame), siamo stati dimenticati.<br />
Eppure proprio le testate della carta stampata inserite nel fondo per l&#8217;editoria ci hanno chiesto, attraverso il senatore Vincenzo Vita (PD), di dare massima eco alle giuste richieste di sopravvivenza delle testate della carta stampata. Dobbiamo, quindi, aiutare la carta stampata quando è in difficoltà, perché ci viene riconosciuto un impatto mediatico e una diffusione nettamente superiore a quella della carta stampata tricolore, ma non ci possiamo neppure permettere di parlare o di difendere i nostri interessi, perché altrimenti andremmo inevitabilmente contro gli interessi di queste 64 testate. In sintesi, i portali online (a partire da quelli registrati presso i tribunali territoriali) li leggono tutti, fanno parte della vita di ciascuno di noi, rispondono alle esigenze di pluralismo dell&#8217;informazione, ma non si capisce perché non vengano equiparati agli altri mezzi tradizionali.<br />
Una strana dimenticanza delle istituzioni e della politica italiana, a partire dal parlamentare VITA, che promette, come è giusto che sia, rigore ed equità nel controllo delle prossime erogazioni pubbliche alle testate (per evitare nuovi casi di utilizzo indebito di denaro), ma, soprattutto, una riforma generale dell&#8217;editoria. Caro senatore VITA, per quel periodo avremo anche noi dell&#8217;online la possibilità e l&#8217;onore di essere considerati alla pari degli altri mezzi, o dovremo continuare a essere considerati &#8220;Figli di un dio minore&#8221;? I tempi sono maturi per una nuova legge sull&#8217;editoria, su nuovi criteri di calcolo ed assegnazione dei fondi, ma anche per l&#8217;inserimento delle testate online registrate nel Fondo. Come abbiamo sottolineato di recente: &#8220;O aiuti a tutti o a nessuno!&#8221;</p>
<p>Marcel Vulpis &#8211; presidente di A.I.G.O.L.</p>
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		<title>FNSI: difendere giornali deboli e voci delle minoranze</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 08:44:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[”Ridurre il fondo a 40-50 milioni significa elargire mance e tenere sotto bavaglio l’informazione, cosa che sta già succedendo. Non possiamo accettare la logica dei tagli lineari, il fondo va ripristinato e dato a chi ne ha bisogno”.Lo ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in una conferenza stampa convocata al Senato dal Comitato per la Libertà e per il diritto all’Informazione, alla Cultura e allo Spettacolo per denunciare i tagli al fondo dell’editoria.
Siddi ha fatto ”appello a tutti i parlamentari e al Capo dello Stato perchè si attivi per la tutela del pluralismo” e ha annunciato ”un’iniziativa permanente della Fnsi e analoghe iniziative in tutte le città interessate dalle realtà colpite per difendere la libertà e informare i cittadini”.”Il fondo nasce per sostenere il pluralismo – ha proseguito Siddi – bisogna evitare i finanziamenti a chi non rispetta le regole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/fnsi1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1744" title="fnsi1" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/fnsi1.jpg" alt="" width="274" height="214" /></a>”Ridurre il fondo a 40-50 milioni significa elargire mance e tenere sotto bavaglio l’informazione, cosa che sta già succedendo. Non possiamo accettare la logica dei tagli lineari, il fondo va  ripristinato e dato a chi ne ha bisogno”.Lo ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in una conferenza stampa convocata al Senato  dal Comitato per la Libertà e per il diritto all’Informazione, alla  Cultura e allo Spettacolo per denunciare i tagli al fondo dell’editoria.<span id="more-1743"></span><br />
Siddi ha fatto ”appello a tutti i parlamentari e al Capo dello Stato  perchè si attivi per la tutela del pluralismo” e ha annunciato  ”un’iniziativa permanente della Fnsi e analoghe iniziative in tutte le  città interessate dalle realtà colpite per difendere la libertà e  informare i cittadini”.”Il fondo nasce per sostenere il pluralismo – ha  proseguito Siddi – bisogna evitare i finanziamenti a chi non rispetta le  regole.<br />
Se all’Avanti, ai giornali di Ciarrapico o al Giornale  della Toscana si dovesse scoprire che i finanziamenti sono stati dati  violando le regole bisogna fare pulizia. Ma così facendo come si sta per  fare 100 testate chiudono e si spengono le voci della minoranza con  scelte fintamente tecniche.<br />
Ciò non può essere accettato e sono  contento che la Fieg, in un recente incontro, abbia chiarito che il suo  obiettivo non è la chiusura del fondo, che non si vuole la morte dei  giornali, ma una revisione del sistema, che riveda soprattutto i  finanziamenti ai giornali di partito.<br />
Noi abbiamo già avanzato  proposte come l’eliminazione dell’Iva agevolata sui prodotti non  editoriali in edicola, un prelievo sui ricavi pubblicitari della tv tra  l’1 e il 2%”.<br />
”Anche per le convenzioni con le agenzie di stampa sta succedendo qualcosa di simile – ha aggiunto il segretario della Fnsi -.<br />
C’è una spinta forte perché le agenzie si accorpino, perché si ritiene  che nove siano troppe, ma si tratta di scelte industriali.<br />
Si è poi  introdotto il concetto del fabbisogno della pubblica amministrazione,  uno stratagemma secondo cui le amministrazioni sostengono che la  fornitura di notizie è superiore al necessario e che sono sufficienti i  siti on line e i notiziari interni, e così chiudono le convenzioni”.</p>
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		<title>In arrivo il dominio internet personalizzato .brand</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 08:38:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poco più di due mesi e si parte: aziende, enti pubblici o organizzazioni varie avranno la possibilità di registrare un proprio dominio Internet di primo livello: .auto, .news o persino il proprio marchio dando vita, per esempio, al .fiat per poterlo declinare come si vuole: www.modelli.fiat, www.concessionari.fiat, www.ricambi.fiat e così via. Un'apertura storica dell'Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) l'organismo no profit che regola a livello mondiale l'assegnazione dei domini internet. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/dominio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1742" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="dominio" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/dominio.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Grandi novità nel mondo web, tra due mesi si potra registrare un dominio con .auto, .news o addirittura la marca del prodotto da commercializzare. <span id="more-1741"></span>E’ da un articolo di <a href="http://www.italiaoggi.it/" target="_blank">ItalaOggi </a>del 26 novembre che pensiamo a questa notizia, rivoluzionaria senza dubbio ma una grandissima opportunità per le aziende, un&#8217;apertura storica dell&#8217;Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) l&#8217;organismo no profit che regola a livello mondiale l&#8217;assegnazione dei domini internet.<br />
“Queste sono quindi le settimane in cui si dovrà decidere o meno di presentare la propria proposta (dal 12 gennaio al 12 aprile), tenendo presente che una possibilità del genere non si ripeterà a breve. La decisione, però, non è da poco. Soltanto perché la domanda sia presa in considerazione servono 185 mila dollari, a fondo perduto, oltre a dover dimostrare che si sarà in grado di mantenere un dominio, anche dal punto di vista tecnologico, e a dover spiegare per cosa lo si vorrà utilizzare”.<br />
Il branding aziendale si sta già muovendo per questa opportunità, già spendono cifre enormi per il marketing, che frutterà ulteriore visibilità sulla rete.</p>
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		<title>Intervista di AIGOL a Diego Antonelli, direttore della Gazzetta dello Sport.it</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:04:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riportiamo di seguito l'intervista che il direttore di Gazzetta.it, Diego Antonelli, ci ha concesso. Abbiamo parlato un pò di tutti i temi che riguardano l'editoria online, il giornalismo e il futuro del settore. Una "chiaccherata" ricca di spunti e riflessioni, buona lettura:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/antonel.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1734" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="antonel" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/antonel.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Gazzetta.it è il giornale online sportivo più letto d&#8217;Italia, AIGOL, Associazione Italiana Giornali On-Line, non poteva non contattare il suo direttore,  Diego Antonelli, per fargli alcune domande. Abbiamo parlato un pò di tutti i temi che riguardano l&#8217;editoria online, il giornalismo e il futuro del settore. Ringraziando il Direttore per la  &#8220;chiacchierata&#8221; ricca di spunti e riflessioni, buona lettura:<span id="more-1738"></span></p>
<p><strong>Con la sua esperienza può dirci quanto sono cambiati il mondo e la cultura digitale nel nostro paese?</strong></p>
<p>Negli ultimi 15 anni è cambiato molto, più che altro nell’uso che nella cultura. La porzione di digitale che è entrata nella vita quotidiana in Italia, paese che non è mai stato all’avanguardia in questo settore, secondo me è notevole, ci sono  settori per la quale non avere internet è diventato fondamentale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nel mercato ormai c&#8217;è un numero enorme di portali/siti &#8211; che strategia dovranno perseguire questi siti per poter &#8220;vivere&#8221; (sotto il profilo economico) in Rete?</strong></p>
<p>Attualmente il mercato è in grande espansione, la “torta” si sempre più ampliando e secondo me c’è ancora la possibilità di nuove iniziative, c’è da mangiare per tutti anche se non molto. Il modello imperante è quello della raccolta pubblicitraia, è fondamentale, le notizie a pagamento non avranno un gran futuro, sopratutto per quanto riguarda l’informazione generalista. in strutture online come Corriere, Gazzetta e Repubblica avranno un futuro perchè c’è anche un prodotto da proteggere, tutti gli altri, portali e siti, vivono con la pubblicità e questo è destinato a rimanere il modello principale.</p>
<p><strong>Cosa pensa dell’informazione in rete? come si integreranno nel futuro mezzi tradizionali e new media?</strong><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/gazzetta3db7efe61f8_gm.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1735" title="gazzetta3db7efe61f8_gm" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/gazzetta3db7efe61f8_gm.jpg" alt="" width="229" height="196" /></a></p>
<p>E’ una questione di diverse velocità, non sono originale in questo, la televisione è un mezzo più veloce della radio e della carta così come internet è più veloce della televisione, della radio e della carta, aggiungiamoci anche che lo stesso internet sul mobile è più veloce che su un computer. Il contenuto è importante, la velocità determina il contenuto, con internet ti devi concentrare a fare cronaca. Il quotidiano arriva tardi, è un prodotto “lento” e per questo la carta si interessa più all’approfondimento di una notizia.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>AIGOL si batte per il riconoscimento giuridico della professione di editore online, alla pari dell’equivalente già presente nella carta stampata, radio o tv, pensa che sia un’iniziativa giusta? ha qualche suggerimento da darci? </strong></p>
<p>Intanto vi auguro in bocca al lupo, sono quelle battaglie che sono destinate ad affrontare un percorso lungo ed accidentato, sopratutto in Italia. Ci sarebbe un vantaggio nel poter identificare e certificare nuovi editori che hanno caratteristiche meno strutturate rispetto al “modello classico”, questo porterebbe un garanzia anche sul lavoro che viene fatto.</p>
<p><strong>Qual è il paese che secondo lei dovrebbe essere il punto di riferimento per il settore dell&#8217;online? </strong></p>
<p>Questa è una domanda facile, gli Stati Uniti come sviluppo della Rete sono avanti, personalmente per quanto riguarda il settore del giornalismo, i britannici sono i primi, per quanto riguarda invece la grafica, innovazione e la completezza multimediale, le esperienza spagnole sono all’avanguardia.<br />
In spagna hanno decisamente una marcia in più in questo settore.</p>
<p><strong>Modelli giornalistici online all’estero?</strong></p>
<p>Il Guardian come tipo di giornalismo completo è il primo, mentre sportivamente parlando Marca</p>
<p><strong>Dati gli ottimi risultati di gazzetta.it, può anticiparci le linee guida per il 2012?</strong></p>
<p>Siamo fiduciosi per il 2012, abbiamo appena fatto a luglio il restyling del sito, ogni anno dispari ci modernizziamo per essere pronti per gli anni pari. Ogni anno pari hai due “colossi” che possono essere olimpiadi e campionati vari, poi chiaro, se capita l’anno dispari dove l’Inter vince il triplete sono occasioni uniche.</p>
<p><strong>Un messaggio a chi vuole diventare il nuovo direttore di gazzetta.it?</strong></p>
<p>Il tritolo lo vendono e la mia moto è parcheggiata qui sotto, a parte gli scherzi, la preparazione è fondamentale, la passione per il mezzo multimediale e la competenza. Adesso non basta più saper scrivere un articolo, devi sapere, tra le altre cose, saper fare e montare video.</p>
<p><strong>Cristian Lanzanova</strong></p>
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		<title>Lo Monaco condannato per violenza a giornalista</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 09:16:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ad Alessio D'Urso, corrispondente della Gazzetta dello Sport in Sicilia, era stato impedito in più occasioni l'ingresso nello stadio e alla sala Stampa di Catania. Ora, il tribunale del capoluogo etneo ha sentenziato in primo grado che il direttore generale del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco, deve essere condannato a mesi otto di reclusione, pena sospesa, per violenza privata nei confronti del giornalista. Alessio D'Urso, costituitosi parte civile, ha ottenuto una provvisionale risarcitoria  di 8.000 euro, oltre al rimborso delle spese legali e alla pubblicazione della sentenza. Una storia che fa riflettere se pensiamo che altri colleghi, la testata Tuttocagliari.it per esempio, ai quali va tutta la nostra solidarietà, sono vittime di simile trattamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Lo-Monaco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1732" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Lo-Monaco" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Lo-Monaco-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Ad Alessio D&#8217;Urso, corrispondente della Gazzetta dello Sport in Sicilia, era stato impedito in più occasioni l&#8217;ingresso nello stadio e alla sala Stampa di Catania. <span id="more-1731"></span>Ora il tribunale del capoluogo etneo ha sentenziato, in primo grado, che il direttore generale del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco, deve essere condannato a mesi otto di reclusione, pena sospesa, per violenza privata nei confronti del giornalista. Alessio D&#8217;Urso, costituitosi parte civile, ha ottenuto una provvisionale risarcitoria  di 8.000 euro, oltre al rimborso delle spese legali e alla pubblicazione della sentenza. Una storia che fa riflettere se pensiamo che altri colleghi, la testata Tuttocagliari.it per esempio, ai quali va tutta la nostra solidarietà, sono vittime di simile trattamento.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Nel 2012 assisteremo al sorpasso del web sulla carta</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 17:56:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande successo per questa edizione, la nona, di IAB forum a Milano.
In questa manifestazione si sono alternati convegni istituzionali la mattina con ospiti illustri, uno su tutti Arianna Huffington che ha preannunciato alla platea del possibile arrivo dell’Huffington Post nel nostro paese, workshop e incontri con testimonianze sul presente e il futuro della comunicazione digitale in Italia.
Le aziende più innovative italiane e internazionali, gli ospiti di livello nel settore del mondo della comunicazione presenti all’Interactive Advertising Bureau (IAB) hanno fornito spunti riflessione, e sensazioni positive, per la nostra categoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/iab-forum-milano-20101.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1729" title="iab-forum-milano-2010" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/iab-forum-milano-20101-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Grande successo per l&#8217;edizione 2012, la nona, di IAB forum a Milano.<br />
In questa manifestazione si sono alternati convegni istituzionali la mattina con ospiti illustri, uno su tutti Arianna Huffington che ha preannunciato alla platea del possibile arrivo dell’Huffington Post nel nostro paese, workshop e incontri con testimonianze sul presente e il futuro della comunicazione digitale in Italia.<span id="more-1728"></span><br />
Le aziende più innovative italiane e internazionali, gli ospiti di livello nel settore del mondo della comunicazione presenti all’Interactive Advertising Bureau (IAB) hanno fornito spunti riflessione, e sensazioni positive, per la nostra categoria.<br />
La situazione dell’editoria online è in crescita, secondo stime presentate il mercato del digital per il 2011 ha visto un aumento del 15%, Il display advertising (il business dei banner), media e video, hanno registrato un incremento del 16%. Crescono anche gli investimenti in visibilità sui motori di ricerca, in rialzo del 18% per un valore di 1,2 miliardi di euro. La quota del mercato pubblicitario di internet è al 14% degli investimenti pubblicitari, se si considera che cinque anni fa era al 4% è un bel passo in avanti.<br />
Dallo IAB è stato previsto che nel 2012 l’advertising digitale diventerà il secondo mezzo più importante del settore, subito dopo la tv e prima della stampa. Internet è diffuso tra 26,2 milioni di persone, la metà si connette tutti i giorni, e utilizzano per lo più smartphone per accedervi e questo dato deve far pensare alla nostra categoria, le  applicazioni per l’accesso alle nostre testate sono importanti per rimanere in vita. Il nostro paese è indietro culturalmente e sul piano delle infrastrutture, come dimostrato dal collegamento fallito con il Presidente della Camera, poche persone si connettono ad internet e, come ha ricordato il presidente vicario dello IAB Ippolito sono necessari investimenti, inoltre “Assistiamo alla flessione degli investimenti sul cartaceo, in discesa di oltre un quarto nell’ultimo quinquennio, Internet è un’ancora di salvezza: mentre gli investimenti in pubblicità calano del 3%, il Web fa da traino all’economia italiana. La fase crescente dell’advertising online fa da contraltare al declino di tutti gli altri mezzi pubblicitari” ha continuato Ippolito.<a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol9.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-1730" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol9-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a><br />
“Il sorpasso dell’advertising online avverrà, anche secondo Nielsen, sia rispetto ai quotidiani che ai periodici in termini di raccolta di pubblicità commerciale nazionale. Ma “senza la banda larga, senza un’Agenda Digitale,  i business legati al web, incluso l’advertising online, nei prossimi anni potrebbero non riuscire a tenere il ritmo attuale di crescita. Un ritmo di crescita che attualmente aiuta la Stampa ad uscire dalla crisi”.<br />
Prospettive ottime per quanto riguarda la comunicazione digitale quindi, i numeri parlano chiaro, il sorpasso dell’online sulla carta stampata  è un percorso che non può essere più fermato, resta soltanto il fatto che, vinta la battaglia dei numeri occorre agire sul versante dei diritti per le testate e gli operatori internet. Ed è per questo che è stata creata l&#8217;AIGOL.</p>
<p>Cristian Lanzanova</p>
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		<title>Intervento del Presidente Gianfranco Fini allo IAB forum</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i primi interventi dello IAB forum, il saluto del presidente della Camera dei Deputati ha fatto sicuramente discutere gli operatori nel mondo del web.
Gianfranco Fini, portando i suoi saluti ha colto l’occasione per rimarcare l’importanza dello sviluppo economico attraverso il digitale, ritenuto un settore importantissimo per il paese, del quale le istituzioni dovrebbero esserne più consapevoli.
“Il settore della cosiddetta internet economy è fondamentale, il valore è stimato nel 2% del PIL e il 34% delle imprese che sono attive online vedono aumentarsi i posti del lavoro” ha continuato il Presidente Fini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/4e13406f.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1727" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="4e13406f" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/4e13406f-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Tra i primi interventi dello IAB forum, il saluto del presidente della Camera dei Deputati ha fatto sicuramente discutere gli operatori nel mondo del web.<span id="more-1726"></span><br />
Gianfranco Fini, portando i suoi saluti ha colto l’occasione per rimarcare l’importanza dello sviluppo economico attraverso il digitale, ritenuto un settore importantissimo per il paese, del quale le istituzioni dovrebbero esserne più consapevoli.<br />
“Il settore della cosiddetta internet economy è fondamentale, il valore è stimato nel 2% del PIL e il 34% delle imprese che sono attive online vedono aumentarsi i posti del lavoro” ha continuato il Presidente Fini, secondo cui dovranno essere fatti più investimenti e denunciando i “famosi 800 milioni della legge 69 del 2009 per la banda larga poi bloccati dal CIPE dovrebbero essere, quanto prima, resi disponibili”. Secondo Fini, “occorre sostenere le imprese virtuose, diminuendo l&#8217;Iva per i prodotti di carattere culturale commercializzati attraverso il web”. Concludendo, la terza carica dello Stato, ha anche ricordato quanto si poterebbe risparmiare  se si digitalizzasse tutta la pubblica amministrazione, “ci sarebbe un risparmio di 40 miliardi all&#8217;anno”, secondo uno studio del politecnico di Milano. Il video che ha fatto discutere, come documentato dai quotidiani e accennato all&#8217;inizio in questo articlo, non è per le belle parole che il Presidente della Camera ha dedicato nei confronti della Rete ma, ironia della sorte in un forum sulla digitalizzazione, non è stato possibile avere in diretta un intervento via web, causa problemi di connessione. Il presidente Fini, vittima inconsapevole  della situazione infrastrutturale italiana, ha visto il suo intervento reso pubblico nel pomeriggio su youtube.</p>
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		<title>IAB forum e le mille opportunità che offre la Rete</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 15:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ha aperto la due giorni di IAB forum a Milano, l’incontro annuale dell’associazione che riunisce gli operatori del mercato della pubblicità interattiva.«Welcome to the new normal age», benvenuti nella nuova normalità, e si pone l’obiettivo di, come affermato anche dal presidente vicario di IAB Italia Salvatore Ippolito in una interessante intervista su “italiaoggi”, "affermare ma anche provocare per far riflettere sul punto a cui è arrivata oggi la rete in Italia e per provocare chi ancora non ci crede molto, sopratutto in termini di investimenti pubblicitari, investimenti che anche quest’anno superano i miliardi di euro”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/iab-forum-milano-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1723" title="iab-forum-milano-2010" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/iab-forum-milano-2010-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Oggi ha aperto la due giorni di IAB forum a Milano, l’incontro annuale dell’associazione che riunisce gli operatori del mercato della pubblicità interattiva.<span id="more-1722"></span> Il titolo dell’evento è stato chiamato  «Welcome to the new normal age», benvenuti nella nuova normalità, e si pone l’obiettivo di, come affermato anche dal presidente vicario di IAB Italia Salvatore Ippolito in una interessante intervista su “italiaoggi”, &#8220;affermare ma anche provocare per far riflettere sul punto a cui è arrivata oggi la rete in Italia e per provocare chi ancora non ci crede molto, sopratutto in termini di investimenti pubblicitari, investimenti che anche quest’anno superano i miliardi di euro”.<br />
Lamentando un gap culturale da colmare e far capire l’importanza dell’economia digitale, “oggi nel nostro paese vale solo il 2% del pil mentre la media europea è il doppio”.  Le previsioni della raccolta pubblicitaria per quest’anno sono ottime, previsioni di crescita del 15%, arrivando al miliardo e 200 milioni. IAB ha diversi progetti per migliorare la situazione, formazione e collaborazione con le aziende, la creatività è molto importante e c’è un tavolo di lavoro sulla ePrivacy oltre al lavoro sul codice di autodisciplina. Capitolo importante dell’intervista è quello che è stato dedicato al tema economico e alla crisi che stiamo vivendo, che ha rallentato il processo e all’efficienza di internet rispetto la concorrenza che deve affrontare.  Tema toccato da Ippolito anche quello del video, dove “è in atto un trasferimento di attenzione dallo spot tv a quello su web, collegato alla fruizione sempre più ampia della tv su pc. Il social è una modalità di comunicazione che secondo me non ha ancora fatto vedere tutte le possibili applicazioni. Il mobile è importante ma in realtà non abbiamo visto ancora molto, in termini pubblicitari. C&#8217;è però un altro elemento, il local, la possibilità per le imprese del territorio di mostrarsi con pubblicità locale, promozioni, social shopping”. Le prospettive sono ottime quindi, in questa crisi, un campo su cui investire.</p>
<p>Cristian Lanzanova</p>
<p><a href="http://www.iabforum.it/iab-forum-milano-2011/" target="_blank">IAB Forum</a></p>
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		<title>Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 13 &#8211; Provvedimento nei confronti di soggetti localizzati Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 09:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Art. 13 – Provvedimento nei confronti di soggetti localizzati in Italia
La fase istruttoria, un’altra, dell’Organo Collegiale si conclude con un ordine di rimozione selettiva dei contenuti oggetto di segnalazione che siano risultati diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore, ed eventuale pubblicazione della violazione, se reiterata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol8.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1721" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol8-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>La procedura che si vuole introdurre è complessa e non pare un valido strumento di giustizia. Secondo AIGOL in un’iniziativa del genere deve essere coinvolto il Parlamento, che per via legislativa potrebbe aggiornare la legge sul diritto d’autore 633/1941 escludendo la via amministrativa.<span id="more-1720"></span></p>
<p><strong>Art. 13 – Provvedimento nei confronti di soggetti localizzati in Italia</strong><br />
La fase istruttoria, un’altra, dell’Organo Collegiale si conclude con un ordine di rimozione selettiva dei contenuti oggetto di segnalazione che siano risultati diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore, ed eventuale pubblicazione della violazione, se reiterata.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Osservazioni AIGOL</strong></p>
<p>Al fine di sottolineare la farraginosità del procedimento previsto dal regolamento, si ritiene utile riassumerlo secondo lo schema qui sotto :<br />
il titolare del diritto chiede la rimozione del proprio contenuto al gestore del sito ;<br />
il gestore del sito ne dà notizia ad uploader, se c’è ;<br />
l’uploader si oppone alla richiesta ;<br />
il soggetto che riceve l’opposizione, non si sa chi sia, le trasmette al titolare del diritto ;<br />
il gestore del sito decide se rimuovere o no ;<br />
il contro-interessato o uploader segnala il comportamento del gestore alla Direzione dell’Autorità ;<br />
la Direzione dell’Autorità istruisce la questione e adotta le sue risoluzioni, comunicandole all’interessato che potrà seguirle ;<br />
l’interessato comunica la sua determinazione in merito all’adeguamento alle risoluzioni ;<br />
la Direzione dell’Autorità non è soddisfatta e riassume tutto davanti all’Organo Collegiale ;<br />
l’Organo Collegiale emana l’ordine ;<br />
il destinatario impugna l’ordine davanti al TAR Lazio.<br />
Non si è tenuto conto del caso di soggetti all’estero dell’art. 14 &#8211; Provvedimento nei confronti di soggetti localizzati all’estero,  che arricchisce la procedura in un successivo punto, con la contestazione nei confronti dello straniero, e segnalazione all’autorità giudiziaria (quale ??) in caso di sua inerzia.<br />
La semplice visione dei passaggi, senza le relative tempistiche nè eventuali opposizioni, mostra la complessità della procedura che si vuole introdurre e non convince come valido strumento di giustizia, per i motivi che si sono mano mano illustrati.<br />
Inoltre, e a conclusione di quanto si è voluto portare all’attenzione dell’Autorità, ci si chiede se un’iniziativa del genere non meriti l’intervento del Parlamento. Il meccanismo sopra descritto mira a porsi come sostitutivo di quello giudiziale esistente, come strumento rapido ed alternativo di tutela e protezione dei diritti d’autore. In quanto tale, apporta delle modifiche al sistema vigente della legge sul diritto d’autore 633/1941. Queste innovazioni sono, tra le altre cose, passibili di far sorgere degli obblighi importanti in capo ai soggetti coinvolti, e non possono essere introdotte da un atto di natura amministrativa.</p>
<p><a href="http://www.aigol.it/10-ott-parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-11-avvio-del-procedimento-e-adeguamento-spontaneo/201110111718/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 11 &#8211; avvio del procedimento e adeguamento spontaneo </a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-9-attivita-istruttoria/201110101716/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 9 – attività istruttoria </a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-8-%e2%80%90-segnalazione-all%e2%80%99autorita/201110091714/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 8 – segnalazione all’Autorità<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 7 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 6 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
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		<item>
		<title>10 ott  Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, Art.11 &#8211; Avvio del procedimento e adeguamento spontaneo</title>
		<link>http://www.aigol.it/10-ott-parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-11-avvio-del-procedimento-e-adeguamento-spontaneo/201110111718/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 18:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Art. 11 – Avvio del procedimento e adeguamento spontaneo

La disposizione prevede che, nel termine di quaratott’ore dalla notifica delle risultanze istruttorie, il soggetto destinatario possa adeguarvisi in modo del tutto spontaneo, dandone contestuale comunicazione all’Autorità o nelle successive quarantotto’ore.
In caso di mancato adeguamento spontaneo o di mancata comunicazione, la Direzione dell’Autorità trasmetterà gli atti al proprio Organo Collegiale affinché emetta un ordine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol7.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1719" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol7-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Secondo AIGOL la procedura è troppo lunga. Meglio abolire il procedimento davanti alla Direzione dell’Autorità e spostarlo tutto all’Organo Collegiale. L’investitura all’Organo Collegiale sarà data dalla Direzione dell’Autorità, l’altra parte della contestazione avrà solo la via legale per far valere le sue ragioni, che probabilmente il TAR del Lazio rigetterà dato che le risultanze della Direzione sono solo interlocutorie.<span id="more-1718"></span><br />
<strong> Art. 11 – Avvio del procedimento e adeguamento spontaneo</strong></p>
<p>La disposizione prevede che, nel termine di quaratott’ore dalla notifica delle risultanze istruttorie, il soggetto destinatario possa adeguarvisi in modo del tutto spontaneo, dandone contestuale comunicazione all’Autorità o nelle successive quarantotto’ore.<br />
In caso di mancato adeguamento spontaneo o di mancata comunicazione, la Direzione dell’Autorità trasmetterà gli atti al proprio Organo Collegiale affinché emetta un ordine.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Osservazioni AIGOL</strong></p>
<p>Si contesta la lungaggine della procedura, che a questo punto si appesantisce di un ulteriore passaggio, senza che esso apporti alcuna utilità. Meglio quindi abolire del tutto il procedimento davanti alla Direzione dell’Autorità, apparentemente generico, sommario e privo di autorità, comportando l’adeguamento facoltativo alle sue risultanze, per demandare tutto e sin dagli inizi alla cognizione dell’Organo Collegiale.<br />
L’abolizione del passaggio davanti alla Direzione renderebbe il procedimento più snello ed efficace la tutela a fronte delle invocate violazioni. A seguito dell’istruttoria, che potrà essere condotta dalla Direzione,  l’Organo Collegiale adotterà un ordine, passibile di essere impugnato da chi vi abbia interesse, davanti al TAR. Tuttavia, si richiede che la distribuzione delle competenze interna all’Autorità tra Direzione e Organo Collegiale non vada a detrimento del requisito di celerità del procedimento, che si ritiene fondamentale.<br />
Inoltre, ad investire della questione l’Organo Collegiale è solo la Direzione dell’Autorità, e non l’altra parte della contestazione, il quale avrà solo la via giudiziale per far valere le sue ragioni. E neanche, perché il TAR Lazio potrebbe rigettare il ricorso proprio sulla base del fatto che, non essendo le risultanze della Direzione obbligatorie, il procedimento davanti ad essa è preparatorio ed interlocutorio, per cui non finalizzato all’adozione di un atto definitivo che possa essere impugnato. Il tutto si potrebbe tradurre nell’impossibilità per il soggetto che risulta soccombente dalle risultanze della Direzione, di accedere alla giustizia .</p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-9-attivita-istruttoria/201110101716/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 9 &#8211; attività istruttoria  <strong> </strong></a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-8-%e2%80%90-segnalazione-all%e2%80%99autorita/201110091714/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 8 – segnalazione all’Autorità</a><a href="../parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-9-attivita-istruttoria/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 7 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 6 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
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		<title>Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, Art. 9 &#8211; Attività istruttoria</title>
		<link>http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-9-attivita-istruttoria/201110101716/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 09:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senza voler entrare nel merito degli articoli da 65 a 70 del diritto d’autore, da un esame sommario sembrerebbe che i criteri di valutazione sopra riportati siano estremamente riduttivi data la sensibilità della questione, ed insufficienti a istruire in modo adeguato nel merito la denunciata violazione da parte della Direzione dell’Autorità. Da un atto regolamentare ci si poteva aspettare maggiore articolazione e specificazione del dato normativo che intende applicare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol6.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1717" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol6-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Mancano criteri chiari e completi, quelli elencati sono riduttivi rispetto all’importanza della questione, oltre che insufficienti per impostare una denuncia di violazione all’autorità competente.<span id="more-1716"></span></p>
<p><strong>Art. 9 – Attività istruttoria</strong></p>
<p>Ai fini dell’istruzione della segnalazione ricevuta, la Direzione dell’Autorità avvia una sommaria cognizione dei fatti portati alla sua attenzione, alla luce del soddisfacimento delle eccezioni degli articoli 65 e 70 della legge sul diritto d’autore, e secondo i criteri del successivo articolo 10 &#8211; Criteri di valutazione delle eccezioni degli articoli 65 e 70 della legge n. 633/41 , qui sotto riportati :<br />
l’uso didattico e scientifico;<br />
l’esercizio del diritto di cronaca, di commento, di critica e di discussione nei limiti dello scopo informativo e dell’attualità;<br />
l’assenza della finalità commerciale e dello scopo di lucro;<br />
l’occasionalità della diffusione, la quantità e qualità del contenuto diffuso rispetto all’opera integrale che non pregiudichi il normale sfruttamento economico dell’opera.</p>
<p><strong>Osservazioni AIGOL</strong><br />
Senza voler entrare nel merito degli articoli da 65 a 70 del diritto d’autore, da un esame sommario sembrerebbe che i criteri di valutazione sopra riportati siano estremamente riduttivi data la sensibilità della questione, ed insufficienti a istruire in modo adeguato nel merito la denunciata violazione da parte della Direzione dell’Autorità. Da un atto regolamentare ci si poteva aspettare maggiore articolazione e specificazione del dato normativo che intende applicare.</p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-8-%e2%80%90-segnalazione-all%e2%80%99autorita/201110091714/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 8 &#8211; segnalazione all&#8217;Autorità</a><a href="../parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 7 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 6 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, Art. 8 ‐ Segnalazione all’Autorita</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 08:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In caso di mancata rimozione, il titolare del diritto, a partire da quattro giorni dalla segnalazione ed entro i successivi sette, anche per il tramite di organismi associativi, può investire della questione l’Autorità, inviando una circostanziata segnalazione, e utilizzando a pena di inammissibilità, il facsimile recuperabile sul sito dell’Autorità. Stesso diritto è riconosciuto all’uploader. Il deferimento della questione all’Autorità non può essere promosso qualora non si sia conclusa la procedura dinanzi al gestore del sito. La Direzione dell’Autorità è l’ufficio responsabile della fase che ha inizio con la segnalazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol5.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1715" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol5-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Non risulta ad Aigol che gli organismi di categoria possano agire in nome e per conto degli interessati. I tempi previsti sono troppo lunghi e rischiano di penalizzare le parti. L’uso di facsimili rischiano di rendere impossibile il ricorso.<span id="more-1714"></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Art. 8 ‐ Segnalazione all’Autorita</strong></p>
<p style="text-align: left;">In caso di mancata rimozione, il titolare del diritto, a partire da quattro giorni dalla segnalazione ed entro i successivi sette, anche per il tramite di organismi associativi, può investire della questione l’Autorità, inviando una circostanziata segnalazione, e utilizzando a pena di inammissibilità, il facsimile recuperabile sul sito dell’Autorità. Stesso diritto è riconosciuto all’uploader. Il deferimento della questione all’Autorità non può essere promosso qualora non si sia conclusa la procedura dinanzi al gestore del sito. La Direzione dell’Autorità è l’ufficio responsabile della fase che ha inizio con la segnalazione.</p>
<p>Osservazioni AIGOL</p>
<p>Riguardo alla possibilità data alle associazioni d’investire della questione l’Autorità a tutela di un proprio associato, non ci risulta che gli organismi di categoria possano agire in nome e per conto degli interessati. Sicuramente non davanti ai tribunali amministrativi, per cui una segnalazione di tal tipo all’Autorità, che non abbia sortito gli effetti desiderati, non potrà avere il giusto seguito giudiziario perchè l’associazione istante non potrà impugnarla davanti al TAR Lazio per carenza d’interesse.<br />
Nell’interesse di tutti, i tempi previsti per le procedure sono troppo lunghi e rischiano di penalizzare i vari soggetti interessati. Gli obblighi poi di usare solo certi facsimili, pena l’inammissibilità delle relative richieste, sembrano non essere giustificati e rischiano di rendere impossibile il ricorso alle procedure che regolano.</p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 7 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
<p><a href="http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 6 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
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		<title>&#8220;Paulinen Platz&#8221; nelle &#8220;nomination&#8221; del Milano int. FICTS Fest. 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 08:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dagli associati]]></category>
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		<description><![CDATA["Paulinen Platz", docu-film sul club di calcio ST.PAULI (seconda squadra di Amburgo attualmente militante in seconda divisione) co-prodotto da Shootv.com e da Sporteconomy, è stato inserito ufficialmente nelle "nominations" della sezione "Movies &#038; Tv Football" del 29imo Milano International FITCS Fest (www.sportmoviestv.com).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/nomination_ficts.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1713" title="nomination_ficts" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/nomination_ficts.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>&#8220;Paulinen Platz&#8221;, docu-film sul club di calcio ST.PAULI (seconda  squadra di Amburgo attualmente militante in seconda divisione)  co-prodotto da Shootv.com e da Sporteconomy, è stato inserito  ufficialmente nelle &#8220;nominations&#8221; della sezione &#8220;Movies &amp; Tv  Football&#8221; del 29imo Milano International FITCS Fest  (www.sportmoviestv.com).<span id="more-1712"></span></p>
<p>&#8220;E&#8217; un importante risultato essere  arrivati alla fase finale di questo Festival internazionale&#8221;, ha  dichiarato Marcel Vulpis, nella duplice veste di direttore dell&#8217;agenzia e  di co-autore del film. &#8220;E&#8217; la vittoria di una idea condivisa con una  importante realtà internazionale del settore della pubblicità e della  comunicazione (TBWA, che già da oltre un anno investe in contenuti non  generalisti con il progetto Shootv.com) e di un gruppo di lavoro  formidabile, guidato dal regista Geo Ceccarelli e dal producer Bruno  Palma, che ha saputo cogliere l&#8217;anima di questo club tedesco con  l&#8217;ambizione di riportare in Italia, e crediamo di esservi riusciti, un  nuovo modello di calcio sostenibile. Questo film dovrebbe essere visto  da tutti i presidenti delle Leghe di serie A, B e Lega Pro, perchè  dimostra come il progetto sportivo non sia l&#8217;unica faccia della luna,  per considerarsi una società vincente. Il St.Pauli è un club di  quartiere, per certi versi tematico, che ha saputo investire sulle  radici e sulla sua storia. Oggi è un club-cult e un modello di marketing  e di merchandising a livello mondiale&#8221;.</p>
<p>La Giuria Internazionale di “Sport Movies &amp; Tv 2011 – 29imo Milano International FICTS Fest” - il cui “Presidente d’Onore” è lo stilista Ottavio Missoni &#8211; ha deciso di inserire l&#8217;opera “PAULINEPLATZ” nell’elenco delle “NOMINATIONS” (art. 6 regolamento) della sezione “MOVIES &amp; TV FOOTBALL” che concorreranno all’assegnazione dei Premi e che pertanto sarà tra quelle che verranno premiate durante  la “Cerimonia di Premiazione” del Festival, in programma il 2 novembre  (ore 18) presso Palazzo Marino (Piazza Scala, 2 – di fronte al Teatro  alla Scala Milano). L’opera cinematografica sarà proiettata &#8211; al Palazzo Giureconsulti (Piazza Mercanti, 2 &#8211; Milano) &#8211; lunedì 31 Ottobre &#8211; ore 16 (Sala Donzelli).</p>
<p>Nei prossimi giorni la Giuria Internazionale deciderà l’assegnazione delle “Guirlande d&#8217;Honneur 2011&#8243;, delle“Mention d’Honneur 2011” e dei “Premi Speciali” per ciascuna Sezione. La cerimonia di apertura del festival è prevista per le ore 18 del 28 ottobre quella di &#8220;premiazione&#8221;  il 2 novembre. Tutti i lavori e le news collegate al Festival sono consultabili all&#8217;indirizzo <a href="http://www.sportmoviestv.com/">www.sportmoviestv.com</a></p>
<p><a href="http://www.shootv.com/">www.shootv.com</a></p>
<p><a href="http://www.sporteconomy.tv/">www.sporteconomy.tv</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 7 &#8211; Opposizione alla rimozione selettiva (counter notice)</title>
		<link>http://www.aigol.it/parere-di-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-7-opposizione-alla-rimozione-selettiva-counter-notice/201110081710/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 07:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[art7]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.aigol.it/?p=1710</guid>
		<description><![CDATA[La disposizione prevede una sorta di contraddittorio tra le parti, consentendo al uploader di pre‐ sentare le sue controdeduzioni a sostegno del diritto di trasmettere un dato contenuto che è stato ritirato su segnalazione dell’avente diritto. Per far ciò, l’uploader dovrà usare il facsimile di opposi‐ zione reso disponibile dal gestore del sito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol4.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1711" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol4-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Sono da chiarire le posizioni e le responsabilità del gestore e dell’uploader del sito. Non sono chiari nemmeno i tempi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Art. 7 ‐ Opposizione alla rimozione selettiva (counter notice) </strong></p>
<p style="text-align: center;">La disposizione prevede una sorta di contraddittorio tra le parti, consentendo al uploader di pre‐ sentare le sue controdeduzioni a sostegno del diritto di trasmettere un dato contenuto che è stato ritirato su segnalazione dell’avente diritto. Per far ciò, l’uploader dovrà usare il facsimile di opposizione reso disponibile dal gestore del sito.<span id="more-1710"></span><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Osservazioni AIGOL</strong><br />
Quanto rilevato nella parte dedicata all’art. 6, risulta ancora più evidente dalla disposizione dell’art. 7, ché riconosce all’uploader un interesse ad opporsi alla richiesta di rimozione. Si ribadisce anche in questa occasione la necessità di chiarire le posizioni rispettive del gestore del sito e dell’uploader.<br />
Inoltre non è chiaro dalla lettura del testo qual è il soggetto designato a ricevere le controdeduzioni. Riguardo al ripristino del contenuto nei quattro giorni successivi alla presentazioni delle controdeduzioni, si nota in primis che il termine di quattro giorni è improprio perché troppo lungo ed espone il gestore del sito a sempre maggiori responsabilità, di cui si è detto; inoltre, la disposizione non prevede un vero e proprio obbligo di ripristino, contenente un laconico “se del caso” che la rende del tutto discrezionale ed arbitraria.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/" target="_blank">Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 6 – Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore</a></p>
<h2 id="post-1698"><a title="Permanent Link to AIGOL: AGCOM è leggittimata ad intervenire in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica?" rel="bookmark" href="../aigol-agcom-e-leggittimata-ad-intervenire-in-materia-di-tutela-del-diritto-d%e2%80%99autore-sulle-reti-di-comunicazione-elettronica/201110061698/"><br />
</a></h2>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Parere di Aigol sulla delibera AGCOM n. 398/11/cons, art. 6 &#8211; Procedura di notifica di violazione del diritto d&#8217;autore</title>
		<link>http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/</link>
		<comments>http://www.aigol.it/parere-aigol-sulla-delibera-agcom-n-39811cons-art-6-procedura-di-notifica-di-violazione-del-diritto-dautore/201110071704/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
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		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aigol.it/?p=1704</guid>
		<description><![CDATA[Non sono chiari i ruoli e le funzioni degli interessati.
Sembra che il soggetto al quale dovrebbe essere indirizzata la richiesta di notifica non è il gestore del sito ma l’uploader, cioè l’entità che automaticamente carica i contenuti, e che per la natura della funzione che svolge, non ha nessun obbligo di controllo dei contenuti né contrattuale con i trasmettitori. Invece il gestore del sito, ha rapporti di editoria con gli aventi diritto, in virtù dei quali ha assunto l’obbligo di caricare il contenuto nel proprio sito. L’eseguire ciecamente la richiesta del, presunto,  titolare dei diritti lo pone in una situazione d’insolvenza e responsabilità nei confronti della controparte contrattuale.
Inoltre, la disposizione presenta un’evidente differenza di trattamento perché non consente al gestore del sito di presentare le proprie controdeduzioni a fronte di una richiesta di ritiro, ledendone il diritto generale di difesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol3.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1705" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol3-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Non sono chiari i ruoli e le funzioni degli interessati.<br />
Sembra che il soggetto al quale dovrebbe essere indirizzata la richiesta di notifica non è il gestore del sito ma l’uploader, cioè l’entità che automaticamente carica i contenuti, e che per la natura della funzione che svolge, non ha nessun obbligo di controllo dei contenuti né contrattuale con i trasmettitori. Invece il gestore del sito, ha rapporti di editoria con gli aventi diritto, in virtù dei quali ha assunto l’obbligo di caricare il contenuto nel proprio sito. L’eseguire ciecamente la richiesta del, presunto,  titolare dei diritti lo pone in una situazione d’insolvenza e responsabilità nei confronti della controparte contrattuale.<br />
Inoltre, la disposizione presenta un’evidente differenza di trattamento perché non consente al gestore del sito di presentare le proprie controdeduzioni a fronte di una richiesta di ritiro, ledendone il diritto generale di difesa.<span id="more-1704"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Art. 6 ‐ Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore (notice and take‐down) </strong></p>
<p style="text-align: center;">Il meccanismo prevede che un soggetto legittimato, che ritiene che la trasmissione di uno specifico contenuto sia stata posta in rete in violazione di un suo diritto d’autore o di copyright, senza sia giustificata perché rientrante nelle eccezioni degli artt. 65 e 70 della legge sul diritto d’autore 633/1941, possa inviare direttamente o per il tramite di organismi associativi una richiesta al ge‐ store del sito o al fornitore del servizio audiovisivo o radiofonico per inibire la trasmissione di quel<br />
contenuto. Nel caso in cui il contenuto oggetto della segnalazione sia stato caricato da terzi, il soggetto a cui sia stata trasmessa la richiesta, ove possibile, ne dà notizia all’uploader, il quale ha la facoltà di presentare le proprie controdeduzioni.<br />
<strong>Osservazioni AIGOL</strong><br />
La disposizione non è di facile lettura quanto ai soggetti parti del meccanismo: titolare del diritto, gestore del sito, prestatore di servizi, a cui poi aggiunge un terzo e l’uploader. In generale si nota che il testo aggiunge elementi alle definizioni dei soggetti poi date al suo articolo 1, la qual cosa non aiuta a chiarire i ruoli e le funzioni degli interessati.<br />
Proprio in base a quelle definizioni, e sempre che si sia ben inteso il senso del meccanismo che A‐ gcom intende introdurre, si teme che il soggetto al quale dovrebbe essere indirizzata la richiesta di notice take‐down non è il gestore del sito ma l’uploader. Infatti, e se le definizioni date coincidono con i concetti comunemente intesi, l’uploader è l’entità che automaticamente carica i contenuti, e che per la natura della funzione che svolge, non ha nessun obbligo di controllo dei contenuti né contrattuale con i trasmettitori degli stessi.<br />
Diversamente, il gestore del sito, al fine di poter trasmettere determinati contenuti e quindi gesti‐ re il sito, ha in essere rapporti di editoria con gli aventi diritto, in virtù dei quali ha assunto l’obbligo di caricare il contenuto nel proprio sito. L’eseguire ciecamente la richiesta del &#8211; presunto &#8211; titolare dei diritti, lo pone in una situazione d’insolvenza e responsabilità nei confronti della con‐ troparte contrattuale.<br />
Inoltre, la disposizione presenta un’evidente differenza di trattamento perché non consente al ge‐ store del sito di presentare le proprie controdeduzioni a fronte di una richiesta di ritiro (mentre all’uploader sì vd sotto), ledendone il diritto generale di difesa.</p>
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		<title>L’allarme lanciato da Aigol</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 06:36:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aigol – Associazione Giornali on-line lancia l’allarme: grazie agli emendamenti bipartisan approvati ieri dalla Camera al disegno di legge “bavaglio”, i siti d'informazione rischiano di fare una fine simile a quella di Wikipedia, ossia chiudere i battenti. Infatti, è stato imposto ai soli siti registrati in tribunale l’obbligo di rettifica entro 48 ore, pena il pagamento di un’ammenda da 2.500 a 5.000 euro. Aigol ha rilevato più volte l’impossibilità di riconoscere effettivamente il soggetto che ha spedito la richiesta di rettifica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol2.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1702" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol2-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a></p>
<p>Aigol – Associazione Giornali on-line lancia l’allarme: grazie agli emendamenti bipartisan approvati ieri dalla Camera al disegno di legge “bavaglio”, i siti d&#8217;informazione rischiano di fare una fine simile a quella di Wikipedia, ossia chiudere i battenti. Infatti, è stato imposto ai soli siti registrati in tribunale l’obbligo di rettifica entro 48 ore, pena il pagamento di un’ammenda da 2.500 a 5.000 euro. Aigol ha rilevato più volte l’impossibilità di riconoscere effettivamente il soggetto che ha spedito la richiesta di rettifica.<span id="more-1701"></span></p>
<p>Gli indirizzi email possono essere duplicati da pirati informatici: peggio ancora se si inviano le email tramite form, attraverso cui si possono inserire indirizzi completamente inventati. In pratica le testate on line sono alla mercè di malintenzionati o, nella migliore delle ipotesi, di buontemponi a cui piace scherzare.</p>
<p>Ma esistono ulteriori conseguenze di questa paradossale disposizione di legge. Innanzitutto il giornale non avrà alcun diritto di replica a quanto affermato dalla persona nella sua richiesta di rettifica. Inoltre i direttori responsabili e le redazioni dovrebbero perdere tempo a leggere le smentite e a scrivere rettifiche. Si arriverebbe quindi alla paralisi dell’attività editoriale e il diniego del diritto di informare correttamente i lettori.</p>
<p>Aigol ribadisce la chiara incostituzionalità di questa disposizione alla luce dell’articolo 21 della Costituzione e chiede la sua cancellazione. In caso di approvazione l’associazione sarà pronta a ricorrere ai tribunali, alla Corte Costituzionale e alla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo.</p>
<p>Il Presidente<br />
Marcel vulpis</p>
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		<title>Intercettazioni, passa l&#8217;udienza filtro Giulia Bongiorno si dimette</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 15:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il comitato dei nove della commissione Giustizia della Camera ha dato parere favorevole a maggioranza all'emendamento che vieta la pubblicazione delle intercettazioni fino alla cosiddetta udienza filtro. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. Paniz: "Carcere per i giornalisti"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/valigiablu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1697" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="valigiablu" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/valigiablu.jpg" alt="" width="300" height="142" /></a>Il comitato dei nove della commissione Giustizia della Camera ha  dato  parere favorevole a maggioranza all&#8217;emendamento che vieta la  pubblicazione delle intercettazioni fino  alla cosiddetta udienza  filtro. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate  on-line che risultano registrate. Paniz: &#8220;Carcere per i giornalisti&#8221;<span id="more-1696"></span></p>
<p><strong></strong> Strappo in commissione Giustizia alla  Camera. Il comitato dei nove ha dato parere favorevole a maggioranza  all&#8217;emendamento del Pdl targato Costa-Contento che vieta la  pubblicazione delle intercettazioni fino alla cosiddetta udienza filtro.  Giulia Bongiorno, di Fli, in segno di protesta, ha lasciato l&#8217;incarico  di relatrice. L&#8217;intenzione di rinunciare all&#8217;incarico di relatrice del  ddl intercettazioni la deputata l&#8217;aveva pre-annunciata ieri durante la  conferenza del Terzo polo spiegando che avrebbe preso la decisione oggi  nel caso fossero passate proposte che di fatto portavano al black out  dell&#8217;informazione per la stretta della pubblicazione degli atti.</p>
<p>L&#8217;emendamento Pdl non consente neanche di riportare per riassunto o nel contenuto le telefonate registrate.<br />
La  Bongiorno chiedeva di restare fermi al testo licenziato un anno fa  grazie alla sua mediazione che invece permetteva di riportare almeno il  contenuto della intercettazioni, fino all&#8217;udienza-filtro. Il nuovo  relatore è Enrico Costa del Pdl.<br />
<strong><br />
Carcere per i giornalisti. </strong>Devono  essere sanzionati i giornali che pubblicano e i giornalisti&#8221; e, nella  fattispecie, &#8220;i giornalisti, con una misura di rilevanza penale&#8221;.  Carcere per i giornalisti, <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/giustizia/accordo-lega/accordo-lega.html">torna a proporre <sup>1</sup></a> Maurizio Paniz a proposito di riforma delle intercettazioni. &#8220;Il  giornalista che pubblica ciò che non può pubblicare dovrebbe subire una  sanzione penale. Il</p>
<p>carcere magari è un percorso più lungo. Che ne so, ci vorrebbe  una sanzione da 15 giorni a un anno, poi il giudice graduerà a seconda  della violazione, vedrà se sono possibili riti alternativi, pene  pecuniarie o multe o se il giornalista debba andare in carcere. Cosa che  è tutto sommato molto rara nel nostro ordinamento per questa tipologia  di situazione&#8221;.<br />
<strong><br />
Ammazza blog</strong>. Avranno obbligo di  rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano  registrate. E&#8217; questo l&#8217;accordo bipartisan raggiunto in Comitato dei  Nove, che sta esaminando il ddl Intercettazioni. La proposta è il frutto  di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).<br />
<strong><br />
Le reazioni. </strong>Il  Pdl, dunque, sembra sempre più intenzionato a modificare il testo,  arrivando al punto di farlo approvare con la fiducia. Preoccupati,  ovviamente, i magistrati. &#8220;Ci sono intercettazioni e vicende che  attengono alla vita privata che non dovrebbero mai essere pubblicate,  sono pura pruderie. Ma tentare di mettere una pezza a valle vietando la  pubblicazione è un attentato alla libertà di stampa&#8221; dice il segretario  dell&#8217;Anm Giuseppe Cascini. Mentre  per il vicepresidente del Csm Michele  Vietti l&#8217;emendamento sulla cosiddetta udienza-filtro, e che prevede che  nulla possa essere conosciuto delle registrazioni fino al momento in  cui avvocati e magistrati selezionano gli ascolti essenziali per  dimostrare la colpevolezza o l&#8217;innocenza escludendo le parti superflue,  &#8220;è una soluzione che ha una propria ragionevolezza&#8221;.</p>
<p>Ieri <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/10/04/news/intercettazioni_arriva_l_emendamento_pdl_ascolti_tombati_fino_all_udienza_filtro-22670616/?ref=HREC1-4">i centristi <sup>2</sup></a> avevano detto chiaramente di essere contro le modifiche avanzate dalla  maggioranza, oggi Pier Ferdinando Casini precisa: &#8220;Se si vuole impedire  l&#8217;obbrobrio di dialoghi che nulla hanno a che fare con le  indagini, se  si vuole fare una legge con questa finalità, la votiamo, se  invece si  vuole fare una legge che punta a censurare la stampa o a  vendicarsi con  i giudici, non vogliamo essere complici&#8221;. Molto più duri Pd e l&#8217;Idv.   &#8220;E&#8217; scandaloso che mentre quattro ragazze muoiono sotto le macerie per  lavorare a quattro euro all&#8217;ora e Moody&#8217;s ci declassa, noi siamo qui a  parlare di intercettazioni -  dice Pierluigi Bersani &#8211; Questo dimostra  la perdita di presa totale verso gli interessi del Paese pensa solo agi  affari suoi, lo vedono in tutto il mondo che è così&#8221;.  Per il presidente  del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi &#8220;la legge Bavaglio è uno  schiaffo alla democrazia e alla libertà  di stampa, ed è anche un&#8217;offesa  ai cittadini, che chiedono misure  concrete contro la crisi economica e  non bavagli all&#8217;informazione&#8221;</p>
<p>Nel frattempo la  Camera ha  respinto le pregiudiziali di costituzionalità al disegno di legge sulle  intercettazioni presentate da Pd e Idv. I sì sono stati 230 e 307 i no.  Astenuti 63 deputati. Il Terzo Polo, come previsto, si è astenuto.</p>
<p><a href="www.repubblica.it">repubblica.it</a></p>
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		<title>Wikipedia si mette il bavaglio per protesta contro il ddl intercettazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 06:56:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Autosospese tutte le pagine italiane per protesta contro la legge che obbligherebbe i siti alla «rettifica preventiva»
Wikipedia si è messa il bavaglio. Da alcune ore è impossibile consultare le pagine italiane dell'enciclopedia collettiva, diventata ormai punto di riferimento per rispondere a ogni interrogativo nel mondo. Non si tratta di guasti di trasmissione. Ma di un atto di protesta nei confronti del ddl intercettazioni in discussione al Parlamento che, con il già contestato comma 29, obbligherebbe tutti i siti web a pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, la rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. «Purtroppo», scrivono i gestori italiani, nel comunicato che appare nella pagina fissa che si apre all'indirizzo di Wikipedia «la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato». ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/wikipedia_b1-180x140.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1693" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="wikipedia_b1--180x140" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/wikipedia_b1-180x140.jpg" alt="" width="180" height="139" /></a><br />
Autosospese tutte le pagine italiane per protesta contro la legge che obbligherebbe i siti alla «rettifica preventiva»<br />
Wikipedia si è messa il bavaglio. Da alcune ore è impossibile consultare  le pagine italiane dell&#8217;enciclopedia collettiva, diventata ormai punto  di riferimento per rispondere a ogni interrogativo nel mondo. Non si  tratta di guasti di trasmissione. Ma di un atto di protesta nei  confronti del ddl intercettazioni in discussione al Parlamento che, con  il già contestato comma 29, obbligherebbe  tutti i siti web a  pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, la  rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo  della propria immagine. «Purtroppo», scrivono i gestori italiani,  nel <a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011"><span style="text-decoration: underline;">comunicato che appare nella pagina fissa che si apre  all&#8217;indirizzo di Wikipedia</span></a> «la valutazione della &#8220;lesività&#8221; di detti contenuti non viene rimessa a  un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all&#8217;opinione del soggetto  che si presume danneggiato». Se il decreto passasse sarebbe impossibile  per qualsiasi sito continuare a godere del bene più amato in Rete: la  libertà di espressione.<span id="more-1692"></span></p>
<p>IN NOME DELLA LIBERTA&#8217;  «L&#8217;obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti  le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel  merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce  per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e  indipendenza», è scritto nel comunicato. «Tale limitazione snatura i  principi alla base dell&#8217;Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità  orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua  esistenza come l&#8217;abbiamo conosciuta fino a oggi».</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_04/wikipedia-italia-bavaglio_b4a6c60a-eeb7-11e0-bc1a-2283ac81b740.shtml">fonte</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La nuova generazione di consumatori di notizie promuove (con riserva) i social network, con un occhio all’ attendibilità</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 06:46:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno studio della Knight Foundation fra gli studenti delle scuole superiori Usa mostra uno spostamento del baricentro delle fonti di informazioni dei giovani – La ricerca fra l’ altro, racconta Poynter.org, mostra  che le fonti non vengono comunque scelte principalmente sulla base del criterio della affidabilità

Secondo un recente sondaggio finanziato dalla Knight Foundation e condotto tra studenti delle scuole superiori, il 92% del campione sostiene l’importanza di tenersi informati (la stessa percentuale che sostiene l’importanza di votare).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Poynter-titolo-300x233.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1691" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Poynter-titolo-300x233" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Poynter-titolo-300x233.gif" alt="" width="300" height="233" /></a>Uno studio della Knight Foundation fra gli studenti delle scuole  superiori Usa mostra uno spostamento del baricentro delle fonti di  informazioni dei giovani – La ricerca fra l’ altro, racconta  Poynter.org, mostra  che le fonti non vengono comunque scelte  principalmente sulla base del criterio della affidabilità</em><span id="more-1690"></span></p>
<p><em> </em></p>
<p>Secondo un recente sondaggio finanziato dalla <a href="http://www.knightfoundation.org/press-room/press-release/twitter-facebook-and-co-good-teens-and-first-amend/">Knight Foundation</a> e condotto tra studenti delle scuole superiori, il 92% del campione  sostiene l’importanza di tenersi informati (la stessa percentuale che  sostiene l’importanza di votare).</p>
<p><a href="http://www.knightfoundation.org/media/uploads/publication_pdfs/Future-of-the-First-Amendment-full-cx2.pdf">Lo studio</a> -  condotto tra aprile e giugno 2011 su un campione di 12.090 studenti e  900 insegnanti provenienti da scuole pubbliche e private -  mostra uno  spostamento nel baricentro delle fonti di informazione degli  adolescenti, come rileva <a href="http://www.poynter.org/latest-news/romenesko/146205/the-next-generation-of-news-consumers-relies-on-social-media-tv-web-for-information/">Poynter.org</a>. In una giornata tipo, gli intervistati dichiarano di informarsi come segue:</p>
<ul>
<li>Guardare i notiziari Tv da una a tre volte o più: 77%</li>
<li>Leggere un articolo online da una a tre volte o più: 54%</li>
<li>Guardare i notiziari online da una a tre volte o più: 48%</li>
<li>Leggere un articolo su carta da una a tre volte o più: 42%</li>
</ul>
<p>Le fonti dichiarate dagli adolescenti non  riflettono coerentemente le fonti che gli stessi ritengono più  attendibili in materia di notizie ed  informazione. Gli intervistati,  infatti, sono meno propensi a leggere le notizie sui quotidiani, pur  ritenendoli le fonti più attendibili:</p>
<ul>
<li>L’88% dichiara che i quotidiani sono molto o abbastanza attendibili</li>
<li>Il 78% dichiara che la televisione è molto o abbastanza attendibile</li>
<li>Il 58% dichiara che  i siti Web sono molto o abbastanza attendibili</li>
<li>Il 34% dichiara che I social network sono molto o abbastanza attendibili</li>
</ul>
<p>Nonostante la sfiducia nei confronti dell’accuratezza dei social  network, la ricerca rivela un boom tra i giovani nell’utilizzo dei media  sociali per tenersi informati. Alla domanda su quanto spesso si  informassero attraverso uno specifico paniere di fonti, il 56% degli  adolescenti ha indicato i social network quali fonte quotidiana di  informazione:</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/wp-content/Poynter.GIF"><img title="Poynter" src="http://www.lsdi.it/wp-content/Poynter.GIF" alt="Poynter" width="500" /></a></p>
<p>Nel 2007, soltanto l’8% degli adolescenti si informava attraverso  dispositive mobile ed il 67% non aveva mai usato un cellulare per  tenersi informato.</p>
<p>Alla base dello studio, tuttavia, non vi era la rilevazione delle  principali fonti di notizie  per i giovani, bensì l’analisi della  relazione che intercorre tra l’uso dei social media ed il sostegno al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_emendamento_della_Costituzione_degli_Stati_Uniti_d%27America">Primo Emendamento</a> della Costituzione americana (quello che afferma la terzietà della  legge rispetto alla libertà di parola e stampa, per intenderci).</p>
<p>In tal senso, i risultati sono stati incoraggianti:</p>
<p><em>Vi è una relazione chiara e positiva  tra l’utilizzo dei media sociali e il sostegno al Primo Emendamento. Il  92% degli studenti che utilizzano i social network quotidianamente per  tenersi informati concordano sul fatto che “le persone dovrebbero poter  esprimere opinioni impopolari”. D’altro canto, solo il 77% di coloro che  non utilizzano i social network per  tenersi informati concordano sullo  stesso principio. </em></p>
<p>Sarebbe interessante condurre un’indagine simile anche tra gli  adolescenti italiani, magari supportati da una campagna informativa su  leggi, articoletti e cavilli attualmente al varo della miope (nella  migliore delle ipotesi) politica nostrana in materia di intercettazioni,  AgCom,copyright, <em>ammazzablog</em> eccetera eccetera eccetera … (mentre <a href="http://www.lsdi.it/2011/10/04/la-nuova-generazione-di-consumatori-di-notizie-promuove-con-riserva-i-social-network-con-un-occhio-all%e2%80%99-attendibilita/-%09http:/register.consilium.europa.eu/pdf/it/11/st13/st13003.it11.pdf">l’Europa alza lo sguardo e mira al mercato unico digitale</a>).</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/2011/10/04/la-nuova-generazione-di-consumatori-di-notizie-promuove-con-riserva-i-social-network-con-un-occhio-all%e2%80%99-attendibilita/">fonte<br />
</a></p>
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		<item>
		<title>Marcel Vulpis (Aigol): &#8220;Un disegno di legge per tutelare l&#8217;editoria online. Siamo come i Radicali di Pannella&#8221;</title>
		<link>http://www.aigol.it/marcel-vulpis-aigol-un-disegno-di-legge-per-tutelare-leditoria-online-siamo-come-i-radicali-di-pannella/201110041683/</link>
		<comments>http://www.aigol.it/marcel-vulpis-aigol-un-disegno-di-legge-per-tutelare-leditoria-online-siamo-come-i-radicali-di-pannella/201110041683/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un'intervista al presidente di AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) Marcel Vulpis. In questi giorni il caso Lavitola ha riportato alla luce - tra le altre cose - il tema relativo al finanziamento pubblico ai giornali, in particolare a quelli con tirature limitatissime. Nel 2006 e 2007 questo argomento fu trattato in modo approfondito da Report (vedi video puntata del 27 maggio 2007: clicca qui). AIGOL si pone l'obiettivo di tutelare l'editoria online che in Italia - a differenza di molti altri Paesi europei e nonostante i numeri sempre più alti fatti registrare - non viene parificata ai mezzi tradizionali d'informazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/marcel_vulpis11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1684" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="marcel_vulpis11" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/marcel_vulpis11.jpg" alt="" width="250" height="285" /></a>Pubblichiamo un&#8217;intervista al presidente di AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) Marcel Vulpis. In questi giorni il caso Lavitola ha riportato alla luce &#8211; tra le altre cose &#8211; il tema relativo al finanziamento pubblico ai giornali, in particolare a quelli con tirature limitatissime. Nel 2006 e 2007 questo argomento fu trattato in modo approfondito da Report (vedi video puntata del 27 maggio 2007: clicca qui). AIGOL si pone l&#8217;obiettivo di tutelare l&#8217;editoria online che in Italia &#8211; a differenza di molti altri Paesi europei e nonostante i numeri sempre più alti fatti registrare &#8211; non viene parificata ai mezzi tradizionali d&#8217;informazione.<span id="more-1683"></span></p>
<p><strong>Marcel, quando e perché nasce l&#8217;idea di AIGOL?</strong><br />
Nasce appena 15 mesi fa con l&#8217;obiettivo di creare una struttura associativa che possa da un lato tutelare gli interessi degli editori online (è riservata alle testate registrate presso un tribunale) e dall&#8217;altro favorire una identità di categoria (ancora purtroppo molto bassa tra gli editori online).</p>
<p><strong>In sintesi, quali sono gli obiettivi principali della vostra associazione?</strong><br />
L&#8217;obiettivo principale è arrivare alla determinazione di contributi pubblici anche per l&#8217;editoria online. Nella normativa vigente non esiste proprio il termine &#8220;online&#8221; tra i diversi mezzi e quindi a beneficiare di questi contributi erogati già da molti anno sono sempre gli stessi mezzi: stampa (soprattutto quella politica), tv, radio. Vogliamo arrivare come in Francia a una legge specifica per l&#8217;editoria online, rimarcando una equità e parità di trattamento, che ad oggi non esiste nel settore.</p>
<p><strong>L&#8217;intervista di Valter Lavitola nel programma  Bersaglio Mobile di Enrico Mentana ha riportato al centro dell&#8217;attualità la questione dei contributi pubblici all&#8217;editoria (Lavitola, radiato dall&#8217;ordine dei giornalisti, è stato Direttore negli ultimi anni de &#8220;L&#8217;Avanti!&#8221;). In particolar modo a quei quotidiani che hanno tirature assai limitate. Non trovi anacronistico il fatto che quotidiani che vendono poche copie abbiano un sostegno economico pubblico, mentre invece siti di informazione che registrano decine di migliaia di visite non abbiano alcuna tutela giuridico-economica?</strong><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-1685" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/aigol-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a></p>
<p>Lo trovo molto anacronistico e qui mi fermo perchè sarebbe facile andare anche oltre. La legge tutela il pluralismo dell&#8217;informazione, inclusa quella  promossa attraverso i giornali dei partiti o dei movimenti politici. Tutela tutti tranne noi ecco perchè da alcune settimane il claim della nostra protesta è: &#8220;O aiuti per tutto o per nessuno&#8221;. Ecco oggi siamo &#8220;NESSUNO&#8221;, ma ancora per poco e prevediamo anche di appellarci all&#8217;antitrust o alla Corte Europea di Bruxelles, perchè è chiaro che se l&#8217;online fa , produce e diffonde informazione come la tv, la stampa e la radio (per certi versi è già il primo mezzo di fruizione dell&#8217;informazione da parte dei giovani) è giusto che sia aiutata. Lanceremo nei prossimi mesi un disegno di legge proponendo che per tutti i mezzi (incluso internet) gli aiuti non debbano superare i 5 anni, per cui già oggi molte testate dovrebbero rinunciare all&#8217;aiutino di Stato. Vogliamo dare per primi l&#8217;esempio, essere aiutati sì, ma non a vita. Ecco l&#8217;esempio arriva proprio dall&#8217;online, con un disegno di legge serio e non con la politica dei soldi a pioggia. E&#8217; bene ricordare che i contributi pubblici per l&#8217;editoria sono soldi appunto pubblici. Tradotto in italiano? Sono soldi provenienti dalle tasse della gente, che poi magari ha problemi in altri settori nella fruizione di servizi (dove mancano i soldi, o almeno così ci dicono gli amministratori pubblici locali).</p>
<p><strong>Negli altri Paesi europei esiste una situazione del genere? L&#8217;editoria online viene tutelata? Qual è la posizione dell&#8217;UE sul tema? </strong>In Francia stanno investendo sull&#8217;online, perchè è il settore del futuro. ci sono fondi per 60 milioni di euro solo per le testate internet registrate per i prossimi tre anni. Come al solito siamo il fanalino di coda dell&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Altro tema molto attuale è quello relativo al ddl intercettazioni e in particolare all&#8217;articolo 29 relativo alla norma &#8220;ammazzablog&#8221;. Qual è la posizione di AIGOL sul tema?</strong><br />
Il comma 29 dell&#8217;articolo 1 è troppo duro e la pena economica (12 mila euro in caso di mancata rettifica) per certi versi smisurata. Chiederemo l&#8217;abrogazione di questa norma.</p>
<p><strong>Quali saranno le prossime iniziative di AIGOL?</strong><br />
La progettazione del primo disegno di legge a favore dell&#8217;editoria online. Credo che da quel momento tutti si accorgeranno di aigol (www.aigol.it) e di come con un&#8217;idea forte sia possibile scalare (nonostante le difficoltà) anche le montagne. Oggi in Italia i problemi nascono solo quando vengono posti sul tavolo. Ecco il problema è sul tavolo dobbiamo trovare la metodologia per risolvere, perchè non ci sposteremo da questo tavolo. Siamo come i RADICALI di Pannella. Un macro-tema di protesta per volta e andremo avanti finchè non sarà trovata la soluzione&#8230;. e mi sembra che in questo Paese dobbiamo dire grazie ai Radicali per quello che hanno fatto su tanti temi scomodi (come nel caso del divorzio) di cui gli stessi partiti tradizionali hanno poi beneficiato, in termini di soluzioni.</p>
<p><a href="http://simonesalvador.blogspot.com/">http://simonesalvador.blogspot.com/</a></p>
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		<title>Il mondo del web il bavaglio Aigol parte all&#8217;attacco</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 06:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Associazioni e blogger contro Agcom e Ddl. Azzali: "sistema inadeguato". Vulpis:"internet è un diritto fondamentale"

Ad una settimana da quel  27 settembre in cui la Camera ha ripreso l’esame del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, la questione del comma 29 dell’articolo 1 del Ddl è ancora oggetto di travagliati dibattiti. Il comma recita: “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Aigol-blog-Agcom-bavaglio-Vulpis-Azzali-cut1317670092601.jpg"><img class="size-medium wp-image-1682 alignleft" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Aigol-blog-Agcom-bavaglio-Vulpis-Azzali--cut1317670092601" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Aigol-blog-Agcom-bavaglio-Vulpis-Azzali-cut1317670092601-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a></p>
<p>Associazioni e blogger contro Agcom e Ddl. Azzali: &#8220;sistema inadeguato&#8221;. Vulpis:&#8221;internet è un diritto fondamentale&#8221;</p>
<p>Ad  una settimana da quel  27 settembre in cui la Camera ha ripreso l’esame  del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, la questione del  comma 29 dell’articolo 1 del Ddl è ancora oggetto di travagliati  dibattiti. Il comma recita: “Per i siti informatici, ivi compresi i  giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le  dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore  dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa  metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui  si riferiscono”. <span id="more-1681"></span>Il testo in sé non rappresenta una novità, se ne parla  già da un po’ (un paio di anni circa), il problema è che la sua  approvazione è in forte accellerata. La paura per tutti i blogger  italiani è quella di essere eccessivamente vigilati, monitorati e  indirettamente censurati, visto che nessuno di loro vorrebbe mai  sborsare un euro in più per una dichiarazione pubblicata sul proprio  diario online. Il panorama che si prospetta è davvero quello di una  blogsfera omogenea dove non ci saranno più opinioni o prese di posizioni  “contro” per paura di non intervenire in tempo (48 ore) dalla richiesta  di rettifica dell’autorità?<br />
Dopo la manifestazione a Roma del 29  settembre, dove gli indignados hanno protestato contro il Ddl, è scesa  in campo anche l’Associazione Italiana Giornali On-Line che già da  qualche tempo combatte per una tutela equa dei diritti dei siti di  informazione nostrani, per lo più indipendenti e fuori dai giri di  potere. “Il problema è che i politici – spiega <strong>Marcel Vulpis</strong> presidente di Aigol &#8211; non riescono ancora a considerare internet come  un diritto fondamentale per un sistema democratico basato  sull’informazione. Spesso si pensa di poter limitare l’attività dei  blogger controllando quello che viene prodotto sul web, senza  considerare che mettere un bavaglio alla rete è impossibile visti gli  innumerevoli modi di creare contenuto parallelo (Facebook, Twitter).<br />
La  difficoltà degli organi di controllo di stare al passo con i  cambiamenti del web si riflette anche nell’operato dell’autorità per  eccellenza, quell’Agcom che da qualche mese sta consultando le  associazioni di categoria per stilare delle linee guida in materia di  tutela del diritto di autore telematico. Il problema, sempre secondo  Aigol (ma non solo), è che i due organi non lavorando di concerto,  arrivano a proporre testi a volte dissonanti tra di loro. In questo caso  l’attenzione è posta sulla proposta dell’Agcom di introdurre di “notice  and take-down” riguardo i siti web, con il quale si permette ad un  soggetto di cui si ritiene sia stato violato il copyright, di agire  direttamente, e comunque senza l’intermediazione necessaria di  un’autorità legittima. “Pur nel ritenere utile l’introduzione di un  meccanismo del genere – sottolinea <strong>Fabrizio Giorgio Azzali</strong> segretario generale di Aigol -  ci si trova di fronte ad un sistema  inadeguato, che introduce figure di “sceriffi” che non hanno diritto a  legiferare e comunque inadatte a quello spirito di trasparenza che il  mondo internauta sempre più rivendica”.<br />
<a href="http://www.libero-news.it/news/836752/Il-mondo-del-web-il-bavaglio-Aigol-parte-all-attacco.html">fonte</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Facebook snobba il CTR</title>
		<link>http://www.aigol.it/facebook-snobba-il-ctr/201110041679/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 06:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Facebook Display Ads ricevono un numero di click inferiore rispetto ai banner esposti su altre piattaforme/siti, e pertanto non sorprende che Facebook stia cercando di ridefinire la tecnologia e di de-enfatizzare la percentuale di click sugli annunci pubblicitari come parametro prestazionale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook-ctr-cpc.jpg"><img class="size-medium wp-image-1680 alignleft" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="facebook-ctr-cpc" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook-ctr-cpc-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Facebook è una società molto innovativa, ma che basa gran parte delle revenue su una tecnologia molto vecchia: la <em><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/facebook-google-display-advertising.html">display advertising</a></em>.<span id="more-1679"></span></p>
<p>I <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/08/facebook-ads.html">Facebook Display Ads</a> ricevono un numero di click inferiore rispetto ai banner esposti su  altre piattaforme/siti, e pertanto non sorprende che Facebook stia  cercando di ridefinire la tecnologia e di de-enfatizzare la percentuale  di click sugli annunci pubblicitari come parametro prestazionale. In un’<a href="http://mashable.com/2011/10/01/facebook-click-throughs/">intervista con Mashable</a>,  Brad Smallwood, head of measurement and insights di Facebook, ha  parlato di come la metrica standard per la pubblicità online – ovvero il  CTR (click-through rate) – sia praticamente irrilevante per la maggior  parte degli inserzionisti, del lavoro che stanno facendo con Nielsen e  di tanti altri aspetti interessanti circa la visione che in Facebook  hanno sul futuro della pubblicità. Ecco alcuni passi dell’intervista:</p>
<p><strong>Perché il CTR non è un buon modo per misurare le performance?</strong></p>
<p>Una gran parte dell’online si è focalizzato sulla search e sugli annunci pubblicitari <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Direct-response_marketing">direct-response</a></em>,  e le metriche del CTR e le percentuali di conversione sono state le  prime ad essere prese in considerazione. Con la crescita di Internet, si  sta passando al <em>brand advertising</em> e tutto ciò che accade dopo  il click. C’è uno studio di Nielsen che mostra come queste cose non sono  collegate fra loro, che c’è una correlazione negativa fra il CTR e le  misure per far crescere un brand.</p>
<p><strong>Senza utilizzare il CTR, come è possibile capire se un annuncio pubblicitario funziona?</strong></p>
<p>Ci sono un paio di aziende, come Dynamic Logic e InsightExpress, che  stanno studiando altre metriche. Per esempio, a seguito dell’esposizione  ad una pubblicità, come cambia la consapevolezza della gente sul  prodotto o sul messaggio che l’inserzionista cerca di far passare? La  pubblicità è riuscita a cambiare l’intenzione dell’utente, per esempio  spingendolo ad andare in un negozio che ha visto sull’annuncio? Facebook  si sta concentrando per sviluppare degli standard in base a queste  metriche, in modo che le persone capiscano come la pubblicità può  condizionare le scelte.</p>
<p><strong>I marketer sono in grado di capire che il CTR non è più così importante?</strong></p>
<p>Molti buyer sono ancora focalizzati sulla metrica del CTR, ma per  esempio non lo è chi compra pubblicità in TV: è ovvio che l’utente non  salta dentro il televisore per acquistare il prodotto dopo che ha visto  uno spot pubblicitario. Online, però, le cose stanno in modo diverso. I  buyer che comprano pubblicità in TV si basano su altre metriche e altri  standard, e utilizzano tool molto potenti.</p>
<p><strong>Cosa c’è dietro l’uso del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gross_Rating_Point">GRP</a> di Nielsen da parte di Facebook?</strong></p>
<p>Ci sono 3 fattori principali:</p>
<p>• Chi è colpito dall’annuncio pubblicitario?<br />
• L’annuncio riesce a spostare la percezione nel cervello delle persone?<br />
• L’annuncio riesce effettivamente a portare più vendite?</p>
<p>Il tasso di conversioni online è basato principalmente sul primo  punto: l’annuncio sta colpendo le persone giuste? Il prodotto OCR che  Nielsen ha sviluppato permette realmente di capire chi stai colpendo?  Qual’è il sesso e l’età delle persone con gusti simili? Con quale  frequenza li stai colpendo?</p>
<p>Nello stesso modo in cui si riesce a capire l’audience televisiva di  American Idol a livello di sesso ed età, allo stesso modo ci viene  offerta una metrica identica dal punto di vista del <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Reach_%28advertising%29">reach</a></em> del sito.</p>
<p><strong>Concludendo</strong></p>
<p>Dopo anni in cui le parole <em>CTR</em> e <em>CPC</em> han dominato in lungo e in largo la pubblicità online, ecco che 2 grossi nomi – Facebook, <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/10/display-advertising-google.html">ma anche Google</a> – fanno un passo indietro e tornano a simpatizzare per la <em>display advertising</em>.</p>
<p>Se da un lato sarà un bene per gli editori, dall’altro temo che da un  “eccesso” di misurabilità si rischi ora di passare a metriche troppo  “spannometrico/televisive”, lontane dalle logiche a cui la pubblicità su  Internet ci aveva abituato.</p>
<p>fonte</p>
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		<title>IAB, tutti a pubblicizzare online</title>
		<link>http://www.aigol.it/iab-tutti-a-pubblicizzare-online/201110041677/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 06:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Internet Advertising Bureau (IAB) ha rilasciato il suo rapporto sulla pubblicità online negli Stati Uniti relativamente alla prima metà del 2011: un periodo assolutamente positivo.

Secondo quanto afferma nella statistica, infatti, gli introiti legati all'advertising sono cresciuti del 23,2 per cento, arrivando a registrare la cifra record di 14,9 miliardi di dollari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/PUBBLICITA.jpg"><img class="size-medium wp-image-1678 alignleft" title="PUBBLICITA'" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/PUBBLICITA-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>15 miliardi di dollari spesi in advertising su Internet negli Stati Uniti, solo nella prima metà del 2011<span id="more-1677"></span></p>
<p>L&#8217;<em>Internet Advertising Bureau</em> (IAB) ha rilasciato il <a rel="nofollow" href="http://techcrunch.com/2011/09/28/iab-internet-advertising-reaches-a-record-15b-in-first-half-of-2011-up-23-percent/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Techcrunch+%28TechCrunch%29" target="_blank">suo rapporto</a> sulla <strong>pubblicità online negli Stati Uniti relativamente alla prima metà del 2011</strong>: un periodo assolutamente positivo.</p>
<p>Secondo quanto afferma nella <a rel="nofollow" href="http://www.businesswire.com/news/home/20110928006009/en/Internet-Ad-Revenues-15-Billion-First-Half-2011" target="_blank">statistica</a>, infatti, gli introiti legati all&#8217;advertising sono <strong>cresciuti del 23,2 per cento</strong>, arrivando a registrare la cifra record di 14,9 miliardi di dollari.</p>
<p>Il  settore dell&#8217;advertising online è in costante ripresa dalla crisi che  tra il 2008 e il 2009 ha quasi paralizzato l&#8217;economia mondiale: rispetto  alla prima metà del 2010 (che ha visto una spesa pari a 12,1 miliardi  di dollari) è raddoppiato, e rispetto al 2009 è cresciuto di un altro  11,3 per cento.<br />
L&#8217;editoria, in particolare, aveva subito le  conseguenze dell&#8217;inaridimento delle entrate pubblicitarie, tanto che sta  cercando in questi anni vie di remunerazione alternative come i <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=paywall&amp;t=4" target="_blank">paywall</a> e le <a href="http://punto-informatico.it/3240721/PI/News/new-york-times-esperimento-beta620.aspx" target="_blank">app a pagamento</a>.</p>
<p>Nello  specifico, la spesa per pubblicità è indirizzata per il 49 per cento  alla categoria della ricerca online e per il 37 per cento al <em>display advertising</em>. Tra le forme adottate cresce del 42 l&#8217;impiego di video.</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/3287703/PI/News/iab-tutti-pubblicizzare-online.aspx">fonte<br />
</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Formazione &#8211; Prima edizione del corso in giornalismo economico-sportivo (Sporteconomy-Calciomercato.it)</title>
		<link>http://www.aigol.it/formazione-prima-edizione-del-corso-in-giornalismo-economico-sportivo-sporteconomy-calciomercato-itsharebookmark/201110031674/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calciomercato.it]]></category>
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		<category><![CDATA[Sailbiz.it e Istituto di ricerca Sporteconomy]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima edizione del Corso in Giornalismo Economico-sportivo. Lo promuovono congiuntamente l'agenzia Sporteconomy.it e Calciomercato.it. L'evoluzione dell'informazione del giornalismo sportivo ha portato queste due strutture, leader nei rispettivi segmenti, a ideare e progettare una nuova iniziativa in ambito formativo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/sporteconomy_calciomercato.jpg"><img class="size-full wp-image-1675 alignleft" title="sporteconomy_calciomercato" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/sporteconomy_calciomercato.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Prima edizione del Corso in  Giornalismo Economico-sportivo. Lo promuovono congiuntamente l&#8217;agenzia  Sporteconomy.it e Calciomercato.it. L&#8217;evoluzione dell&#8217;informazione del  giornalismo sportivo ha portato queste due strutture, leader nei  rispettivi segmenti, a ideare e progettare una nuova iniziativa in  ambito formativo.</p>
<p><strong>I edizione ’CORSO DI GIORNALISMO ECONOMICO-SPORTIVO’</strong></p>
<p><strong>Ideato e organizzato dall’agenzia giornalistica Sporteconomy.it e dal portale Calciomercato.it</strong></p>
<p><strong>Media partner: Sporteconomy.it, Sporteconomy.tv, Calciomercato.it, SerieBnews.com, Notiziariosportivo.com, Direttanews.it, Calciomercatoweb.it, Interlive.it, Milanlive.it, Viagginews.com, Sailbiz.it e Istituto di ricerca Sporteconomy</strong><span id="more-1674"></span></p>
<p>CHI SIAMO:</p>
<p><strong>SPORTECONOMY.IT</strong></p>
<p>Sporteconomy.it è un’agenzia stampa market leader nell’informazione giornalistica economico-sportiva. E’ la più importante struttura italiana specializzata in tematiche di economia e politica dello sport (mercato Italia e internazionale), dal calcio agli sport minori, passando per i grandi eventi sportivi (Olimpiade estiva e invernale, Europeo e Mondiale di calcio, Mondiale di rugby, America’s cup di vela, Formula Uno e Motomondiale).</p>
<p>Sporteconomy è un gruppo editoriale che riunisce al suo interno l’agenzia stampa (forte di una ’library’ di 40 mila articoli e dati), la web-tv (Sporteconomy.tv) e l’istituto di ricerca Sporteconomy (invitato da Lega calcio alla recente gara per la quantificazione dei bacini di utenza delle squadre di calcio di serie A).</p>
<p><strong>CALCIOMERCATO.IT</strong></p>
<p>Calciomercato.it è il prodotto di punta di Nextmediaweb, un&#8217;editrice new media specializzata nella creazione di testate calcistico-sportive, ma non solo.</p>
<p>La testata giornalistica, leader nel web per la tempestività delle sue notizie e l&#8217;attendibilità delle anticipazioni, è oggi riconosciuta come una delle realtà più importanti in Italia dedicate al mondo del calcio, e risulta posizionata ai primissimi posti su tutti i motori di ricerca. Col tempo è divenuta strumento indispensabile, consultata quotidianamente da addetti ai lavori quali agenzie di stampa, giornalisti, dirigenti sportivi, operatori di mercato e ma anche semplici appassionati. Calciomercato.it è infatti uno dei siti sportivi più conosciuti e affermati in Italia e all’estero primeggiando in termini di accessi.</p>
<p><strong>Scenario</strong></p>
<p>Il mercato dello sport-business è in continua crescita e impatta inevitabilmente anche sul settore dell’informazione giornalistica. E’ sempre più forte l’esigenza di un’informazione essenziale e tecnica nel settore dello sport-business. In questo mercato, ancora privo, per esempio, di una cattedra accademica ad hoc e/o di una specializzazione giornalistica sul tema in esame, diventa centrale la formazione di un “capitale umano” qualificato e in grado di soddisfare le esigenze degli attuali contesti economico-sportivi. L’agenzia Sporteconomy (market-leader in Italia e in Europa nell’informazione economica e politica applicata allo sport) ha acquisito, negli anni, un adeguato patrimonio di know-how, testimoniato dalle numerose iniziative e partnership editoriali/sportive (media partner del Mondiale di nuoto e di baseball 2009).</p>
<p>Le nuove tecnologie e mezzi di informazione hanno cambiato il modo di lavorare del giornalista: una figura sempre più multimediale ed esperta delle ultime innovazioni. Nell’era della convergenza è diventato quindi fondamentale conoscere i diversi linguaggi comunicativi, muoversi con consapevolezza nel mondo di Internet e saper utilizzare i vari strumenti, da una telecamera a un Blackberry.</p>
<p>La crescita di Calciomercato.it in termini di accessi e visibilità nel panorama internazionale è concisa infatti negli anni con lo sviluppo delle nuove applicazioni digitali che hanno permesso anche alla nostra testata di fornire un servizio sempre più completo. Il corso mirerà quindi a trasmettere delle competenze specifiche per tutti quelli che desiderano operare, con gli adeguati strumenti di lavoro, nel mondo dell&#8217;informazione sportiva ’tradizionale’ e online.</p>
<p><strong>Destinatari</strong></p>
<p>Il corso è destinato a tutti coloro che vogliano specializzarsi nel settore giornalistico dello sport-business ed in particolare a:1 &#8211; studenti universitari; 2 &#8211; laureati in scienze politiche, economia e commercio, lettere; 3 &#8211; laureati in Scienze Motorie e diplomati IULM; 4 &#8211; giornalisti pubblicisti/praticanti. L&#8217;ammissione al corso è subordinata a una positiva valutazione del curriculum vitae. Si richiede, inoltre, un livello base di conoscenza informatica e della lingua inglese.</p>
<p>Contenuti &#8211; Nel corso delle ore di lezione si tratteranno i seguenti argomenti:</p>
<p><strong>SCENARIO ECONOMICO-SPORTIVO:</strong></p>
<p>1 &#8211; Elementi base di giornalismo e glossario di economia sportiva. 2  &#8211; Il mercato dello sport-business (italiano ed internazionale). 3  &#8211; L&#8217;industria del calcio (opportunità e potenzialità inespresse). 4  &#8211; Il mercato delle sponsorizzazioni (dal calcio agli sport minori).  5 -  Il mercato dei diritti audiovisivi 6 &#8211; Le fan base dei sistema calcio e il metodo di ripartizione degli introiti calcistici (case history italiane e straniere)7 - Lo sport-business nel mercato editoriale (esperienze a confronto in Italia e nel Mondo). 8  &#8211; La frontiera delle nuove tecnologie e l&#8217;impatto sul mondo dello sport. 9 &#8211; Economia ed internet (il caso Sporteconomy) 10  &#8211; L&#8217;ufficio stampa di taglio economico nelle società sportive.</p>
<p><strong>SCENARIO SPORTIVO</strong></p>
<p>1 &#8211; Teorie e tecniche del giornalismo sportivo. 2- La carta stampata e lettura dei quotidiani 3 &#8211; Le agenzia stampa. 4 &#8211; Il giornalista multimediale. 5 &#8211; Radio, Tv, radiocronache e telecronache: l&#8217;evoluzione del linguaggio dei vari media. 6 &#8211; Non solo calcio: il giornalismo negli altri sport. 7 &#8211; Calciomercato e stampa (Il caso Calciomercato.it). 8 &#8211; Professione giornalistica: vecchie e nuove fonti a confronto (dall&#8217;agenda cartacea ai social network). 9- La stampa estera: il successo dei tabloid stranieri. 10- Rapporto fra la stampa e istituzioni (Coni e Figc). La funzione dell’Ussi.</p>
<p><strong>I MODULO: (CALCIOMERCATO.IT):</strong> Teorie e tecniche del giornalismo sportivo.La carta stampata e lettura dei quotidiani.La redazione di un articolo (la regola delle 5 W). L’intervista esercitazione di gruppo. Le agenzia stampa. Come si scrive un take e flash di agenzia esercitazione di gruppo/role playing</p>
<p><strong>II MODULO (SPORTECONOMY.IT):</strong> Economia ed internet (il caso Sporteconomy) Elementi base di giornalismo e glossario di economia sportiva.  &#8211; Il mercato dello sport-business (italiano ed internazionale), scenari presenti e futuri.</p>
<p><strong>III MODULO (CALCIOMERCATO.IT):</strong> L&#8217;evoluzione del giornalismo sportivo: Internet e web-journalism-Citizen journalism;Il fenomeno dei blog esercitazione/role playing.Il giornalista multimediale; Convergenza multimediale (internet+carta stampata): si va verso un&#8217;unica redazione (il caso di Repubblica e Repubblica.it);<br />
-’Nuova’ professione, stessi ricchi: l&#8217;informazione online viene equiparata dalle legge sulla stampa<br />
esercitazione/role playing.</p>
<p><strong>IV MODULO (SPORTECONOMY.IT): </strong>L&#8217;industria del calcio (opportunità e potenzialità inespresse).  &#8211; Il mercato delle sponsorizzazioni (dal calcio agli sport minori).</p>
<p><strong>V MODULO: (CALCIOMERCATO.IT):</strong> Radio, Tv, radiocronache e telecronache: l&#8217;evoluzione del linguaggio dei vari media esercitazione/role playing Radiocronache e telecronache<br />
Radio e Tv tra pubblico e privato: diversi stili a confronto.-Webtv e Webradio esercitazione.</p>
<p><strong>VI MODULO: (SPORTECONOMY.IT): </strong>Il mercato dei diritti audiovisivi. Le ’fan base’ dei sistema calcio e il metodo di ripartizione degli introiti calcistici (case history italiane e straniere)</p>
<p><strong>VII MODULO (CALCIOMERCATO.IT): </strong>Non solo calcio: il giornalismo negli altri sport. Il fenomeno del Rugby esercitazione/role playing. Calciomercato e stampa (Il caso Calciomercato.it) esercitazione.</p>
<p><strong>VIII MODULO (SPORTECONOMY.IT):</strong> Lo sport-business nel mercato editoriale (esperienze a confronto in Italia e nel Mondo). &#8211; La frontiera delle nuove tecnologie e l&#8217;impatto sul mondo dello sport. esercitazione/role playing</p>
<p><strong>IX MODULO (CALCIOMERCATO.IT): </strong>Professione giornalistica: vecchie e nuove fonti a confronto (dall&#8217;agenda cartacea ai social network) &#8211; La stampa estera: il successo dei tabloid stranieri. I casi ’Das Bild’ e ’The Sun’ esercitazione.Rapporto fra la stampa e istituzioni (Coni e Figc). La funzione dell&#8217;Ussi.</p>
<p><strong>X MODULO (SPORTECONOMY.IT):</strong> L’ufficio stampa di taglio economico nelle società sportive Elementi base per la ideazione e realizzazione di un comunicato stampa ’Le media relations’ esercitazione di gruppo/role playing</p>
<p><strong>Durata e sede del corso</strong></p>
<p>Il corso si svilupperà per un ciclo di 10 giornate (suddivise in 5 giornate consecutive per mese) per un totale di 80 ore di frequenza in aula. Le lezioni si terranno dal 7 all’11 novembre e dal 28 novembre al 2 dicembre, dalle ore 9:00 alle ore 18:00.</p>
<p>La sede del corso sarà <strong>ROMA</strong> presso un centro congressi specializzato in progetti formativi</p>
<p>Al termine del corso, i migliori due partecipanti potranno effettuare un  project work di minimo tre mesi (a distanza), in collaborazione con la  redazione di Sporteconomy.it (agenzia di stampa telematica specializzata in tematiche di economia e politica  dello sport) e di Calciomercato.it (portale giornalistico leader nel settore  dell’informazione sportiva) e/o con le testate ’media partner’ del corso.</p>
<p>Costo: <strong>La partecipazione al “Corso di specializzazione in giornalismo economico-sportivo” avrà un costo di 1.150 euro (+ Iva &#8211; solo per i possessori di partita). Ad ogni studente sarà consegnato materiale didattico integrativo alle lezioni in aula e un attestato di frequenza a fine corso.</strong></p>
<p><strong>Docenti &#8211; Le lezioni saranno tenute da:</strong></p>
<p><strong>Marcel Vulpis</strong> (Direttore Responsabile di Sporteconomy.it, responsabile della rubrica Marketing Sport del quotidiano economico “Italia Oggi” e  di ’Sport&amp;Comunicazione’ del mensile Business People, direttore del periodico ’FUTBOL’; opinionista sui temi dello sport-business per i canali SkySport24 e SkyTG24 e Rainews24)</p>
<p><strong>Eleonora Trotta</strong> (direttore della testata giornalistica Calciomercato.it opinionista radiofonica e tv) con la collaborazione dei responsabili di redazione di Calciomercato.it.</p>
<p><strong>Raniero Altavilla</strong> (responsabile SerieBnews.com-commentatore tv per ’SkySport’)</p>
<p><strong>Alberto Morici</strong> (direttore della testata Sailbiz.it)</p>
<p>Ammissione:<strong> il curriculum vitae e la domanda di ammissione dovranno essere inviate all&#8217;indirizzo di posta elettronica a <a href="mailto:info@sporteconomy.it" target="_blank">info@sporteconomy.it</a> entro e non oltre il 28 ottobre 2011</strong></p>
<p>Titolo: A conclusione del corso agli iscritti, che abbiano seguito regolarmente le attività didattiche (almeno il 70% di frequenza in aula), verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione al &#8220;Corso di specializzazione in giornalismo economico-sportivo&#8221; e la possibilità di partecipare a un project work (a distanza).</p>
<p><strong>Direttore e responsabili del corso: Marcel Vulpis/Eleonora Trotta</strong></p>
<p>Coordinatore:<strong> Francesco Venturoni</strong></p>
<p><strong>Per informazioni: redazione Sporteconomy tel. 393.3330928 e-mail: <a href="mailto:info@sporteconomy.it" target="_blank">info@sporteconomy.it</a></strong></p>
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		<title>Twitter NON è un social network</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non siamo un social network, siamo un information network”.

Questa è la frase che Michael Abbott, VP Engineering di Twitter, ha pronunciato nei giorni scorsi al Mobilize 2011. La dichiarazione non è una novità assoluta, visto che lo scorso anno, proprio in questo periodo, Kevin Thau (VP of Business and Corporate Development di Twitter), disse più o meno la stessa cosa: “Twitter is for news. Twitter is for content. Twitter is for information”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/twitter-no-social.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1673" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="twitter-no-social" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/twitter-no-social-300x131.jpg" alt="" width="300" height="131" /></a>Non siamo un social network, siamo un information network”.</em></p>
<p>Questa è la frase che Michael Abbott, VP Engineering di Twitter, ha  pronunciato nei giorni scorsi al Mobilize 2011. La dichiarazione non è  una novità assoluta, visto che lo scorso anno, proprio in questo  periodo, Kevin Thau (VP of Business and Corporate Development di  Twitter), disse più o meno la stessa cosa: <em>“Twitter is for news. Twitter is for content. Twitter is for information”.</em><span id="more-1672"></span></p>
<p>Twitter sta cambiando la natura stesse delle notizie. Ci sono  giornalisti che pubblicano link o addirittura notizie intere su Twitter.  E utenti in grado di fare meglio dei giornalisti, lanciando <em>breaking news</em> direttamente da Twitter: <em>Il  ragazzo che ha visto atterrare l’aereo sul fiume Hudson, di fronte ai  suoi occhi, non ha pensato ad inviare una email. L’ha twittato”</em>, ci ricorda Kevin Thau.</p>
<p>Inoltre ci sono oggi milioni di utenti (in tutto 160 al mese, <a href="http://www.google.com/adplanner/static/top1000/">secondo DoubleClick Ad Planner</a>) che accedono a Twitter non per scrivere, ma solo per leggere ciò che viene pubblicato da altri.</p>
<p>Probabilmente la scelta di passare da “social” a “information” risale  addirittura al Novembre 2009, quando la domanda posta a fianco dello  status update degli utenti è passata da “Cosa stai facendo?” a “Che c’è  di nuovo?”</p>
<p>Twitter ha fatto questa mossa per smarcarsi da Facebook, perché ha  capito che non avrebbe mai potuto competere sul terreno del social a  tutto tondo. E quindi ha spostato l’attenzione sulla “rete di  informazioni”. Questa strategia sembra aver funzionato, almeno fino ad  ora, e a permesso a Twitter di costruire un enorme mappa degli interessi  degli utenti, definita come “la somma delle dichiarazioni degli  interessi delle persone”.</p>
<p>Il problema è che ora sia Facebook che Google+ sembrano avere come target l’<em>“information network”</em>.</p>
<p>Facebook, oltre al “Like”, si sta orientando verso il “Read”, il “Watch” e il “Listen”. Si parla addirittura di <a href="http://techcrunch.com/2011/09/19/facebooks-new-buttons/">bottoni dedicati</a> alle 3 azioni. Se l’utente permette ad applicazioni come Spotify  (musica), Washington Post (news) e Netflix (video) di condividere i dati  dentro il News Feed, ecco che consentirà a Facebook di mappare molto  meglio tutti i suoi interessi, e quelli dei suoi amici.</p>
<p>Se una volta leggevi, ascoltavi, o guardavi una cosa su Facebook, ti  capitava poi di condividerla su Twitter. Ora, grazie anche alle nuove  feature, potresti tendere a mantenere la condivisione dei contenuti solo  all’interno di Facebook.</p>
<p>Google+, nel frattempo, viene sempre più utilizzato come un <em>“interest network”</em>: secondo Robert Scoble, Google+ si orienterà verso la condivisione di interessi comuni, mentre Facebook sarà il <em>“social graph”</em> delle interazioni.</p>
<p>E Twitter, nonostante sostenga di avere ad oggi 100 milioni di utenti  attivi, si vede stretto fra i 2 colossi, che cercano di invadere sempre  più il suo territorio.</p>
<p>Riuscirà a continuare a crescere? e per quanto rimarrà il leader degli <em>“information network”</em>?</p>
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		<title>La trasparenza dei dati, un obbiettivo vincente</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[listair Croll, co-fondatore di Year One Labs, società specializzata nel lancio di startup, ed analista di Bitcurrent, focalizza l’attenzione sulla qualità del dato (True Data) piuttosto che sulla quantità (Big Data).  In un intervento su PaidCOntent.org Croll evidenzia le difficoltà nel maneggiare i dati e la necessità di fruire di dati effettivamente reali, e non inquinati (per malizia, per omissione o per caso) alla fonte. Ecco il suo articolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Dati1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1671" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Businessmen with graphs on screen" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Dati1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Alistair Croll, co-fondatore di</em><em> <a href="http://www.yearonelabs.com/">Year One Labs</a>, società specializzata nel lancio di startup, ed analista di </em><em> <a href="http://www.bitcurrent.com/">Bitcurrent</a>, focalizza l’attenzione sulla qualità del dato (True Data) piuttosto che sulla quantità (Big Data).  In un intervento su <a href="http://paidcontent.org/article/419-cooking-the-data-is-the-new-cooking-the-books/">PaidCOntent.org</a> Croll evidenzia le difficoltà nel maneggiare i dati e la necessità di  fruire di dati effettivamente reali, e non inquinati (per malizia, per  omissione o per caso) alla fonte. Ecco il suo articolo.</em><span id="more-1670"></span></p>
<p><em></em>Durante la recente Strata  Conference di New York si è fatto un gran parlare della trasparenza dei  dati. Poiché oggi grandi quantitò di dati facilmente disponibili e  rapidamente analizzabili stanno trasformando le professioni, quegli  stessi dati potrebbero modificare il modo in cui regoliamo e governiamo  il mondo.</p>
<p>La trasparenza dei dati è una promessa vincente. Teoricamente,  dovrebbe sradicare la corruzione e livellare il campo da gioco.  Piuttosto che regolamentare ciò che fa una società, potremmo  regolamentare cosa dovrebbe condividere con il mondo – e poi lasciare  che il mondo si confronti con le conseguenze, attraverso il  boicottaggio, l’attivismo o la class-action. Si tratta di qualcosa che  Michael Nelson del Leading Edge Forum ha descritto come una forma di  libertarismo digitale: un patto di trasparenza tra il mondo degli affari  ed i consumatori, o tra governi e cittadini. Nelson la chiama  divulgazione reciprocamente assicurata (“Mutually Assured Disclosure”).</p>
<p>Pensare che corruzione e inganni possano  appassire alla cruda luce dei dati è certamente incoraggiante. Con le  informazioni finalmente disponibili, le parti interessate non dovrebbero  avere difficoltà nel verificare i numeri – utilizzando servizi di <em>cloud</em> e visualizzazioni intuitive – e nell’individuare i truffatori.</p>
<h3>Ma i dati dicono la verità?</h3>
<p>Il primo problema in cui si imbattono i sostenitori dell’Open data è  quello di ottenere informazioni attendibili. Guardiamo alla Grecia: 324  ateniesi al momento di pagare le tasse hanno dichiarato di avere una  piscina. Quando il governo è ricorso a Google Maps nel tentativo di  contarle effettivamente, ne ha scoperte 16.974 – nonostante i  camuffamenti sotto improbabili teli verdi. Ebbene, anche se gli  attivisti hanno a disposizione dei dati per attuare il cambiamento, quei  dati potrebbero essere sbagliati.</p>
<p>Un modo per ovviare a ciò è quello di procurarsi i dati da sé. Le  barriere alla raccolta dati si sono sgretolate con l’avvento dei social  network, l’ubiquità informatica ed altre innovazioni. Così come i  funzionari del fisco greco possono utilizzare Google Earth per tracciare  un quadro dell’evasione, allo stesso modo organizzazioni come <a href="http://asthmapolis.com/">Asthmapolis</a> (che si occupa di ricerca sull’asma) possono raccogliere i dati  attraverso il crowdsourcing – in questo caso, dotando di GPS gli  inalatori – ed utilizzare le informazioni ottenute al fine di plasmare  le politiche pubbliche in materia.</p>
<h3>Come stabilire quando i dati sono sbagliati?</h3>
<p>Una volta ottenuti i dati, è necessario analizzarli correttamente. E non si tratta di una cosa semplice come potrebbe sembrare.</p>
<p>Se il lavoro del programmatore non è efficace, il prodotto finito è  lento, incompatibile, inutilizzabile. D’altro canto, se uno scienziato  dei dati produce i risultati sbagliati, accorgersene potrebbe non essere  una cosa banale. Individuare una frode o un errore in un data set può  essere complicato. Nel corso della Strata Conference, Monica Rogati di  LinkedIn ha evidenziato una serie di errori comunemente commessi dagli  analisti al momento di interpretare e riportare le proprie ricerche;  poiché sempre più persone hanno iniziato a lavorare con i numeri, sono  sempre di più coloro che commettono errori. Le statistiche sono spesso  contro intuitive (un esempio? Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall">problema di Monty Hall</a>).</p>
<p>È possibile individuare un data set sbagliato, vuoi per malizia, per  omissione o per caso? In alcune circostanze si. Plasmare i data set  spesso comporta problemi con i dati, e chi si occupa di statistica  conosce alcuni trucchi per porvi rimedio. La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Benford">Legge di Benford</a>,  ad esempio, sostiene che “in natura” è più probabile che la cifra 1 si  presenti con maggior frequenza, poi la cifra 2 e così via fino a 9.  Applicando questa Legge a determinati data set si scoprirà quanto è  probabile che i contenuti siano falsi.</p>
<h3>Agiremo di conseguenza?</h3>
<p>L’Open data è inutile se non porta all’azione. Molti sostenitori  della trasparenza credono che il cambiamento derivi logicamente dalle  prove. Le attuali politiche pubbliche governative suggeriscono uno  scenario diverso. In merito a questioni critiche di natura globale quali  il clima e l’evoluzione, a dispetto di dati schiaccianti e revisionati,  siamo ancora bloccati a domandarci se insegnare il creazionismo o se i  mutamenti climatici siano reali. Non ci piacciono i numeri fornitici?  Basta etichettarli come corrotti, e minacciare di ritirare i fondi. Se  l’infografica è il nuovo discorso elettorale, mettere in dubbio i dati  ne è la naturale confutazione.</p>
<p>La semplice trasparenza non porta al cambiamento. Senza un efficace  sistema di controlli e verifiche, e senza vere sanzioni, l’abbaglio  della cruda luce dei dati non servirà a nulla. Questa condizione fa  degli avvocati specializzati in <em>class action</em> e degli <em>hacktivisti</em> improbabili alleati: azioni legali, campagne sui social media e  boicottaggi spesso rappresentano l’unico modo per indurre il cambiamento  in settori altrimenti non regolamentati.</p>
<p>La trasparenza dei dati è una corsa alle armi. Nel mondo della  divulgazione, alterare i dati è come alterare i bilanci. Quanti degli  attuali scienziati dei dati diventeranno i periti contabili di domani,  impegnati in una guerra alla frode e all’ignoranza? L’Open data e la  trasparenza non sono abbastanza: abbiamo bisogno di <em>True Data</em> (dati reali) e non di <em>Big Data</em> – così come di legislatori intenzionati ad agire conseguenza.</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/2011/10/01/la-trasparenza-dei-dati-un-obbiettivo-vincente/">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Reputazione web ricerche PhiNet e Istituto Piepoli: Social Media, 6 utenti su 10 producono contenuti</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.aigol.it/?p=1668</guid>
		<description><![CDATA[Corecom Lombardia, PhiNet e Istituto Piepoli. Convegno dedicato alla web reputation. I risultati delle ricerche e i commenti dei relatori. Alcuni dei dati presentati a titolo di premessa parlano chiaro circa il peso rivestito dai social network per quanto concerne la questione della credibilità delle informazioni: il 75% del popolo dei social media dichiara di credere maggiormente agli altri utenti della rete che non a Tg e giornali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Corecom-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1669" title="invito_Guttemberg_facebook.indd" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/Corecom-1.jpg" alt="" width="268" height="276" /></a>Corecom Lombardia, PhiNet e Istituto Piepoli. Convegno dedicato alla web reputation. I risultati delle ricerche e i commenti dei relatori. Alcuni dei dati presentati a titolo di premessa parlano chiaro circa il peso rivestito dai social network per quanto concerne la questione della credibilità delle informazioni: il 75% del popolo dei social media dichiara di credere maggiormente agli altri utenti della rete che non a Tg e giornali. Il 65% degli utenti social media dichiara di aver prodotto contenuti di tipo informativo e/o commenti rispetto all’attualità, alla politica, all’economia, e si ritiene pertanto una potenziale “fonte”. Di fronte a questo panorama «il web è fondamentale per chi fa politica e amministrazione, ma è necessario prevedere un sistema di regole per tutelare l’utente e la stessa rete. Il vizio di internet &#8230;</p>
<p><a href="http://einformazione.it/reputazione-web-ricerche-phinet-e-istituto-piepoli-social-media-6-utenti-su-10-producono-contenuti-120036">fonte<br />
</a></p>
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		<title>La mia vita da blogger nei giorni di Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
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		<description><![CDATA[I blog, nonostante la concorrenza dei social network, sono in aumento. Nel mondo, secondo gli ultimi dati di BlogPulse, ne esistono 172 milioni. E crescono al ritmo di decine di migliaia al giorno. A idearli e prenderne cura sono i blogger. I cybernauti che, dopo avere aperto un loro sito, lo gestiscono con aggiornamenti quotidiani. Il termine blog deriva dalla contrazione di web-log. Cioè un diario online, da condividere con gli altri abitanti del pianeta Internet attraverso scritti (post). Nel 2010 i blogger del Bel Paese, secondo Liquida, erano 1,7 milioni. «]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/blog.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1667" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="blog" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/blog-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Le tecnologie raccontate Le tecnologie raccontate Le storie In Italia i creatori di diari online sono 1,7 milioni. Ne abbiamo scelti quattro<br />
I blog, nonostante la concorrenza dei social network, sono in aumento. Nel mondo, secondo gli ultimi dati di BlogPulse, ne esistono 172 milioni. E crescono al ritmo di decine di migliaia al giorno. A idearli e prenderne cura sono i blogger. I cybernauti che, dopo avere aperto un loro sito, lo gestiscono con aggiornamenti quotidiani. Il termine blog deriva dalla contrazione di web-log. Cioè un diario online, da condividere con gli altri abitanti del pianeta Internet attraverso scritti (post). <span id="more-1666"></span>Nel 2010 i blogger del Bel Paese, secondo Liquida, erano 1,7 milioni. «Per avere successo occorre che i blog siano aggregati ai grandi portali di comunicazione &#8211; spiega Roberto Casaleggio, esperto in strategie di rete &#8211; acquisendo un&#8217; identità digitale che investe i social network». Così i blogger, per sopravvivere, devono avere una presenza su Facebook e Twitter. Postare filmati su YouTube e foto su Flickr. Ma un blog fa anche guadagnare in modo ragionevole, trasformandosi in lavoro? Le quattro storie che abbiamo scelto, diverse tra loro ma con punti in comune, mettono in luce cos&#8217; è «una vita da blogger». Testi di Umberto Torelli corriere@UmbertoTorelli.com * * * Le tecnologie raccontate Vincos «Dai post nessun incasso ma visibilità e lettori» «Bloggare nasce dall&#8217; esigenza di mettere ordine tra i miei pensieri». L&#8217; interesse di Vincenzo Cosenza, 37 anni lucano di origine e romano di adozione, riguarda l&#8217; impatto delle tecnologie di rete sulla società. Per lui la blogosfera non ha segreti. Tant&#8217; è che tiene un&#8217; analisi aggiornata con numeri e curiosità. Le prime sperimentazioni partono nel 1995 quando crea alcune pagine web su GeoCities. «Non pensavo che le mie opinioni interessassero qualcuno, così sono rimasto in attesa a osservare il fenomeno». Nel 2007 acquista il dominio vincos.it. «Il valore di un blog va cercato nei commenti. Perché l&#8217; aspetto più sorprendente di un blogger riguarda l&#8217; interazione con i lettori. Sono loro ad arricchire i post». Adesso la media giornaliera dei visitatori di Vincos si attesta attorno al migliaio. Il blog non produce incassi. Ma gli torna utile per integrare la sua attività di responsabile della sede romana di Digital PR del gruppo Hill &amp; Knowlton. «Il blog mi fornisce visibilità, anche internazionale, come analista di social media e professionista della comunicazione». RIPRODUZIONE RISERVATA * * * Le tecnologie raccontate Catepol «Un sito da premio Oscar che mi ha cambiato nome» Da quando è una blogger famosa le capita una cosa buffa: la chiamano Catepol. Come il suo blog. «Incredibile che lo faccia anche mia madre». Lei è Caterina Policaro, 35 anni, calabro lucana trasferita a Potenza per amore. Una laurea in lingue, un master in progettazione e formazione in Rete, esperta di e-learning e tecnologie informatiche. Insegnante. Il blog Catepol 3.0 ha una media di mille visitatori al giorno. «Sono partita nel 2002 con la voglia di condividere quello che so, per essere utile agli altri così come altri sul web sono utili a me». Come molti blogger usa gli AdSense di Google sulle sue pagine. «Mi rendono il costo di gestione del dominio e ogni tanto offro una pizza agli amici. Potrei guadagnare di più, ma non voglio creare contenuti per introiti pubblicitari». Per lei il valore aggiunto è il ritorno d&#8217; immagine. Non nega che la sua presenza a convegni e manifestazioni arriva dalla fama di blogger. «Perché qualcuno dal sito vede e legge ciò di cui mi occupo». È stata la prima italiana a ricevere nel 2009 l&#8217; Euro Blog Award di Bilbao. È l&#8217; Oscar dei blog. RIPRODUZIONE RISERVATA * * * Le tecnologie raccontate MasterNewMedia «Dieci milioni di clic e la pubblicità di Google» Successo e business. Questo significa MasterNewMedia per Robin Good, romano 53enne. Lo scorso anno il suo blog ha visto transitare 10 milioni di visitatori unici. Da tutto il mondo. Dal 2005 a oggi gli ha fatto incassare quasi un milione di euro dalla pubblicità di Google. E tolte tasse, spese di gestione e costo dei collaboratori, rimane un bel gruzzolo. «Ho cominciato in sordina nel 1998, frustrato e insoddisfatto dal sistema lavoro del Bel Paese, inviando una newsletter ai miei clienti». Così Robin mette in piedi MasterNewMedia, un web magazine in quattro lingue. Adesso conta 50 mila abbonati fissi. Oltre al blog leggono news e informazioni distribuite quotidianamente su Facebook, Twitter, Linkedin e YouTube. Ma il web ha cambiato anche il suo stile di vita. In casa niente tivù, né giornali. Via telefono e fax dall&#8217; ufficio. «Non uso il cellulare come mezzo principale di comunicazione, perché non mi piace essere interrotto mentre scrivo». Pe raggiungerlo basta una email. Purché concisa. Per parlargli in viva voce controllate se appare su Skype. RIPRODUZIONE RISERVATA * * * Le tecnologie raccontate Minimarketing «Seimila fan su Twitter e la libertà del web» Gli piace scrivere di un settore serio come il marketing, ma con un tocco di ironia. Ed è convinto che sia questo modo di postare articoli a decretare il successo di Minimarketing. Gianluca Diegoli, ferrarese di 43 anni, è un bocconiano doc. Lavora nel marketing online da tempi non sospetti. Nel 1996 era dirigente in una grande azienda di telecomunicazioni, ma la voglia di esplorare il web ha avuto il sopravvento. «Ho cominciato a scrivere online di marketing e comunicazione perché vedevo che i media tradizionali erano ingessati». Poco propensi a recepire i cambiamenti. Il blog piace subito. Parla di problemi importanti in modo semplice. Nel tempo l&#8217; idea viene premiata. Adesso il ritorno dei lettori si attesta attorno a 20 mila visite al mese. Con un buon numero di follower (li chiama così) dai social media: 10 mila via feed RSS, 6 mila tra «cinguettii» di Twitter e Facebook. E in questa frenesia di scrittura, quali hobby coltiva Gianluca? «E chi ha tempo? Quando non sono attaccato al computer per aggiornare il sito viaggio in treno».</p>
<p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/01/mia_vita_blogger_nei_giorni_co_9_111001066.shtml">corriere.it<br />
</a></p>
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		<title>Ignoranza dei politici sul DDL Ammazza Blog. 6 casi emblematici non presi in considerazione.</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 07:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[DDL ammazza blog]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, dei nostri politici e dei loro consulenti in fatto di Internet e del suo funzionamento risalta dall'analisi della lettura dell'articolo 29 del recente DDL cosiddetto Ammazza Blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/cinque.jpg"></a><img class="alignleft size-full wp-image-1650" title="sei casi emblematici" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/sei.jpg" alt="" width="102" height="103" />L&#8217;ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, della classe politica in fatto di Internet e del suo funzionamento risalta dall&#8217;analisi della lettura dell&#8217;articolo 29 del recente DDL cosiddetto Ammazza Blog.</p>
<p>Di seguito sei semplici casi che evidenziano come le disposizioni contenute nell&#8217;articolo in questione siano totalmente inutili ed inefficienti.<span id="more-1665"></span></p>
<h3><strong>1) La certificazione del richiedente</strong></h3>
<p><strong></strong>Un importante aspetto di cui il DDL non tiene assolutamente conto è la verifica del richiedente la rettifica. Prendiamo il caso dell&#8217;editore o del Blogger che chiameremo per comodità &#8220;BLOGGER&#8221; e dell&#8217;ipotetica parte lesa che chiameremo &#8220;POLITICO&#8221;.<br />
Nel caso BLOGGER dovesse ricevere una richiesta di rettifica da POLITICO, come fa BLOGGER a verificare che chi ha inviato la mail sia veramente POLITICO? E se  fosse un suo antagonista che intende screditarlo politicamente o farlo passare per un reazionario utilizzando una casella di posta elettronica creata ad arte?<br />
Sarebbe stato meglio aggiungere al DDL che la richiesta di rettifica deve essere inviata da una casella di posta certificata che è equiparabile ad una raccomandata.</p>
<h3><strong>2) Impossibilità</strong><strong> di verifica della correttezza della Rettifica</strong></h3>
<p><strong></strong>Ulteriore caso riguarda la verifica delle modalità di pubblicazione della rettifica.<br />
BLOGGER pubblica un articolo nel quale POLITICO si sente offeso. Al momento della pubblicazione il suo articolo viene indicizzato nella rete e ripreso da altri aggregatori di notizie in Italia e nel mondo.<br />
POLITICO richiede via mail la pubblicazione della rettifica.<br />
BLOGGER pubblica la rettifica ma fa in modo che la rettifica non sia ripresa dagli aggregatori di Ricerca.<br />
Il risultato è che la rettifica assume valore decisamente inferiore all&#8217;articolo originale.<br />
Vero è che la rettifica deve essere come dice la legge con <em>le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono</em> ma sfido lo stesso POLITICO  a scoprire che BLOGGER abbia messo in atto quello stratagemma.</p>
<h3><strong>3) Commenti alla rettifica</strong></h3>
<p>Sempre il testo del DDL argomenta che alla rettifica non possono essere aggiunti commenti. Forse il relatore intende commenti di BLOGGER all&#8217;interno del testo della rettifica o prima e dopo la rettifica stessa. Anche in questo caso il DDL è confuso o mancante di precisazioni perché se è vero che BLOGGER deve pubblicare la notizia con &#8220;<em>le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono&#8221;</em> è anche vero che se la notizia originale dava la possibilità ai lettori del sito di inserire commenti anche in questo caso i commenti alla rettifica devono essere permessi.<br />
E possiamo solamente immaginare quale messe di commenti possa attirare una rettifica obbligatoria.</p>
<h3><strong>4) Rettifiche su rettifiche</strong></h3>
<p><strong></strong>Un&#8217;altra ipotesi, non tenuta assolutamente in conto dai legislatori, è che POLITICO nella sua rettifica inserisca un testo che un altro politico che chiameremo POLITICO2 ritiene lesivo dei suoi interessi. BLOGGER è obbligato a pubblicare la rettifica così come gli arriva da POLITICO e sarà obbligato anche a pubblicare la rettifica così come gli arriverà da POLITICO2 innescando un batti e ribatti senza fine nel quale BLOGGER sarà, suo malgrado, semplice esecutore e non editore.</p>
<h3><strong>5) Rettifica su commenti</strong></h3>
<p><strong></strong>Prendiamo invece il caso di un commento di un lettore che POLITICO ritenga lesivo inserito in calce ad un articolo pubblicato del sito di BLOGGER . In caso di mancata rettifica di chi è la responsabilità ed a carico di chi sarà l&#8217;eventuale multa? Di BLOGGER o del lettore che ha inserito il commento lesivo? E su chi si dovrebbe rivalere POLITICO?</p>
<h3><strong>6) Malfunzionamento</strong><strong> del server di posta e spam</strong></h3>
<p><strong></strong>Prendiamo ora il caso che il server di posta di BLOGGER non funzioni come successo ad esempio ad uno dei più grandi provider italiani non più tardi di qualche mese fa. La richiesta non arriverà in tempo utile a BLOGGER non per propria inadempienza ma a causa di terzi ovvero del servizio esterno che utilizza. In questo caso la colpa non è sua ma di terzi.</p>
<p>Altro caso possibile è che il messaggio di richiesta di POLITICO finisca nello spam della casella di posta. Vuoi perchè il provider di posta utilizzi una politica di Antispam aggressiva, vuoi perché POLITICO utilizza la posta elettronica in modo aggressivo ed il suo indirizzo di mail è finito nelle liste in questione.</p>
<h3><strong>In conclusione un DDL inefficiente ed inutile</strong>.</h3>
<p>Esistono già gli organi competenti quali i Tribunali e la Polizia Postale che, sulla base di leggi già esistenti, permettono a chi si senta offeso di difendersi. Il DDL in questione risulta inutile ed inefficiente in quanto non tiene assolutamente conto della realtà della rete e del suo funzionamento.</p>
<p><strong>Fabrizio Giorgio Azzali</strong></p>
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		<title>Sul web la metà degli italiani Il 44% dei giovani cerca news</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 07:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[primaonline]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[E' un'Italia che continua a guardare molto la tv (con l'arrivo del digitale oramai divisa in molti canali) ma dove finalmente il 50% usa internet, che ha il record di telefonini (siamo a 25 milioni) e dove solo il 47% delle persone legge giornali su carta e oltre il 50% ha una linea adsl per il web a casa, il 36% si collega a siti internet d'informazione e il 18% legge i giornali on line. Sono i dati contenuti nel 9° rapporto sulla comunicazione del Censis-Ucsi, "I media personali nell'era digitale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/newsweb.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1664" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="newsweb" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/newsweb.jpg" alt="" width="253" height="175" /></a></p>
<p>I dati dell&#8217;ultimo rapporto Censis (<a href="http://www.primaonline.it/wp-content/plugins/Flutter/files_flutter/1310563083Sintesi_rapcom_2011.pdf" target="_blank"><strong>LEGGI</strong></a>)  sull&#8217;uso dei media nell&#8217;era digitale. Tv e radio sempre in testa ma  internet si avvicina. Soprattutto nella fascia tra i 14 e i 29 anni. Il  18% legge giornali on line, il 65% usa i motori di ricerca. Il boom dei  social network. Cosa si cerca di più? Strade e località<span id="more-1663"></span></p>
<p>E&#8217; un&#8217;Italia che continua a guardare molto la tv (con l&#8217;arrivo del  digitale oramai divisa in molti canali) ma dove finalmente il 50% usa  internet, che ha il record di telefonini (siamo a 25 milioni) e dove  solo il 47% delle persone legge giornali su carta e oltre il 50% ha una  linea adsl per il web a casa, il 36% si collega a siti internet  d&#8217;informazione e il 18% legge i giornali on line. Sono i dati contenuti  nel 9° rapporto sulla comunicazione del Censis-Ucsi, &#8220;I media personali  nell&#8217;era digitale&#8221; (<a href="http://www.primaonline.it/wp-content/plugins/Flutter/files_flutter/1310563083Sintesi_rapcom_2011.pdf" target="_blank"><strong>Leggi la sintesi del rapporto dal sito primaonline</strong></a>).<br />
Detto  che la principale fonte di informazione resta il telegiornale (80%),  ora c&#8217;è un 65% di italiani che usa i motori di ricerca su internet. La  metà circa del Belpaese non ha confidenza con internet e i media  digitali (tv esclusa), percentuale che cresce con il crescere dell&#8217;età  (sopra i 65 anni siamo quasi al 90%).</p>
<p>Il 36,6% degli italiani  usa i siti web d&#8217;informazione (con una punta del 44% tra i giovani) e  come si diceva il 18,2% si informa sulle testate giornalistiche on line.  Sempre tra chi ha tra i 14 e i 29 anni il 40% segue la web tv e una  percentuale simile le tv satellitari.</p>
<p>Secondo il Censis i motivi  della scarsa propensione alla tecnologia delgi italiani, almeno  rispetto al resto d&#8217;Europa, è legata tra l&#8217;altro ai prezzi ancora troppo  alti delle connessioni, alla limitata diffusione della banda larga,  alla pubblica amministrazione ancora poco digitalizzata.</p>
<p>Ma nella  ricerca ci sono molti altri dati: dal giudizio che la gente dà ai  giornalisti (poco indipendenti e affidabili, troppo spregiudicati ma  abbastanza informati), a quello dei media più affidabili: internet e la  radio in testa, ultima la tv. Con un voto che va da 1 a 10, la media di  tv e carta stampata ahimè è sotto la sufficienza con un 5,74, ma qui va  fatta una distinzione: i giovani tendono ad avere più fiducia, e danno  un voto di 6,25 ai giornali su carta e di 6,12 alla tv.</p>
<p>Quanto ai  social network, stilando una classifica in base alla popolarità, ecco i  risultati: Facebook (65,3%) risulta essere il più conosciuto insieme a  YouTube (53%); seguono Messenger (41%), Skype (37,4%) e Twitter (21,3%).</p>
<p>C&#8217;è  poi un intero capitolo dedicato alla funzione di internet nella vita  quotidiana e nel giudizio che si dà della rete libera. L&#8217;uso più  frequente, dice il Censis «è quello che permette di trovare strade e  località: il 37,9% lo ha fatto almeno una volta nell’ultimo mese, grazie  anche a smartphone e tablet, specie nelle grandi città (il dato sale al  60,5% nei centri con più di 500mila abitanti). Al secondo posto,  ascoltare musica (26,5%). Anche l’home banking sembra aver preso piede  definitivamente nel nostro Paese: lo svolgimento di operazioni bancarie  tramite il web si colloca al terzo posto tra le attività maggiormente  svolte (22,5%).</p>
<p>Fare acquisti (19,3%), prenotare un viaggio  (18%), comprare un libro o un dvd (6,2%) sono attività che non  coinvolgono ancora quote massicce di utenti di Internet. Le possibilità  che potremmo definire di una certa rilevanza pubblica, quali sbrigare  pratiche con uffici amministrativi (9,7%) o prenotare una visita medica  (3,9%), appaiono decisamente meno battute dagli internauti.</p>
<p>Se  poi la ricerca di un lavoro attraverso la rete non interessa gli anziani  (1,1%) per ovvie ragioni, il dato rilevato a livello nazionale è pari  al 12,3%, che sale al 26,8% tra i giovani (che però comprendono chi  ancora è studente) e al 41% tra i disoccupati.</p>
<p>Infine, effettua  telefonate attraverso Internet (tramite Skype o altri servizi voip) il  10,1% degli italiani che si connettono, soprattutto i giovani (14,8%) e  le persone più istruite (14,5%)».</p>
<p>Poi ci sono i vizi e le virtù  della rete: secondo gli italiani l«l’83,8% del campione riconosce a  Internet il merito di permettere a chiunque di esprimersi liberamente.  Al tempo stesso, l’83,3% lamenta il fatto che nel web circola troppa  “spazzatura”, riferendosi a blog e video fatti in casa. Quello che viene  riconosciuto come il merito principale della rete si trasforma nel suo  più grande limite: permettere a tutti di esprimersi liberamente fa sì  che sulla rete circoli anche materiale di dubbia qualità. Che quello di  dar voce a chiunque, a prescindere dall’autorevolezza o dalla Fondazione  Censis e dalla qualità del contenuto che si vuole diffondere, sia il  merito maggiore di Internet è sostenuto in larghissima misura dai  giovani (il 94,1% è “molto” o “abbastanza d’accordo”) e dai soggetti più  istruiti (87,1%), meno dagli anziani (75,7%).</p>
<p>Strettamente  connessa al tema della libertà di espressione che il web concede a  chiunque è l’opinione secondo la quale la rete è un potente mezzo al  servizio della democrazia: il 76,9% degli italiani si è dichiarato  “molto” o “abbastanza d’accordo” con tale giudizio. E a tutti è noto il  ruolo avuto da Facebook e Twitter come “ripetitori” in Occidente delle  voci e delle immagini del dissenso in Stati governati da regimi  autocratici. Una tale sensibilità nei confronti di Internet quale  possibile canale per diffondere la democrazia o contribuire a renderla  più matura è propria in maniera più convinta dei giovani (82,9%) e dei  soggetti più istruiti (81,2%)».</p>
<p><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/293136_sul_web_la_met_degli_italianiil_44_dei_giovani_cerca_news/">fonte<br />
</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>QRpedia, Wikipedia davvero a portata di smartphone</title>
		<link>http://www.aigol.it/qrpedia-wikipedia-davvero-a-portata-di-smartphone/201110021661/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 07:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sistema riconosce la lingua impostata sul cellulare ed è già in uso in alcuni musei Dritti al QR del sapere. Wikipedia ha lanciato oggi un nuovo servizio, QRpedia, che permette, nel sito dedicato, di generare un codice QR a partire da qualunque pagina di Wikipedia. Una novità che consente alla Web enciclopedia open-source di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/qr_wiki01g.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1662" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="qr_wiki01g" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/qr_wiki01g-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Il sistema riconosce la lingua impostata sul cellulare ed è già in uso in alcuni musei<br />
Dritti al QR del sapere. Wikipedia ha lanciato oggi un nuovo servizio, QRpedia, che permette, nel sito dedicato, di generare un codice QR a partire da qualunque pagina di Wikipedia. Una novità che consente alla Web enciclopedia open-source di essere ancora più a portata di smartphone e tablet. Vediamo come.<span id="more-1661"></span></p>
<p>Il sistema QR (sta per Quick Response, risposta rapida) sfrutta un complesso codice a barre quadrato per rendere rapidamente disponibili sugli smartphone una quantità di informazioni relativamente grande (come testi fino a 4.296 caratteri o 2.953 bytes). È un protocollo che viene dall’industria automobilistica – era stato creato nel 1994 dalla Toyota, per la tracciatura delle auto in produzione – e da quando è stato applicato agli smartphone si vede regolarmente su giornali e cartelli pubblicitari.</p>
<p>Ormai gran parte degli smartphone e dei tablet hanno un lettore QR integrato: passandolo sopra il codice, si visualizzano sul display i dati contenuti, ad esempio un indirizzo Web, o un breve testo. Con QRpedia, il meccanismo viene applicato a Wikipedia ed è – come detto – a portata di tutti. Ma è soprattutto un sistema globale: i QR di Wikipedia riconoscono infatti la lingua impostata sul cellulare e consentono di visualizzare la pagina corrispondente nel proprio idioma.</p>
<p>Nonostante siano di recente comparsi, a fini pubblicitari, sul lato B delle atlete inglesi di beach volley, negli ultimi tempi i Qr code erano un po’ caduti in disgrazia. Con la nuova trovata, Jimmy Wales promette invece di riportarli in auge. E prova a rivoluzionare anche il mondo dei musei. Basterà applicare i codici tra teche e cartellini per consentire ai visitatori di vedere tutte le informazioni sul cellulare e nella loro lingua, ovviamente a patto che la pagina su Wikipedia esista. Il servizio viene già sperimentato in alcuni musei, come quello di Indianapolis dedicato ai bambini, e in un’esposizione itinerante di opere del pittore Joan Miró.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=9557&amp;ID_sezione=38">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Sicurezza Web: minori in pericolo, la UE vuole impegno</title>
		<link>http://www.aigol.it/sicurezza-web-minori-in-pericolo-la-ue-vuole-impegno/201110021658/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 07:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza web]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[Minori e sicurezza web sono due concetti che spesso non sono concordi, infatti sono molti i siti dove ancora non c'è un adeguato controllo sulle identità e sulla salvaguardia della privacy, con dati e documenti personali resi pubblici, o quasi, l'UE ha invitato i paesi a mettere dei limiti per aumentare la sicurezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/130433978-6f0ac718-f3db-436e-8069-e2fc2dd60bc8.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1660" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="130433978-6f0ac718-f3db-436e-8069-e2fc2dd60bc8" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/130433978-6f0ac718-f3db-436e-8069-e2fc2dd60bc8.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Minori e  sicurezza web sono due concetti che spesso non sono concordi, infatti  sono molti i siti dove ancora non c&#8217;è un adeguato controllo sulle  identità e sulla salvaguardia della privacy, con dati e documenti  personali resi pubblici, o quasi, l&#8217;UE ha invitato i paesi a mettere dei  limiti per aumentare la sicurezza.<span id="more-1658"></span></p>
<p>Il tema <strong>sicurezza web</strong> è molto discusso soprattuto quando si parla di <strong>minori</strong>, l’Unione Europea (<strong>UE</strong>)  si è mossa invitando ad una sicurezza maggiore, grazie a controlli,  quasi capillari, per evitare spiacevoli inconvenienti che portano alle  tragedie di cui possiamo  leggere sui giornali o ascoltare in TV.  Ovviamente il pericolo numero 1 è stato individuato nei social network,  luogo di ritrovo classico per i minori che inconsapevoli dei pericoli si  lasciano trascinare in situazioni scomode da persone adulte con  intenzioni non sempre piacevoli per i ragazzi. Secondo recenti stime su 9  siti analizzati solo 2 hanno un controllo adeguato sul tema minori e  web, un dato che deve far riflettere molto poichè sono sempre di più i  ragazzi che si collegano ad internet, purtroppo con una età media che si  abbassa vertiginosamente da alcuni anni a questa parte.</p>
<p>Tra i siti con un adeguato tasso di controllo ci sono Habbo Hotel e <strong>XBox Live</strong>,  che permettono l’accesso ai dati personali ed alle informazioni  generali dell’individuo solo se si entra a far parte di una cerchia  ristretta di utenti autorizzati e riconosciuti. Altri siti e piattaforme  live come<strong> MSN</strong>, <strong>Daily Motion</strong> o <a href="http://www.webnotizie.net/notifiche-push-gmail-e-facebook-per-android_3784.html" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> devono ancora lavorare tanto su questo tema per garantire una sicurezza  web per i minori adeguata. In generale ci affidiamo al buon senso dei  genitori e dei ragazzi stessi, che spesso sono vittime di pedofili e  cyber bulli capaci di condizionare la vita con un semplice post o  messaggi subliminali, speriamo che questo invito da parte della UE sia  un incentivo a fare di più.</p>
<p><a href="http://www.webnotizie.net/sicurezza-web-minori-in-pericolo-la-ue-vuole-impegno_4113.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Arriva Timu, sito di inchieste collettive</title>
		<link>http://www.aigol.it/arriva-timu-sito-di-inchieste-collettive/201110021656/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 07:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[de biase]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
		<category><![CDATA[sole24ore]]></category>
		<category><![CDATA[timu]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama 'Timu' e mette insieme cittadini, associazioni e comunita' che desiderano contribuire all'informazione come se fossero una squadra, un 'team', questo il significato della parola timu in swahili. L'iniziativa e' di Ahref, la fondazione nata a Trento nel 2010 con lo scopo di fare ricerca sulla qualita' dell'informazione nell'epoca del web 2.0. ''Timu e' aperto a tutti i cittadini che vogliono partecipare a patto che si sposino i principi del progetto che sono accuratezza, imparzialita', indipendenza, legalita'. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/timu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1657" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="timu" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/10/timu.jpg" alt="" width="210" height="148" /></a>Partecipano i cittadini, forma di giornalismo gia&#8217; diffusa in Usa<br />
L&#8217;editoria e&#8217; in crisi cronica, la spesa si contrae e i contenuti  rischiano d&#8217;impoverirsi, ma una bella ventata d&#8217;aria fresca arriva dai  siti di inchieste collettive. Una forma di giornalismo a cui partecipano  i cittadini &#8211; gia&#8217; sperimentata negli Stati Uniti in maniera diversa da  Spot Us e ProPublica, vincitore di diversi Pulitzer &#8211; che ora ha una  sua piattaforma tutta italiana e tutta nuova.<span id="more-1656"></span></p>
<p>Si chiama &#8216;Timu&#8217; e mette insieme cittadini, associazioni e comunita&#8217;  che desiderano contribuire all&#8217;informazione come se fossero una squadra,  un &#8216;team&#8217;, questo il significato della parola timu in swahili.  L&#8217;iniziativa e&#8217; di Ahref, la fondazione nata a Trento nel 2010 con lo  scopo di fare ricerca sulla qualita&#8217; dell&#8217;informazione nell&#8217;epoca del  web 2.0.    &#8221;Timu e&#8217; aperto a tutti i cittadini che vogliono  partecipare a patto che si sposino i principi del progetto che sono  accuratezza, imparzialita&#8217;, indipendenza, legalita&#8217;. Ma pure alle  organizzazioni che vogliono finanziare le inchieste&#8221;, spiega Luca De  Biase, presidente di ahref, ma anche scrittore, blogger, giornalista (e&#8217;  editorialista di Nova 24, l&#8217;inserto dedicato alle tecnologie del Sole  24 Ore).</p>
<p>L&#8217;obiettivo di &#8216;Timu&#8217; e&#8217;, dunque, quello di costruire un metodo  condiviso. Se si parte dal principio, infatti, che l&#8217;informazione non e&#8217;  piu&#8217; solo il prodotto di un professionista o di una redazione ma  diventa anche una pratica diffusa allora serve una procedura codificata e  accettata da tutti per produrre informazione di qualita&#8217;.</p>
<p>&#8221;Possono partecipare anche i blog mentre le grandi testate sono  libere di prendere i contenuti delle inchieste ovviamente citando la  fonte&#8221;, aggiunge De Biase sottolineando che il progetto non ha fini di  lucro, &#8221;ci sono gia&#8217; 230 persone che stanno contribuendo ed e&#8217; partito  il pilota di una grande inchiesta sulla dispersione scolastica nel  Mezzogiorno&#8221;, finanziata dalla Fondazione &#8216;Con il Sud&#8217;. Ma &#8216;Timu&#8217; sta  lavorando anche ad un&#8217;inchiesta multimediale con foto e video per  &#8216;Falling Walls&#8217;, l&#8217;associazione tedesca che in ricordo della caduta del  Muro di Berlino raccoglie materiale sugli altri muri del mondo che  devono cadere.     Per contribuire alle inchieste basta iscriversi a  <a href="https://timu-it.ahref.eu/" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">https://timu-it.ahref.eu</span></strong></a> e creare un proprio profilo personale. Per rimarcare il concetto di  veridicita&#8217;, su &#8216;Timu&#8217; ci saranno tracce della propria reputazione,  &#8221;una sorta di certificazione sociale&#8221;, sottolinea De Biase. Un  concetto importante in tempi in cui i contenuti piu&#8217; disparati vanno su  Internet e si hanno spesso pregiudizi e perplessita&#8217; sui media sociali.</p>
<p>&#8221;I giornali sulle prime si sono rivoltati contro il citizen  journalism ma ora hanno capito che devono abbracciare le nuove  tecnologie e quindi siamo in una fase di relazione costruttiva  cittadini-giornali. Anche perche&#8217; il rapporto tra giornali e cittadini  c&#8217;e&#8217; sempre stato, sono solo cambiati i mezzi &#8211; osserva De Biase -. E&#8217;  molto sano che i media tradizionali abbiano una concorrenza strutturale,  la stampa ha una funzione precisa che recuperera&#8217; quando sara&#8217; superata  la crisi.</p>
<p>La quadra &#8211; conclude De Biase &#8211; la trovera&#8217; quando si rendera&#8217;  indipendente dalla pubblicita&#8217;, che ai siti frutta solo sui grandi  volumi. Bisognerebbe cercare degli sponsor o iniziare a far pagare le  news. Gli utenti e i lettori, ad esempio, sono sicuramente disposti a  pagare per contenuti specifici, esclusivi e di valore come le  inchieste&#8221;.     Oltre a &#8216;Timu&#8217;, ahref sta sviluppando altri progetti  come &#8216;mitolab&#8217; che coniuga nuove forme di narrazione con strumenti  digitali e &#8216;Wavu&#8217; un aggregatore che riunisce fonti sul web per  contribuire alla discussione sulla qualita&#8217; dell&#8217;informazione. La  Fondazione ha nel proprio board sceintifico Paul Steiger, gia&#8217; a capo  del WSJ e ora responsabile di ProPublica, David Weinberger, guru del  marketing su Internet e Joichi Ito, anima di Creative Commons e  direttore del Medialab del Mit.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/10/01/visualizza_new.html_696377528.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Ignoranza dei politici sul DDL Ammazza Blog. 6 casi emblematici non presi in considerazione.</title>
		<link>http://www.aigol.it/ignoranza-dei-politici-sul-ddl-ammazza-blog-6-casi-emblematici-non-presi-in-considerazione-2/201110011654/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 14:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[DDL ammazza blog]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, dei nostri politici e dei loro consulenti in fatto di Internet e del suo funzionamento risalta dall'analisi della lettura dell'articolo 29 del recente DDL cosiddetto Ammazza Blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/cinque.jpg"></a><img class="alignleft size-full wp-image-1650" title="sei casi emblematici" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/sei.jpg" alt="" width="102" height="103" />L&#8217;ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, della classe politica in fatto di Internet e del suo funzionamento risalta dall&#8217;analisi della lettura dell&#8217;articolo 29 del recente DDL cosiddetto Ammazza Blog.</p>
<p>Di seguito sei semplici casi che evidenziano come le disposizioni contenute nell&#8217;articolo in questione siano totalmente inutili ed inefficienti.<span id="more-1654"></span></p>
<h3><strong>1) La certificazione del richiedente</strong></h3>
<p><strong></strong>Un importante aspetto di cui il DDL non tiene assolutamente conto è la verifica del richiedente la rettifica. Prendiamo il caso dell&#8217;editore o del Blogger che chiameremo per comodità &#8220;BLOGGER&#8221; e dell&#8217;ipotetica parte lesa che chiameremo &#8220;POLITICO&#8221;.<br />
Nel caso BLOGGER dovesse ricevere una richiesta di rettifica da POLITICO, come fa BLOGGER a verificare che chi ha inviato la mail sia veramente POLITICO? E se  fosse un suo antagonista che intende screditarlo politicamente o farlo passare per un reazionario utilizzando una casella di posta elettronica creata ad arte?<br />
Sarebbe stato meglio aggiungere al DDL che la richiesta di rettifica deve essere inviata da una casella di posta certificata che è equiparabile ad una raccomandata.</p>
<h3><strong>2) Impossibilità</strong><strong> di verifica della correttezza della Rettifica</strong></h3>
<p><strong></strong>Ulteriore caso riguarda la verifica delle modalità di pubblicazione della rettifica.<br />
BLOGGER pubblica un articolo nel quale POLITICO si sente offeso. Al momento della pubblicazione il suo articolo viene indicizzato nella rete e ripreso da altri aggregatori di notizie in Italia e nel mondo.<br />
POLITICO richiede via mail la pubblicazione della rettifica.<br />
BLOGGER pubblica la rettifica ma fa in modo che la rettifica non sia ripresa dagli aggregatori di Ricerca.<br />
Il risultato è che la rettifica assume valore decisamente inferiore all&#8217;articolo originale.<br />
Vero è che la rettifica deve essere come dice la legge con <em>le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono</em> ma sfido lo stesso POLITICO  a scoprire che BLOGGER abbia messo in atto quello stratagemma.</p>
<h3><strong>3) Commenti alla rettifica</strong></h3>
<p>Sempre il testo del DDL argomenta che alla rettifica non possono essere aggiunti commenti. Forse il relatore intende commenti di BLOGGER all&#8217;interno del testo della rettifica o prima e dopo la rettifica stessa. Anche in questo caso il DDL è confuso o mancante di precisazioni perché se è vero che BLOGGER deve pubblicare la notizia con &#8220;<em>le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono&#8221;</em> è anche vero che se la notizia originale dava la possibilità ai lettori del sito di inserire commenti anche in questo caso i commenti alla rettifica devono essere permessi.<br />
E possiamo solamente immaginare quale messe di commenti possa attirare una rettifica obbligatoria.</p>
<h3><strong>4) Rettifiche su rettifiche</strong></h3>
<p><strong></strong>Un&#8217;altra ipotesi, non tenuta assolutamente in conto dai legislatori, è che POLITICO nella sua rettifica inserisca un testo che un altro politico che chiameremo POLITICO2 ritiene lesivo dei suoi interessi. BLOGGER è obbligato a pubblicare la rettifica così come gli arriva da POLITICO e sarà obbligato anche a pubblicare la rettifica così come gli arriverà da POLITICO2 innescando un batti e ribatti senza fine nel quale BLOGGER sarà, suo malgrado, semplice esecutore e non editore.</p>
<h3><strong>5) Rettifica su commenti</strong></h3>
<p><strong></strong>Prendiamo invece il caso di un commento di un lettore che POLITICO ritenga lesivo inserito in calce ad un articolo pubblicato del sito di BLOGGER . In caso di mancata rettifica di chi è la responsabilità ed a carico di chi sarà l&#8217;eventuale multa? Di BLOGGER o del lettore che ha inserito il commento lesivo? E su chi si dovrebbe rivalere POLITICO?</p>
<h3><strong>6) Malfunzionamento</strong><strong> del server di posta e spam</strong></h3>
<p><strong></strong>Prendiamo ora il caso che il server di posta di BLOGGER non funzioni come successo ad esempio ad uno dei più grandi provider italiani non più tardi di qualche mese fa. La richiesta non arriverà in tempo utile a BLOGGER non per propria inadempienza ma a causa di terzi ovvero del servizio esterno che utilizza. In questo caso la colpa non è sua ma di terzi.</p>
<p>Altro caso possibile è che il messaggio di richiesta di POLITICO finisca nello spam della casella di posta. Vuoi perchè il provider di posta utilizzi una politica di Antispam aggressiva, vuoi perché POLITICO utilizza la posta elettronica in modo aggressivo ed il suo indirizzo di mail è finito nelle liste in questione.</p>
<h3><strong>In conclusione un DDL inefficiente ed inutile</strong>.</h3>
<p>Esistono già gli organi competenti quali i Tribunali e la Polizia Postale che, sulla base di leggi già esistenti, permettono a chi si senta offeso di difendersi. Il DDL in questione risulta inutile ed inefficiente in quanto non tiene assolutamente conto della realtà della rete e del suo funzionamento.</p>
<p><strong>Fabrizio Giorgio Azzali</strong></p>
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		<item>
		<title>Ignoranza dei politici sul DDL Ammazza Blog. 6 casi emblematici non presi in considerazione.</title>
		<link>http://www.aigol.it/ignoranza-dei-politici-sul-ddl-ammazza-blog-6-casi-emblematici-non-presi-in-considerazione/201109301647/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 14:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EdiWebRoma</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[DDL ammazza blog]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, dei nostri politici e dei loro consulenti in fatto di Internet e del suo funzionamento risalta dall'analisi della lettura dell'articolo 29 del recente DDL cosiddetto Ammazza Blog.

Di seguito sei semplici casi che evidenziano come le disposizioni contenute nell'articolo in questione siano totalmente inutili ed inefficienti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/cinque.jpg"></a><img class="alignleft size-full wp-image-1650" title="sei casi emblematici" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/sei.jpg" alt="" width="102" height="103" />L&#8217;ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, della classe politica in fatto di Internet e del suo funzionamento risalta dall&#8217;analisi della lettura dell&#8217;articolo 29 del recente DDL cosiddetto Ammazza Blog.</p>
<p>Di seguito sei semplici casi che evidenziano come le disposizioni contenute nell&#8217;articolo in questione siano totalmente inutili ed inefficienti.<span id="more-1647"></span></p>
<h3><strong>1) La certificazione del richiedente</strong></h3>
<p><strong></strong>Un importante aspetto di cui il DDL non tiene assolutamente conto è la verifica del richiedente la rettifica. Prendiamo il caso dell&#8217;editore o del Blogger che chiameremo per comodità &#8220;BLOGGER&#8221; e dell&#8217;ipotetica parte lesa che chiameremo &#8220;POLITICO&#8221;.<br />
Nel caso BLOGGER dovesse ricevere una richiesta di rettifica da POLITICO, come fa BLOGGER a verificare che chi ha inviato la mail sia veramente POLITICO? E se  fosse un suo antagonista che intende screditarlo politicamente o farlo passare per un reazionario utilizzando una casella di posta elettronica creata ad arte?<br />
Sarebbe stato meglio aggiungere al DDL che la richiesta di rettifica deve essere inviata da una casella di posta certificata che è equiparabile ad una raccomandata.</p>
<h3><strong>2) Impossibilità</strong><strong> di verifica della correttezza della Rettifica</strong></h3>
<p><strong></strong>Ulteriore caso riguarda la verifica delle modalità di pubblicazione della rettifica.<br />
BLOGGER pubblica un articolo nel quale POLITICO si sente offeso. Al momento della pubblicazione il suo articolo viene indicizzato nella rete e ripreso da altri aggregatori di notizie in Italia e nel mondo.<br />
POLITICO richiede via mail la pubblicazione della rettifica.<br />
BLOGGER pubblica la rettifica ma fa in modo che la rettifica non sia ripresa dagli aggregatori di Ricerca.<br />
Il risultato è che la rettifica assume valore decisamente inferiore all&#8217;articolo originale.<br />
Vero è che la rettifica deve essere come dice la legge con <em>le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono</em> ma sfido lo stesso POLITICO  a scoprire che BLOGGER abbia messo in atto quello stratagemma.</p>
<h3><strong>3) Commenti alla rettifica</strong></h3>
<p>Sempre il testo del DDL argomenta che alla rettifica non possono essere aggiunti commenti. Forse il relatore intende commenti di BLOGGER all&#8217;interno del testo della rettifica o prima e dopo la rettifica stessa. Anche in questo caso il DDL è confuso o mancante di precisazioni perché se è vero che BLOGGER deve pubblicare la notizia con &#8220;<em>le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono&#8221;</em> è anche vero che se la notizia originale dava la possibilità ai lettori del sito di inserire commenti anche in questo caso i commenti alla rettifica devono essere permessi.<br />
E possiamo solamente immaginare quale messe di commenti possa attirare una rettifica obbligatoria.</p>
<h3><strong>4) Rettifiche su rettifiche</strong></h3>
<p><strong></strong>Un&#8217;altra ipotesi, non tenuta assolutamente in conto dai legislatori, è che POLITICO nella sua rettifica inserisca un testo che un altro politico che chiameremo POLITICO2 ritiene lesivo dei suoi interessi. BLOGGER è obbligato a pubblicare la rettifica così come gli arriva da POLITICO e sarà obbligato anche a pubblicare la rettifica così come gli arriverà da POLITICO2 innescando un batti e ribatti senza fine nel quale BLOGGER sarà, suo malgrado, semplice esecutore e non editore.</p>
<h3><strong>5) Rettifica su commenti</strong></h3>
<p><strong></strong>Prendiamo invece il caso di un commento di un lettore che POLITICO ritenga lesivo inserito in calce ad un articolo pubblicato del sito di BLOGGER . In caso di mancata rettifica di chi è la responsabilità ed a carico di chi sarà l&#8217;eventuale multa? Di BLOGGER o del lettore che ha inserito il commento lesivo? E su chi si dovrebbe rivalere POLITICO?</p>
<h3><strong>6) Malfunzionamento</strong><strong> del server di posta e spam</strong></h3>
<p><strong></strong>Prendiamo ora il caso che il server di posta di BLOGGER non funzioni come successo ad esempio ad uno dei più grandi provider italiani non più tardi di qualche mese fa. La richiesta non arriverà in tempo utile a BLOGGER non per propria inadempienza ma a causa di terzi ovvero del servizio esterno che utilizza. In questo caso la colpa non è sua ma di terzi.</p>
<p>Altro caso possibile è che il messaggio di richiesta di POLITICO finisca nello spam della casella di posta. Vuoi perchè il provider di posta utilizzi una politica di Antispam aggressiva, vuoi perché POLITICO utilizza la posta elettronica in modo aggressivo ed il suo indirizzo di mail è finito nelle liste in questione.</p>
<h3><strong>In conclusione un DDL inefficiente ed inutile</strong>.</h3>
<p>Esistono già gli organi competenti quali i Tribunali e la Polizia Postale che, sulla base di leggi già esistenti, permettono a chi si senta offeso di difendersi. Il DDL in questione risulta inutile ed inefficiente in quanto non tiene assolutamente conto della realtà della rete e del suo funzionamento.</p>
<p><strong>Fabrizio Giorgio Azzali</strong></p>
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		<title>AIGOL a Rainews24</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 06:59:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente di AIGOL, Marcel Vulpis, ieri sera ospite in TV sul canale Rainews24 per parlare del DDL intercettazioni, di editoria online e di AIGOL. Per quanto riguarda il ddl in esame, ha confermato la posizione dell&#8217;Associazione  ricordando che la norma è inutile perchè superata dalle tecnologie, &#8220;pensiamo agli aggregatori di notizie e il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol5.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1644" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol5-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Il presidente di AIGOL, Marcel Vulpis, ieri sera ospite in TV sul canale Rainews24 per parlare del DDL intercettazioni, di editoria online e di AIGOL.<span id="more-1643"></span></p>
<p>Per quanto riguarda il ddl in esame, ha confermato la posizione dell&#8217;Associazione  ricordando che la norma è inutile perchè superata dalle tecnologie, &#8220;pensiamo agli aggregatori di notizie e il loro ruolo nel web&#8221; ,  considerandola troppo rigida ha ricordato che per questi motivi negli anni sono stati create sedi competenti per gestire questi meccanismi.<a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Rai.tv-Le-dirette.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1645" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Rai.tv - Le dirette" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Rai.tv-Le-dirette-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda la presenza degli Editori Online nel nostro paese, ieri AIGOL era l&#8217;unica associazione di categoria presente alla manifestazione al Pantheon, ha portato l&#8217;esempio francese dove i contributi per le testate online esistono e sono ben regolamentati, e come scritto nell&#8217;editoriale di ieri ha ribadito la fermezza del &#8220;o i contributi si danno a tutti o  nessuno&#8221; e in ultima battuta si è lamentato affermando che &#8220;io vedo solo doveri, e non diritti per gli editori online&#8221;</p>
<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Rai.tv-Le-dirette2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1646" title="Rai.tv - Le dirette2" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Rai.tv-Le-dirette2-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
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		<title>Aigol presente al Pantheon per la libertà dell&#8217;Online</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 06:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line), unica associazione di categoria, è stata presente alla manifestazione contro il DDL intercettazioni che si è tenuta a Roma in piazza del Pantheon. Il motivo della adesione, come già comunicato attraverso comunicati stampa e articoli apparsi sui vari media nazionali oltre che nel nostro sito, è stata la presentazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol4.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1640" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol4-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line), unica associazione di categoria, è stata presente alla manifestazione contro il DDL intercettazioni che si è tenuta a Roma in piazza del Pantheon. Il motivo della adesione, come già comunicato attraverso comunicati stampa e articoli apparsi sui vari media nazionali oltre che nel nostro sito, è stata la presentazione del DDL intercettazioni, chiamata norma “ammazza blog”, che potrebbe avere forti ripercussioni, precisamente del comma 29, per il mondo del web e dell’editoria online in quanto introdurrebbe una serie di restrizioni e di censure, che vanno contro la libertà di informazione da sempre costituzionalmente garantita nel nostro paese.<span id="more-1639"></span><br />
Interventi del presidente dell’Fnsi che ha denunciato come “il problema non è la privacy ma la segretezza che il presidente del Consiglio vuole su problemi di rilevanza pubblica”, dell’avvocato Guido Scorza, esperto nel settore web, secondo cui “imporre un obbligo di rettifica a tutti i produttori non professionali di informazione, significa fornire ai nemici della libertà di informazione, una straordinaria arma di pressione, se non di minaccia, per mettere a tacere le poche voci fuori dal coro, quelle non raggiungibili, neppure nel nostro paese, attraverso una telefonata all’editore e/o principale investitore pubblicitario. Quanti blogger rischierebbero 12 mila euro per difendere la loro libertà di parola?”.</p>
<p>Tra gli aderenti oltre ad AIGOL c’erano la Fnsi, alla Cgil, all’ordine dei giornalisti, di libertà e giustizia, Ilaria Cucchi, l’avvocato Domenico D’Amati, Valigia Blu, Tavola della pace, Usigrai, Anpi, diversi blogger e la nuova associazione G.I.U.L.I.A.,Giornaliste unite libere e autonome capitanate dall’ex volto del Tg1 Maria Luisa Busi. Presente anche Massimo Giulietti, portavoce dell’associazione Articolo 21, che nel caso il ddl venisse approvato ha minacciato di “portare un dossier completo su questa pessima legge a tutte le cancellerie europee”. Esponenti anche politici hanno sentito la necessità di portare la propria solidarietà ai manifestanti, il Pd, l’Idv, Sel, i Verdi, Federazione della sinistra. Il presidente di AIGOL, Marcel Vulpis, intervistato per Radio Capital ha voluto confermare l’impegno associativo contro questa norma e il vicepresidente Fabrizio Azzali seguiva tutto l’evento documentando passo per passo tutte le fasi attraverso una diretta twitter creata appositamente.</p>
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		<title>AIGOL A RAINEWS24 QUESTA SERA DALLE 23</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 20:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente di AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line), Marcel Vulpis, sara presente su Rainews24 questa sera, fascia oraria 23.00/24.00, per parlare del DDL intercettazioni, di editoria online e di AIGOL. per seguire la diretta: Rainews24 Condividi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol3.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1637" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol3-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Il presidente di <strong>AIGOL</strong> (Associazione Italiana Giornali On-Line), <strong>Marcel Vulpis</strong>, sara presente su <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html?cid=PublishingBlock-233b8482-1cbc-4970-87d5-9d7604b26ddb&amp;channel=RaiNews#cid=PublishingBlock-233b8482-1cbc-4970-87d5-9d7604b26ddb">Rainews24</a> questa sera, fascia oraria 23.00/24.00, per parlare del DDL intercettazioni, di editoria online e di AIGOL.<span id="more-1636"></span></p>
<p>per seguire la diretta:<a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html?cid=PublishingBlock-233b8482-1cbc-4970-87d5-9d7604b26ddb&amp;channel=RaiNews#cid=PublishingBlock-233b8482-1cbc-4970-87d5-9d7604b26ddb"><strong> Rainews24</strong></a></p>
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		<title>AIGOL: &#8220;CONTRIBUTI PUBBLICI PER L&#8217;EDITORIA PER TUTTI O PER NESSUNO&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 08:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio Aigol parteciperà alla manifestazione a Piazza del Pantheon a Roma contro la legge &#8220;ammazza blog&#8221; diretta twitter @AIGOL_IT &#8220;Ho appreso ieri sera seguendo il programma &#8220;Bersaglio Mobile&#8221; di Enrico Mentana su LA7, nell&#8217;intervista a Valter Lavitola (direttore Avanti), che l&#8217;Avanti, testata storica di matrice socialista, ha usufruito di oltre 2 milioni di euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol2.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1633" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol2-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Oggi pomeriggio Aigol parteciperà alla manifestazione a Piazza del Pantheon a Roma contro la legge &#8220;ammazza blog&#8221;<br />
diretta twitter <a href="http://twitter.com/#!/aigol_it" target="_blank">@AIGOL_IT</a><span id="more-1632"></span></p>
<p>&#8220;Ho appreso ieri sera seguendo il programma &#8220;Bersaglio Mobile&#8221; di Enrico Mentana su LA7, nell&#8217;intervista a Valter Lavitola (direttore Avanti), che l&#8217;Avanti, testata storica di matrice socialista, ha usufruito di oltre 2 milioni di euro di contributi pubblici per l&#8217;editoria&#8221;, ha dichiarato Marcel Vulpis &#8211; presidente di AIGOL. &#8220;Da tempo siamo dell&#8217;idea che le modalità di erogazione di questi contributi debbano essere riformate dando la possibilità anche alle testate registrate operanti sul web di usufruirvi.<br />
La dichiarazione, poi, di Lavitola (&#8220;Ho diritto con questi soldi a rilanciare il mio giornale &#8230;&#8221;) apre un ulteriore dibattito sul tema della concorrenza nel settore in esame.<br />
Tutti gli editori, anche e soprattutto quelli del web, hanno diritto come Lavitola con il suo AVANTI a rilanciare le proprie testate online.<br />
Non esistono testate di serie A e testate di serie B. E come Associazione Italiana Giornali Online lavoreremo al testo di una nuova legge per introdurre benefici e contributi anche per la nostra categoria.<br />
Riteniamo, inoltre, che ci sia una palese violazione della normativa sulla concorrenza, applicata al settore dell&#8217;editoria, perchè questi contributi pubblici a pioggia<br />
dati a tutti tranne che all&#8217;online sono chiaramente un limite per lo sviluppo del nostro segmento. Come AIGOL chiederemo infine che vi abbia usufruito per più di 5 anni consecutivi (nel passato) non possa farvi più riferimento. Proprio perchè soldi pubblici e quindi dei contribuenti. I giornali, le tv e le radio, dopo 5 anni di contributi pubblici devono stare sul mercato con le proprie gambe, non usufruire dell&#8217;aiutino dello Stato. E&#8217; troppo facile e soprattutto va contro le regole basilari della concorrenza e del libero mercato. Visto che l&#8217;online da sempre non ne usufruisce. Con forza pertanto dichiariamo: o contributi pubblici per tutti o per nessuno!&#8221;</p>
<p><strong>Per informazioni</strong>, ufficio stampa <strong>Marco Liguori 347 7048101</strong> mailto: <strong><a href="mailto:redazione@omniroma.it">redazione@omniroma.it</a></strong> /  <strong>Marcel Vulpis 393.3330928</strong></p>
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		<title>La manifestazione del 29 Settembre in diretta su twitter di @AIGOL_IT</title>
		<link>http://www.aigol.it/la-manifestazione-del-29-settembre-in-diretta-su-twitter-di-aigol_it-2/201109291631/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AIGOL Associazione Italiana Giornali On-Line aderisce e sarà presente il 29 settembre 2011, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, in piazza del Pantheon a Roma, alla manifestazione promossa dal &#8216;Comitato per la libertà e il diritto all&#8217;informazione, alla cultura e allo spettacolo&#8217; per dire no al ddl intercettazioni che contiene la cosiddetta norma &#8216;ammazza blog. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1618" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol1-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>AIGOL Associazione Italiana Giornali On-Line aderisce e sarà presente il 29 settembre 2011, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, in piazza del Pantheon a Roma, alla manifestazione promossa dal &#8216;Comitato per la libertà e il diritto all&#8217;informazione, alla cultura e allo spettacolo&#8217; per dire no al ddl intercettazioni che contiene la cosiddetta norma &#8216;ammazza blog. Leggi più avanti la norma.<span id="more-1631"></span></p>
<p>Come già dichiarato dal presidente di AIGOL, Marcel Vulpis, [<a title="AIGOL scende in campo a tutela della RETE" href="http://www.aigol.it/aigol-scende-in-campo-a-tutela-della-rete/201109271602/">leggi qui</a>] “Il Governo continua a vivere il web più come un problema che come una opportunità”.</p>
<p>AIGOL per questo evento protesterà anche su twitter per una diretta web direttamente dal luogo della manifestazione, potete seguirla su <a href="http://twitter.com/#!/aigol_it">@AIGOL_IT</a>.  o sul sito di AIGOL nel riquadro a destra di questo sito.</p>
<p>Gli associati di AIGOL stanno partecipando attivamente a numerose iniziative mediatiche, non ultimo l&#8217;intervento in radio del Vice Presidente Marco Liguori</p>
<p><strong>Testo estratto dall&#8217;art. 29 del DDL</strong><br />
All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il terzo comma e` inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono.»;<br />
b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;<br />
c) dopo il quarto comma e` inserito il seguente: «Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non piu` di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verita`, purche´ le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata.»;<br />
d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma»; e) dopo il quinto comma e` inserito il seguente:<br />
«Della stessa procedura puo` avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva, o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».</p>
<p><a title="Scarica l'intero disegno di legge informato PDF" href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Disegno-legge-ammazza-blog.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;intero disegno di legge informato PDF</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Da Gasparri a Cassinelli: il ddl della discordia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:47:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inizia tutto con le parole di Maurizio Gasparri, il quale presso il salotto di Bruno Vespa (ove di disinformazione a proposito di Web se ne è già ampiamente sprecata in passato) non ha esitato a formulare la propria sentenza: Internet è uno strumento micidiale Il salotto conferma e annuisce all’unisono e l’idea passa quindi ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/internet_larete1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1630" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="internet_larete" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/internet_larete1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Inizia tutto con le parole di <strong>Maurizio Gasparri</strong>, il  quale presso il salotto di Bruno Vespa (ove di disinformazione a  proposito di Web se ne è già ampiamente sprecata in passato) non ha  esitato a formulare la propria sentenza:<span id="more-1629"></span></p>
<blockquote><p><strong>Internet è uno strumento micidiale</strong></p></blockquote>
<p>Il salotto conferma e annuisce all’unisono e l’idea passa quindi ai  telespettatori senza contraddittorio e senza nessuna riflessione  autentica: l’anatema di Gasparri passa in modo silente e rappresenta il  dogma sul quale viene formulata l’intera strategia che lo stesso  Gasparri difende a proposito del ddl sulle intercettazioni.</p>
<div></div>
<p>La norma “<a title="ddl ammazza-blog" href="http://www.webnews.it/2011/09/26/intercettazioni-bavagli-e-smentite/">ammazza-blog</a>”  è stata proposta per l’ennesima volta tentando di far passare sempre e  comunque lo stesso principio già bocciato dalla storia, dal dibattito e  dal senso comune di chi conosce il Web nella sua vera natura. Il ddl,  infatti, va superficialmente ad <strong>equiparare un qualunque sito Web</strong> (da un blog ad un social network) <strong>ad una fonte giornalistica</strong>,  rendendo equivalenti responsabilità, doveri e sanzioni. Se ad un utente  viene contestata una violazione (non da un giudice, ma dalla persona  che si considera offesa), colui il quale ha scritto il testo incriminato  avrebbe 48 ore di tempo per rimuovere lo stesso, pena il rischio di una  sanzione fino a 12 mila euro.</p>
<p>Le tesi a sostegno di tale prospettiva sono estremamente deboli e  basate su una comprensione del tutto fragile del Web. Ma nonostante  nelle ore passate l’on. Roberto Cassinelli abbia sostanzialmente  smentito tale approccio, impegnandosi ai fini di una sollecita  rettifica, Gasparri ha invece confermato in toto il ddl, ivi compreso  (con piena convinzione) anche il comma relativo alle rettifiche online.</p>
<p>A questo punto l’on. Cassinelli si trova nella scomoda posizione di  compagno di partito di Gasparri ed al contempo di primo oppositore della  “ammazza blog”. La sua lettera pubblica a Gasparri vive pertanto di  tale duplice pulsione e rappresenta il climax della tensione che la  situazione sta affrontando:</p>
<blockquote><p>Caro Presidente,</p>
<p>ho avuto modo di ascoltare il Tuo intervento alla trasmissione “Porta  a Porta”, andata in onda su Rai Uno nella serata di ieri. Come sempre,  Ti ho apprezzato in molte parti.</p>
<p>Su una sola, se mi consenti, vorrei esprimerTi qualche perplessità:  quando si è parlato di internet, Tu hai definito la rete uno strumento  “micidiale”, hai portato sul tavolo casi di furto di identità, hai  parlato della pedopornografia on-line e delle relative inchieste della  magistratura. Si tratta di situazioni che, purtroppo, esistono e vanno  combattute con forza. E a questo proposito credo meriti un plauso la  nostra Polizia postale.</p>
<p>Però, è anche vero che internet non è solo veicolo del “male  assoluto”, ma anche di tanti contenuti positivi e propositivi, figli  dell’intraprendenza e della creatività degli utenti.<br />
Permettimi, anzi, di dire che in rete i contenuti ai quali hai  correttamente fatto riferimento sono isolati e minoritari rispetto agli  ottimi contributi di idee che nel web si trovano e che a molti, me  incluso, piace cercare. Ciò è merito, credo, del crescente senso di  responsabilità da parte di chi naviga, che a mio avviso potrebbe ancor  più essere stimolato da iniziative istituzionali di sensibilizzazione ed  educazione all’uso della rete.</p>
<p>Perciò, sarei stato lieto di ascoltare da parte Tua – al fianco della  sacrosanta condanna dei contenuti turpi ed illeciti che possono  rinvenirsi nelle maglie della rete – anche un apprezzamento per quanto  invece c’è di buono.</p>
<p>Se avrai piacere ed interesse, potremo incontrarci per fare quattro  chiacchiere su questo tema che tanto mi appassiona: potrei portarTi  molti esempi del “web positivo” che ho potuto conoscere in alcuni anni  di intensa frequentazione di questi mondi.</p>
<p>Infine, consentimi qualche riga sul noto comma 29, del quale proprio a  “Porta a Porta” discutevate. Sono convinto come Te che l’obbligo di  rettifica debba valere anche on-line. Ma il testo, così come è scritto,  non fa alcune distinzioni – né in quanto a termini di adempimento, né in  quanto a sanzioni – tra le piattaforme professionali e quelle  amatoriali, senza peraltro concepire alcune peculiarità, persino  tecniche, della rete.</p>
<p>Ciò è a mio avviso irragionevole, e per questo ho presentato un  emendamento, che mi pare abbia trovato consensi anche all’interno del  Governo. Tenendo peraltro presente che il profilo penale della  diffamazione nulla ha a che vedere con la rettifica.<br />
Spero comunque ci saranno occasioni per poterne parlare di persona più compiutamente.<br />
RingraziandoTi per l’attenzione, Ti invio i saluti più cordiali.</p>
<p>Con stima</p></blockquote>
<div><a href="http://www.webnews.it/2011/09/28/da-gasparri-a-cassinelli-il-ddl-della-discordia/"><br />
fonte</a></div>
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		<title>La Rete è sicura: la Cassazione dirà no all&#8217;ammazza blog</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo Berlusconi ci riprova. L&#8217;esecutivo sta tentando di introdurre la legge che vieterebbe ai giornali di pubblicare intercettazioni telefoniche ma il ddl Alfano ne ha anche per il web. Il comma 29 prevede, infatti l&#8217;obbligo di pubblicare la rettifica per tutti i siti, «entro 48 ore» con un&#8217;ammenda fino a 12 mila euro per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/censura_-f8063.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1628" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="censura_-f8063" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/censura_-f8063.jpg" alt="" width="226" height="162" /></a>Il governo Berlusconi ci riprova. L&#8217;esecutivo sta tentando di introdurre  la legge che vieterebbe ai giornali di pubblicare intercettazioni  telefoniche ma il ddl Alfano ne ha anche per il web. Il comma 29  prevede, infatti l&#8217;obbligo di pubblicare la rettifica per tutti i siti,  «entro 48 ore» con un&#8217;ammenda fino a 12 mila euro per chi sgarra. Basta  una mail, anche non in posta certificata, e scatta l&#8217;obbligo di  rettifica. Ma la legge è molto confusa e, se dovesse passare, la  Cassazione potrebbe renderla lettera morta.<span id="more-1627"></span></p>
<p><strong>Il governo Berlusconi ci riprova</strong>. Proprio come un  anno fa l&#8217;esecutivo sta tentando di introdurre la legge che vieterebbe  ai giornali di pubblicare intercettazioni telefoniche e verbali di  interrogatorio. Ma il famigerato ddl Alfano ne ha anche per il web. Il  comma 29 prevede, infatti l&#8217;obbligo di pubblicare la rettifica per tutti  i “siti informatici”, «entro 48 ore dalla richiesta con le stesse  caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la  stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».</p>
<p><strong>A provocare la sollevazione popolare in rete</strong>, però, è  soprattutto l&#8217;entità della multa prevista per chi sgarrerà: fino a  12.000 euro. Una cifra irrisoria per un grande gruppo editoriale, ma  un&#8217;enormità per un blogger che scrive a tempo perso. E secondo  l&#8217;avvocato Fulvio Sarzana, esperto di diritto dell&#8217;informatica, la legge  che presto verrà discussa in Parlamento «è talmente vaga che potrebbe  avere l&#8217;effetto opposto a quella che si prefigge». Mirare a tutti per  non colpire nessuno. Del resto, secondo l&#8217;opinione di Sarzana il testo  ha più un effetto dissuasivo. «Anche se un blogger ritiene di aver  ragione, chi avrà voglia di pagare 12000 euro o di iniziare un costoso  procedimento giudiziario? Meglio pubblicare la rettifica senza dannarsi  troppo».</p>
<p><strong>I punti deboli del testo più bersagliato del momento sono molti.</strong> A cominciare dall&#8217;ambito di applicazione. La legge parla di «gestori di  siti informatici». Una categoria nella quale potrebbe rientrare di  tutto. Anche i social network, persino i commenti (spesso piuttosto  coloriti) che i lettori lasciano in calce alle notizie pubblicate su una  testata giornalista online. Secondo alcuni addetti ai lavori non c&#8217;è da  preoccuparsi troppo perché il ddl Alfano andrebbe a modificare parte  della legge sulla stampa del 1948. Quindi sarà, nel caso, solo un  problema dei giornalisti di professione? Il nostro esperto alza le mani:  «Impossibile dirlo, il testo è troppo vago. L&#8217;impressione è che, se da  una parte si vieta a un giornale di pubblicare le intercettazioni, il  governo voglia anche impedire al singolo giornalista di aprire un blog e  divulgare in rete ciò che sulla carta stampata non ha potuto rendere  noto».</p>
<p><strong>E il cittadino offeso da un articolo</strong>, in che modo  potrà chiedere la rettifica? La risposta è: in qualsiasi modo. Anche via  mail. Non necessariamente la posta certificata. Anche in questo caso il  ddl ammazza-blog è nebbioso. Cosa succederà se la richiesta di  rettifica finirà, senza che ce ne accorgiamo, nello spam della nostra  casella email? «Intanto pagheremo i 12.000 euro di multa. Dopo, in  tribunale, starà a noi dimostrare davanti a un giudice, che magari non  ha mai aperto una casella di posta elettronica in vita sua, che la colpa  era del filtro anti-spam”» spiega l&#8217;avvocato.</p>
<p><strong>Insomma, il ddl ammazza-blog applica</strong> al mondo del  web un principio che finora è valso solo per la stampa. Ma su internet  non esistono “stampatori”, così come non servono né editori né direttori  responsabili per divulgare notizie e commenti. Bastano un computer e un  filo di rame.</p>
<p><strong>Tanto rumore per nulla? In parte, sì.</strong> Anche perché  la Corte di Cassazione sta continuando ad applicare una distinzione  molto chiara: una cosa sono i blog, altro è la stampa. Se la legge  dovesse passare, quindi, potrebbe essere la stessa Cassazione a renderla  lettera morta. A quel punto, mancherebbe solo un blogger disposto a  pagare 12.000 euro di multa più altre centinaia di spese legali, pur di  creare il precedente. Chi si offre?</p>
<p><a href="http://www.linkiesta.it/la-rete-e-sicura-la-cassazione-dira-no-all-ammazza-blog">fonte</a></p>
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		<title>Intercettazioni: giovedì in piazza la protesta dei blogger</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il famoso &#8220;comma 29&#8243; della legge, che già un anno fa aveva scatenato una campagna online per la sua abolizione, ha fatto partire immediatamente la protesta di blogger e internauti che parlano apertamente di &#8220;bavaglio&#8221; e &#8220;censura ai blog&#8221;. Come spiega il giurista esperto di diritto digitale Guido Scorza, secondo il comma della legge: &#8220;Tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Riots1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1626" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Riots" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Riots1.png" alt="" width="210" height="140" /></a>&#8220;Il famoso &#8220;comma 29&#8243; della legge, che già un anno fa aveva scatenato  una campagna online per la sua abolizione, ha fatto partire  immediatamente la protesta di blogger e internauti che parlano  apertamente di &#8220;bavaglio&#8221; e &#8220;censura ai blog&#8221;.<span id="more-1625"></span> Come spiega il giurista  esperto di diritto digitale Guido Scorza, secondo il comma della legge:  &#8220;Tutti i gestori di siti informatici saranno tenuti a disporre la  rettifica di ogni informazione pubblicata online entro 48 ore  dall&#8217;eventuale richiesta, fondata o infondata che sia&#8221;. Significa che se  un politico locale o nazionale, un&#8217;azienda, uno scrittore o un  giornalista &#8211; insomma, chiunque &#8211; non gradisce quanto legge su di sé su  un qualche sito, potrò obbligare il gestore della pagina web a  pubblicare una rettifica. Se il gestore non adempie la richiesta,  rischia una multa fino a 12mila euro. Contro il comma si sono espressi  esponenti della maggioranza come il ministro Meloni (&#8220;equiparare un  giornale a un blog è un errore&#8221;) e gran parte dell&#8217;opposizione: se per  Di Pietro è &#8220;una misura fascista&#8221;, per Debora Serracchiani del Pd è una  &#8220;mordacchia&#8221;. Blogger e attivisti per i diritti civili, intanto, si  preparano a far ripartire una campagna di opinione; sono già allo studio  momenti specifici di protesta off-line che accompagnino la campagna di  contro-informazione già partita su Facebook e sui social network.  Giovedì 29 settembre in piazza del Pantheon a Roma, nel corso  dell&#8217;iniziativa lanciata dal &#8220;Comitato per la libertà e il diritto  all&#8217;informazione&#8221; contro la legge ci saranno anche blogger e internauti.  La &#8220;resistenza&#8221; è appena cominciata.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.radicali.it/20110927/intercettazioni-gioved-piazza-protesta-dei-blogger-digitale-potere-rassegna-stampa-del-27-s">fonte<br />
</a></p>
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		<title>La reputazione nel web al centro del convegno Corecom</title>
		<link>http://www.aigol.it/la-reputazione-nel-web-al-centro-del-convegno-corecom/201109291623/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La reputazione nel web al centro del convegno Corecom che si terrà venerdì 30 aprile alle ore 10 in Sala Pirelli Saranno presentate due differenti ricerche redatte da Phinet e Istituto Piepoli &#8211; Introduce il presidente del Consiglio Davide Boni, chiude Roberto Formigoni Dalla campagna elettorale di Obama a Facebook: un grandissimo elemento in comune, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Corecom-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1624" title="invito_Guttemberg_facebook.indd" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Corecom-1.jpg" alt="" width="268" height="276" /></a>La reputazione nel web al centro del convegno Corecom che si terrà venerdì 30 aprile alle ore 10 in Sala Pirelli</p>
<p>Saranno presentate due differenti ricerche redatte da Phinet e Istituto Piepoli &#8211; Introduce il presidente del Consiglio Davide Boni, chiude Roberto Formigoni<span id="more-1623"></span></p>
<p>Dalla campagna elettorale di Obama a Facebook: un grandissimo elemento in comune, l&#8217;inarrestabile affermazione dell&#8217;informazione web. Ma è possibile &#8220;quantificare&#8221; la presenza di una persona sulla rete e svolgere analisi di tipo qualitativo su questa presenza? Possono i numeri, la qualità dei giudizi e la credibilità delle informazioni raccolte in rete essere considerati autentici? E quali potrebbero essere le ripercussioni sulla reputazione e sulla privacy?</p>
<p>Il Corecom Lombardia affronta il tema con un confronto diretto tra la rilevazione sul web e quella tradizionale, cercando di analizzare la notorietà dei giornalisti più conosciuti. Due agenzie che operano con strumenti differenti, PhiNet e Istituto Piepoli, hanno stilato le classifiche di notorietà web di giornalisti, testate tradizionali e web, telegiornali e radio, e hanno individuato un vero e proprio indice dell&#8217;interesse suscitato sul web dai giornalisti più noti.</p>
<p>I risultati saranno presentati in occasione del convegno &#8220;Web reputation, come i nuovi media ridisegnano i confini della privacy&#8221;, che sarà coordinato dal presidente del Corecom Fabio Minoli e si terrà al Grattacielo Pirelli nella mattinata di venerdì 30 settembre dalle ore 10 in Sala Pirelli con ingresso da via Fabio Filzi 22.<br />
Dopo i saluti introduttivi del Presidente del Consiglio regionale Davide Boni e la presentazione delle due ricerche da parte dell&#8217;Amministratore delegato di Phinet Alessandro Giovannini e del Presidente dell&#8217;Istituto Piepoli Nicola Piepoli, interverranno il presidente dell&#8217;Accademia Comunicazione Michelangelo Tagliaferri, il direttore di RTI Interactive Media Gruppo Mediaset Yves Confalonieri, il direttore di Radio Uno e GR Rai Antonio Preziosi, il produttore esecutivo di Microsoft Paolo Tacconi, Luigi Pecora dell&#8217;Authority della Privacy, Guido Scorza dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma e il commissario Agcom Antonio Martusciello. Le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione Roberto Formigoni.</p>
<p>La rete vanta oggi oltre 27 milioni di utenti unici mensili, oltre 2 milioni di domini &#8220;.it&#8221; attivi e un incremento medio di 100mila nuove pagine web al giorno. I soli giornali online registrano visitatori fino a dodici volte superiori rispetto ai loro omologhi cartacei, mentre il fenomeno dei Social Media evidenzia solo su Facebook circa 17 milioni di utenti attivi. Numeri e dati che rendono il tema dell&#8217;utilizzo del web più che mai attuale.</p>
<p><a href="http://affaritaliani.libero.it/rubriche/qui_regione_lombardia/la-reputazione-nel-web.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Finanziamenti pubblici ai giornali, Fieg: &#8220;Vanno rivisti&#8221;</title>
		<link>http://www.aigol.it/finanziamenti-pubblici-ai-giornali-fieg-vanno-rivisti/201109281619/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 15:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221;E&#8217; necessario prestare massima attenzione nella destinazione delle risorse pubbliche al settore, evitando ogni possibile spreco. Ma è anche necessaria una revisione profonda delle politiche di sostegno pubblico. Occorre che le risorse disponibili siano destinate ad interventi strutturali per il settore&#8221;. Lo ha dichiarato il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, intervenendo all&#8217;Assemblea nazionale dell&#8217;editoria cooperativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/logo-fieg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1620" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="logo-fieg" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/logo-fieg-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>&#8221;E&#8217; necessario prestare massima attenzione nella destinazione delle  risorse pubbliche al settore, evitando ogni possibile spreco. Ma è anche  necessaria una revisione profonda delle politiche di sostegno pubblico.  Occorre che le risorse disponibili siano destinate ad interventi  strutturali per il settore&#8221;. Lo ha dichiarato il presidente della Fieg,  Carlo Malinconico, intervenendo all&#8217;Assemblea nazionale dell&#8217;editoria  cooperativa e non profit.<span id="more-1619"></span></p>
<p>&#8221;La contribuzione pubblica – ha  aggiunto Malinconico – deve essere finalizzata allo sviluppo delle  imprese editoriali e dell&#8217;intero settore, non costituire una forma di  sostentamento di imprese inefficienti o di alterazione della  concorrenza, come ha segnalato l&#8217;Autorità della concorrenza. Le risorse  disponibili devono essere utilizzate per promuovere l&#8217;innovazione  tecnologica, la produttività delle imprese, l&#8217;occupazione, il passaggio  alla multimedialità. A questi fini va accolta positivamente la proposta  del sottosegretario Bonaiuti di un tavolo di confronto sui problemi  dell&#8217;editoria&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/media/finanziamenti-pubblici-ai-giornali-fieg-vanno-rivisti-970964/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter">fonte<br />
</a></p>
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		<title>I social media stanno uccidendo il giornalismo online?</title>
		<link>http://www.aigol.it/i-social-media-stanno-uccidendo-il-giornalismo-online/201109281614/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 07:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una ricerca di ‘Experian Hitwise’  mostra che solo un ventesimo del tempo passato in internet dagli internauti britannici viene dedicata all’ informazione giornalistica – Cioè tre volte meno di quello dedicato all’ intrattenimento e quasi cinque volte meno del tempo passato su Facebook e gli altri network I social media stanno ammazzando l’ informazione online? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/informazione-digitale-anteprima-400x266-4309952.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1615" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="informazione-digitale-anteprima-400x266-430995" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/informazione-digitale-anteprima-400x266-4309952-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Una ricerca di ‘Experian Hitwise’  mostra che solo un ventesimo  del tempo passato in internet dagli internauti britannici viene dedicata  all’ informazione giornalistica – Cioè tre volte meno di quello  dedicato all’ intrattenimento e quasi cinque volte meno del tempo  passato su Facebook e gli altri network</em></p>
<p>I social media stanno ammazzando l’ informazione online?<span id="more-1614"></span></p>
<p>Certo, se un internauta, nel corso di un’ ora passata sulla Rete   dedica solo 3 minuti (1/20 del tempo) alle notizie, preferendo di gran  lunga il ‘’cazzeggio’’ (9 minuti di entertainment e 14 minuti di social  network), allora è legittimo osservare che, come fa <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/09/se-avessi-un-ora-al-giorno-da-dedicare-a-internet.html">Tagliablog</a>,  ‘’se l’editoria offline è morta, mi sa che anche per quella online è  arrivato il momento di reinventarsi, se non vuol rischiare di finire  vittima di Facebook &amp; Co’’.</p>
<p>Tagliaerbe riporta l’ infografica che illustra un recente <a href="http://weblogs.hitwise.com/james-murray/2011/09/if_uk_internet_usage_was_just.html">studio di Experian Hitwise</a> condotto sugli internauti britannici, secondo cui questi ultimi, nello  scorso agosto, hanno speso online 3,4 miliardi di ore, 800 delle quali –  in pratica quasi 1/4 di tutto il tempo – sui social.</p>
<p>Al di là di questo aspetto, dice Davide  Pozzi (‘’Tagliaerbe’’), ‘’quello che mi rende più perplesso è il futuro  dell’editoria online’’, se si osserva che ‘’solo 1/20 di tutto il tempo  passato su Internet viene speso per leggere notizie’’.</p>
<p>Probabilmente – osserva – il motivo è che le notizie, o più in  generale le informazioni, vengono ormai scambiate e condivise all’  interno di altri contenitori, primo fra tutti quello sociale. E quindi  l’utente medio non ha più bisogno di andarle a leggere alla fonte, ma se  le trova – sminuzzate e pre-digerite – dentro Facebook o Twitter.</p>
<p>E avendo sempre meno tempo/voglia di approfondire, ciò gli basta: non  va a leggersi tutto l’articolo sul sito dell’editore, ma si accontenta  della discussione e del botta-risposta che trova sui social.</p>
<p>Se l’editoria offline è morta – conclude Tagliablog -, ‘’mi sa che  anche per quella online è arrivato il momento di reinventarsi, se non  vuol rischiare di finire vittima di Facebook &amp; Co: <em>“social media killed the publisher star”</em>? ‘’</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/2011/09/27/i-social-media-stanno-uccidendo-il-giornalismo-online/">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Torna la legge che impone l&#8217;obbligo di rettifica per i blog</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 06:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; passato più di un anno dall&#8217;ultima protesta dei blogger ma in queste ore sta tornando il pericolo censura del web. La Camera infatti sta esaminando il decreto legge sulle intercettazioni, la famosa legge Alfano che è diventata nuovamente tema di dibattito e tornata al centro dei lavori parlamentari dopo 2 anni di tira e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/bavaglio355_90789_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1613" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="bavaglio355_90789_1" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/bavaglio355_90789_1-300x101.jpg" alt="" width="300" height="101" /></a>E&#8217; passato più di un anno dall&#8217;ultima <a href="http://web20.excite.it/comma-ammazza-blog-stasera-tutti-in-piazza-N49489.html" target="_self">protesta dei blogger</a> ma in queste ore sta tornando il <a href="http://politica.excite.it/ddl-intercettazioni-il-web-nel-mirino-con-la-legge-ammazza-blog-N90494.html" target="_self">pericolo censura del web</a>.<span id="more-1612"></span></p>
<p>La Camera infatti sta esaminando il <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00484629.pdf" target="_blank">decreto legge sulle intercettazioni</a>,  la famosa legge Alfano che è diventata nuovamente tema di dibattito e  tornata al centro dei lavori parlamentari dopo 2 anni di tira e molla.</p>
<p>In queste ultime ore è tornata a far discutere per il<strong>comma 29</strong> dell’articolo 1 del decreto contro le <a id="ed_Id_1" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=intercettazioni&amp;af=5633&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fweb20%2Eexcite%2Eit%2Ftorna%2Dla%2Dlegge%2Dche%2Dimpone%2Dlobbligo%2Ddi%2Drettifica%2Dper%2Di%2Dblog%2DN90789%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1317192911437&amp;hs=a260012739e164177dc6ce4dbe0f1936" target="_blank">intercettazioni</a> che recita: &#8216;<em>Per  i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici  diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono  pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa  metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui  si riferiscono</em>&#8216;.</p>
<p>La norma è stata già definita <strong>ammazza <a id="ed_Id_2" title="Sponsor Link By eDintorni" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=blog+on+line&amp;af=5633&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fweb20%2Eexcite%2Eit%2Ftorna%2Dla%2Dlegge%2Dche%2Dimpone%2Dlobbligo%2Ddi%2Drettifica%2Dper%2Di%2Dblog%2DN90789%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1317192911437&amp;hs=0c61fb95c2e1ccfbf54f85882f2543f1" target="_blank">blog</a></strong> perchè con siti informatici colpirebbe anche i diari delle persone  oltre che le testate giornalistiche registrate in tribunale. Si  prevedono multe di <strong>12 mila euro</strong>di multa per chi non fa la rettifica entro due giorni senza alcuna distinzione tra giornale online e sito personale.</p>
<p>Come ha <a href="http://blog.wired.it/lawandtech/2011/09/25/censura-online-torna-lincubo-del-ddl-intercettazioni.html" target="_blank">spiegato</a> il giurista Guido Scorza: &#8216;<em>Il  punto non è sottrarre il blogger alla responsabilità per quello che  scrive perché è, anzi, sacrosanto che ne risponda ma, più semplicemente,  riconoscere la differenza abissale che c’è tra un <a id="ed_Id_3" title="Sponsor Link By eDintorni" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=blog+personale&amp;af=5633&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fweb20%2Eexcite%2Eit%2Ftorna%2Dla%2Dlegge%2Dche%2Dimpone%2Dlobbligo%2Ddi%2Drettifica%2Dper%2Di%2Dblog%2DN90789%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1317192911437&amp;hs=bd8f4178d6a78a32a1488fe75f4cc4ac" target="_blank">blog</a> ed un giornale o una televisione e tra un blogger – magari ragazzino – e  un giornalista, una redazione o, piuttosto, un editore. Il primo – salvo eccezioni – sarà portato a rettificare &#8216;per paura&#8217; e  non già perché certo di <a id="ed_Id_4" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=hotel+dover&amp;af=5633&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fweb20%2Eexcite%2Eit%2Ftorna%2Dla%2Dlegge%2Dche%2Dimpone%2Dlobbligo%2Ddi%2Drettifica%2Dper%2Di%2Dblog%2DN90789%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1317192911437&amp;hs=87ab1a7e5d8a7926926809cb82c555b2" target="_blank">dover</a> rettificare mentre i secondi, dinanzi ad una richiesta di rettifica, ci  pensano, ci riflettono, la esaminano, la fanno esaminare e poi solo se  sono davvero convinti di dovervi procedere, vi provvedono</em>.&#8217;</p>
<p>Si parla dunque già di censura sul web e di freno alla libertà di espressione dei blogger che sarebbero <strong>costretti a rettificare</strong> subendo grosse pressioni. Sono già arrivate le <a href="http://www.asca.it/news-INTERCETTAZIONI__DI_PIETRO__OSCURAMENTO_RETE_E__MISURA_FASCISTA-1052618-ORA-.html" target="_blank">dichiarazioni di Di Pietro</a> che ha sottolineato come <em>la  legge preparata dal suo governo di zelanti servitori non ha uguali nel  mondo, è un insulto alla libertà e alla democrazia, è una misura  fascista</em>. Gentiloni invece ha <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Gentiloni-governo-attacca-internet/26-09-2011/1-A_000252094.shtml" target="_blank">parlato</a> anche di eventuali rischi anche per i social network.</p>
<p>Anche il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosi-vogliono-soffocare-il-web/2162123" target="_blank">non è soddisfatta</a> perchè &#8216;<em>esiste  una differenza abissale tra un blog, magari gestito da un ragazzo, un  giornale e una televisione. Applicare per entrambi la stessa legge è  sicuramente un errore</em>&#8216;.</p>
<p>Secondo <a href="http://www.ilpost.it/massimomantellini/2011/09/27/se-lindignazione-e-automatica" target="_blank">Massimo Mantellini</a>, blogger e radiologo: &#8216;<em>l’ambiguità  di quei “siti informatici” è certamente intenzionale. Del resto sarebbe  stato sufficiente che un simile obbligo di rettifica venisse previsto  solo per i siti web informativi registrati come testate giornalistiche e  questo avrebbe tacitato molte polemiche. Così non è stato per una  ragione trasparente: il legislatore vuole poter controllare ed  intimidire tutta la comunicazione su Internet e non semplicemente  prevedere un meccanismo di giusto risarcimento a chi si sia sentito in  qualche misura diffamato attraverso i media professionali.</em>&#8216;</p>
<p>Mentre si levano diverse voci che contrastano questo comma si comincia già a pensare ad una nuova serie di <strong>proteste</strong> concrete e fattive, a come scendere in paizza. La prima è stata <a href="http://saviano.blogautore.repubblica.it/2011/09/26/in-piazza-contro-il-bavaglio/?ref=HREC1-6" target="_blank">organizzata</a> a <a id="ed_Id_5" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=hotel+pantheon+roma&amp;af=5633&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fweb20%2Eexcite%2Eit%2Ftorna%2Dla%2Dlegge%2Dche%2Dimpone%2Dlobbligo%2Ddi%2Drettifica%2Dper%2Di%2Dblog%2DN90789%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1317192911437&amp;hs=32444e5344e546ed9e76c0595fbc6992" target="_blank">Roma</a> al Pantheon per <strong>Giovedì 29 Settembre</strong>.</p>
<p>Torna il tormentone del bavaglio al web e su alcuni blog e giornali  internazionali questo comma è già stato visto come anacronistico. Siamo  nell&#8217;Italia del medioevo oppure i blogger sbagliano ed esagerano?</p>
<p><a href="http://web20.excite.it/torna-la-legge-che-impone-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog-N90789.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Gli utenti di Twitter &#8220;amano&#8221; la pubblicità?</title>
		<link>http://www.aigol.it/gli-utenti-di-twitter-amano-la-pubblicita/201109281610/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 06:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca di mercato, il soprannaturale esiste. Non sto parlando di fantasmi e diavoli, ma di utenti che apprezzano la pubblicità: quelli di Twitter. Soltanto il 10,9% degli americani twitterofili hanno dichiarato che i nuovi ad contestuali dovrebbero essere rimossi perchè seccanti, mentre il 24,9% li ritengono rilevanti (e dopo tutto si sono iscritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/pubblicita-edificio-49140.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1611" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="pubblicita-edificio-49140" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/pubblicita-edificio-49140-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>Secondo una <a href="http://www.businessinsider.com/shockingly-twitter-users-dont-mind-its-ads-2011-9?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+typepad%2Falleyinsider%2Fsilicon_alley_insider+%28Silicon+Alley+Insider%29" target="_self">ricerca di mercato</a>, il soprannaturale esiste. Non sto parlando di fantasmi e diavoli, ma di utenti che apprezzano la pubblicità: quelli di <a href="http://www.jacktech.it/search/news/twitter" target="_self">Twitter</a>.<span id="more-1610"></span></p>
<p>Soltanto il 10,9% degli americani twitterofili hanno dichiarato che i <a href="http://www.jacktech.it/news/blog/blog-web/blog-web-2-0/twitter-inserira-pubblicita-nella-timeline" target="_self">nuovi ad contestuali</a> dovrebbero essere rimossi perchè seccanti, mentre il 24,9% li ritengono  rilevanti (e dopo tutto si sono iscritti loro agli account delle  aziende che utilizzano questa forma di pubblicità).</p>
<p>Qualsiasi startup che abbia mai fatto vedere la propria faccia sul web è  sempre stato terrorizzato della fase di monetizzazione e dagli ad.  Twitter non è stato da meno, esitando e tentennando per anni. Le  possibiltà sono due: o gli utenti sono così affezionati a Twitter da  perdonargli davvero tutto, oppure l’idea degli ad contestuali è stata  eseguita davvero bene. Sicuramente <a href="http://www.jacktech.it/search/news/facebook" target="_self">Facebook</a> sarà roso dall&#8217;invidia!</p>
<p><a href="http://www.jacktech.it/news/blog/blog-web/blog-web-2-0/le-pubblicita-di-twitter-non-sono-sgradite">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Il Far Web di Calabrò</title>
		<link>http://www.aigol.it/il-far-web-di-calabro/201109281608/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 06:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[clabrò]]></category>
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		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Corrado Calabrò, presidente dell&#8217;Authority per le Comunicazioni, ha definito &#8220;un buffetto&#8221; le disposizioni che la stessa Agcom sta varando su Internet per porre fine a quello che Calabrò medesimo ha chiamato &#8220;il Far Web&#8221;. Lo &#8221;schema di regolamento&#8221; stabilisce che se qualcuno ritiene violata la sua proprietà intellettuale in Rete può rivolgersi all&#8217;Autorità, la quale &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/corrado-calabro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1609" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="corrado-calabro" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/corrado-calabro-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>Corrado Calabrò, presidente dell&#8217;Authority per le Comunicazioni, ha  definito &#8220;un buffetto&#8221; le disposizioni che la stessa Agcom sta varando  su Internet per porre fine a quello che Calabrò medesimo ha chiamato &#8220;il  Far Web&#8221;.<span id="more-1608"></span></p>
<p>Lo &#8221;schema di regolamento&#8221; stabilisce che se qualcuno  ritiene violata la sua proprietà intellettuale in Rete può rivolgersi  all&#8217;Autorità, la quale &#8211; in mancanza di rimozione volontaria da parte  del presunto trasgressore &#8211; potrà decidere se oscurare i contenuti  contestati dopo &#8220;un trasparente contraddittorio&#8221;, a meno che una delle  due parti non decida di ricorrere alla magistratura.</p>
<p>In concreto:  se un blogger (che tragga anche un minuscolo introito grazie al suo  sito, magari grazie agli adsense di Google) pubblica nel suo sito uno  spezzone di un articolo di giornale, di una trasmissione tv o di un  brano musicale, rischia di dover scegliere tra una lunga e costosa  controversia da dirimere davanti all&#8217;Agcom o, semplicemente,  l&#8217;autocensura.</p>
<p>ll risultato pratico, anche per la scarsa  nitidezza con cui è formulata la norma, saranno &#8220;decine se non centinaia  di migliaia di nuovi contenziosi&#8221; (parole di Nicola D&#8217;Angelo,  commissario della stessa autorità) in cui a prevalere sarà  tendenzialmente chi è in grado di sostenere le cause stesse, mentre i  soggetti deboli cercheranno solo di togliersi di torno la grana  attraverso l&#8217;autoscuramento.<br />
Una bella lezione educativa, insomma,  ai ragazzi che vivono in Rete: si insegna loro che on line vince sempre  più il più forte. Proprio quel Far Web di cui parla Calabrò.</p>
<p><a href="http://www.piovonorane.it/">www.piovonorane.it</a></p>
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		<title>Google News punta sul social giornalismo</title>
		<link>http://www.aigol.it/google-news-punta-sul-social-giornalismo/201109281606/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 06:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google news]]></category>
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		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Google News tenta l’impossibile, ossia una diffusione social presso i giornalisti che, non sono le creature più tolleranti verso la concorrenza. Il problema con Google News era che spesso le notizie apparivano per prime su giornali a diffusione limitata ma la parte del leone la facevano i riassunti pubblicati sulle grandi testate. Il maggior numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/google-news-standout-50067.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1607" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="google-news-standout-50067" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/google-news-standout-50067-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>Google News tenta l’impossibile, ossia una diffusione social presso i  giornalisti che, non sono le creature più tolleranti verso la  concorrenza. Il problema con <a href="http://www.jacktech.it/news/dossier/aziende/google-ricerche-e-non-solo-con-maps-earth-e-il-traduttore" target="_self">Google News</a> era che spesso le notizie apparivano per prime su giornali a diffusione  limitata ma la parte del leone la facevano i riassunti pubblicati sulle  grandi testate. Il maggior numero di link, infatti, puntava ai giganti  dell’editoria.<span id="more-1606"></span></p>
<p>Il nuovo “trucco” per ottimizzare il traffico consiste in un’etichetta definita <em>Standout</em> che i giornali online potranno usare per un massimo di sette volte a  settimana per i propri articoli, ma un numero infinito di volte verso i  concorrenti. L&#8217;etichetta equivale a una sorta di &#8220;voto di fiducia&#8221; che  conferisce un vantaggio mediatico concreto agli articoli contrassegnati.  Il sistema dovrebbe incoraggiare a dare il giusto credito alle notizie e  permettere alle fonti di informazioni di supportarsi a vicenda in un  mercato sempre più competitivo. È probabile che alcuni giornalisti  aderiranno all&#8217;iniziativa del gigante di Mountain View, ma la verità è  che (secondo me) saranno pochi i responsabili delle linee editoriali che  troveranno l&#8217;idea entusiarmante &#8211; a meno di non essere forzati &#8211; come  sembra essere intenzionata a fare Google.</p>
<p>Sono anche curioso di scoprire cosa escogiteranno i <a href="http://www.jacktech.it/search/news/seo" target="_self">SEO</a> più malandrini, ossia gli esperti di posizionamento nei motori di ricerca, <a href="http://www.jacktech.it/news/blog/blog-web/blog-web-2-0/frodi-la-vendita-di-1-e-il-posizionamento-su-google" target="_self">per fregare il progetto messo in piedi da Google</a> . Il cosiddetto “astroturfing” &#8211; una tecnica marketing per creare a  tavolino una cronistoria web positiva su un prodotto, un&#8217;idea, o in  questo caso un prodotto editoriale &#8211; è la prima cosa che viene in mente.  <a href="http://www.jacktech.it/news/lifestyle-e-web/web/motori-di-ricerca-google-piu-veloce-grazie-all-algoritmo-caffeine" target="_self">C&#8217;è da dire che Google punisce severamente questo tipo di &#8220;trucchi&#8221;</a> che, tutto sommato, il gioco non vale la candela.</p>
<p>Generando il suo bravo miliardo di click al mese, <a href="http://www.jacktech.it/news/lifestyle-e-web/web/motori-di-ricerca-google-instant-predice-le-tue-ricerche" target="_self">Google è il carburante con cui si muove l’intero mercato dell&#8217;editoria</a> , ma non è detto che Mountain View sia davvero in grado di modificare gli atteggiamenti degli addetti ai lavori.</p>
<p><a href="http://web20.excite.it/torna-la-legge-che-impone-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog-N90789.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>AIGOL scende in campo a tutela della RETE</title>
		<link>http://www.aigol.it/aigol-scende-in-campo-a-tutela-della-rete/201109271602/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 06:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo presenza il prossimo 29 settembre alla manifestazione di protesta contro il DDL intercettazioni, ma anche un disegno di legge per aiutare gli editori del web. Puntuale come un orologio torna l&#8217;incubo del DDL intercettazioni, che potrebbe avere forti ripercussioni per il mondo del web e dell&#8217;editoria online in quanto introdurrebbe una serie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1603" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="aigol" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/aigol-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a>Non solo presenza il prossimo 29 settembre alla manifestazione di protesta contro il DDL intercettazioni, ma anche un disegno di legge per aiutare gli editori del web.<span id="more-1602"></span></p>
<p>Puntuale come un orologio torna l&#8217;incubo del DDL intercettazioni, che potrebbe avere forti ripercussioni per il mondo del web e dell&#8217;editoria online in quanto introdurrebbe una serie di restrizioni e di censure, che vanno contro la libertà di informazione da sempre costituzionalmente garantita nel nostro Paese.</p>
<p>&#8220;Il Governo continua a vivere il web più come un problema che come una opportunità&#8221;, ha dichiarato Marcel Vulpis, presidente di AIGOL (Associazione Italiana Giornali OnLine). &#8220;Non è la prima volta che accade e sta diventando persino stucchevole rimarcarlo di volta in volta. Il prossimo 29 settembre i vertici della nostra Associazione scenderanno in piazza (al Pantheon), insieme ad altre strutture e realtà, per protestare contro questo DDL, che contiene, al suo interno, la cosiddetta norma “ammazza-blog”. Impone infatti ai gestori di tutti i siti informatici l&#8217;obbligo di procedere alla rettifica di ogni contenuto pubblicato dietro semplice richiesta del soggetto che se ne ritiene leso.<br />
Come AIGOL siamo però stanchi di tenere una posizione difensiva ed è per questa ragione che, nel mese di ottobre, creeremo un gruppo di lavoro (aperto inoltre ad altre associazioni) per presentare un DDL innovativo sul tema dei contributi per l’online. In Francia sono stati stanziati per i prossimi tre anni circa 60 milioni di euro a favore del web e dell’editoria in Rete. In Italia siamo al “Cenozoico”, si preferisce aiutare giornali politici su carta con investimenti spesso superiori ai 2 milioni di euro annui per testata. Siamo alle porte di una nuova era e il Governo dovrà capire che il mondo del web ha la stessa dignità e valore di altri mezzi tradizionali, come la tv, la carta stampata o la radio. Entro i prossimi tre anni, i principali analisti americani prevedono che il web sarà il primo media per modalità di fruizione da parte degli utenti. Non capirlo significa voler rimanere nel Cenozoico piuttosto che uscirne per traghettare le nuove generazioni in una società più moderna e multimediale”.</p>
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		<title>Se avessi un’ora al giorno da dedicare a Internet…</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 06:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[almeno secondo un recente studio di Experian Hitwise condotto in UK. Ad Agosto 2011 la popolazione Internet del Regno Unito ha speso online 3,4 miliardi di ore, 800 delle quali – in pratica quasi 1/4 di tutto il tempo – sui social. Da vecchio utilizzatore della Rete rimango basito nel vedere come sono composte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/uso-di-internet1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1601" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="uso-di-internet" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/uso-di-internet1-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></a>almeno secondo un recente <a href="http://weblogs.hitwise.com/james-murray/2011/09/if_uk_internet_usage_was_just.html">studio di Experian Hitwise</a> condotto in UK.<span id="more-1599"></span></p>
<p>Ad Agosto 2011 la popolazione Internet del Regno Unito ha speso online  3,4 miliardi di ore, 800 delle quali – in pratica quasi 1/4 di tutto il  tempo – sui social.</p>
<p>Da vecchio utilizzatore della Rete rimango basito nel vedere come  sono composte le fette della torta, che dall’immagine qui sopra sembra  ormai essere un media molto da <em>cazzeggio</em> e molto poco produttivo: la somma del tempo spesa fra <em>Business</em> e <em>Email</em> è infatti meno della metà di quella spesa per l’<em>Entertainment</em>, e meno di 1/3 di quella spesa sui <em>Social Media</em>.</p>
<p>Ma quello che mi rende più perplesso è il futuro dell’editoria  online, che si può estrapolare – almeno in parte – osservando il tempo  speso sotto la voce <em>News</em>: 3 minuti ogni ora, come dire che solo 1/20 di tutto il tempo passato su Internet viene speso per leggere notizie.</p>
<p>Probabilmente il motivo è che le notizie, o più in generale le  informazioni, vengono ormai scambiate e condivise all’interno di altri  contenitori, primo fra tutti quello sociale. E quindi l’utente medio non  ha più bisogno di andarle a leggere alla fonte, ma se le trova –  sminuzzate e pre-digerite – dentro Facebook o Twitter.</p>
<p>E avendo sempre meno tempo/voglia di approfondire, ciò gli basta: non  va a leggersi tutto l’articolo sul sito dell’editore, ma si accontenta  della discussione e del botta-risposta che trova sui social.</p>
<p>Se l’editoria offline è morta, mi sa che anche per quella online è  arrivato il momento di reinventarsi, se non vuol rischiare di finire  vittima di Facebook &amp; Co: <em>“social media killed the publisher star”</em>?</p>
<p><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/09/se-avessi-un-ora-al-giorno-da-dedicare-a-internet.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>IL FUTURO DEI MEDIA TRA WEB E PIRATERIA</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 06:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci saranno Corrado Calabrò, presidente di Agcom, Fedele Confalonieri, padre nobile di Mediaset, Giancarlo Leone, vicedirettore generale della Rai, Riccardo Tozzi, presidente Anica e il ministro Galan mercoledì 5 ottobre a Roma (Biblioteca Casanatense &#8211; MiBac) a parlare di pirateria e futuro dei media. Insieme con altri relatori illustreranno e discuteranno dei risultati della ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/MiBAC.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1598" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="MiBAC" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/MiBAC-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></a>Ci saranno Corrado Calabrò, presidente di Agcom, Fedele Confalonieri, padre nobile di Mediaset, Giancarlo Leone, vicedirettore generale della Rai, Riccardo Tozzi, presidente Anica e il ministro Galan mercoledì 5 ottobre a Roma (Biblioteca Casanatense &#8211; MiBac) a parlare di pirateria e futuro dei media. Insieme con altri relatori illustreranno e discuteranno dei risultati della ricerca commissionata a IslCult: &#8220;Italia audiovisiva: diritto d&#8217;autore e creatività&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>“Serve socialità nella diffusione dei contenuti”</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 06:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[social media week]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla ‘Social Media Week’ si parla del futuro dell’editoria: il connubio tra la carta stampata e il web si dimostra il modello vincente. Intervengono Paolo Ainio, Luca Ascani, Luca Colombo, Enrico Gasperini, Stefano Maruzzi, Stefano Quintarelli, Giorgio Riva fonte Condividi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla ‘Social Media Week’ si parla del futuro dell’editoria: il connubio  tra la carta stampata e il web si dimostra il modello vincente.  Intervengono Paolo Ainio, Luca Ascani, Luca Colombo, Enrico Gasperini,  Stefano  Maruzzi, Stefano Quintarelli, Giorgio Riva</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/WdD8mSmLzR8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.primaonline.it/2011/09/26/96220/serve-socialita-nella-diffusione-dei-contenuti/">fonte</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Intercettazioni, web in rivolta contro la norma &#8216;ammazza blog&#8217;</title>
		<link>http://www.aigol.it/intercettazioni-web-in-rivolta-contro-la-norma-ammazza-blog/201109271594/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 06:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Multe sino a 12mila euro per chi non rettifica: già in 32mila protestano su Facebook Scoppiano le proteste su blog e social network contro la cosiddetta norma &#8216;ammazza blog&#8217;, ovvero nuove regole più stringenti inserite all&#8217;interno del &#8216;ddl intercettazioni&#8217;, sul quale il governo dovrebbe porre la fiducia. La notizia ha scatenato la reazione di blogger [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/camera130411_06_adn-400x300.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1595" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Roma  13 aprile 2011, Montecitorio: votazioni in aula per il processo breve." src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/camera130411_06_adn-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Multe sino a 12mila euro per chi non rettifica: già in 32mila protestano su Facebook<span id="more-1594"></span></p>
<p>Scoppiano le proteste su blog e social network contro la cosiddetta norma &#8216;ammazza blog&#8217;, ovvero nuove regole più stringenti inserite all&#8217;interno del &#8216;ddl intercettazioni&#8217;, sul quale il governo dovrebbe porre la fiducia.</p>
<p>La notizia ha scatenato la reazione di blogger e utenti indignati che  gridano allo scandalo e al complotto nei confronti della libertà di  espressione. La norma infatti prevede che ogni gestore di sito  informatico ha l&#8217;obbligo di rettificare  qualsiasi contenuto pubblicato qualora ci fosse la richiesta di  qualunque soggetto che si ritenga leso dal contenuto del post. E se non  si rettifica la multa può raggiungere anche i 12mila euro, indipendentemente se il ricorso sia fondato o meno.</p>
<p>&#8220;Attenti, questa è la goccia che può far traboccare il vaso: si  tratta di una dichiarazione di guerra alla Rete e noi non ci tireremo  indietro&#8221; scrive un utente sul gruppo Facebook, &#8216;Salva i blog!&#8217;, al  quale sono iscritte già 32mila persone. &#8220;Loro attaccano noi, noi  attaccheremo loro. Restiamo in attesa di nuove informazioni dal Palazzo.  Agiremo di conseguenza&#8221;, minaccia un altro utente su un blog di  discussione politica.</p>
<p>&#8220;Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e  periodici diffusi per via telematica &#8211; si legge nel testo della norma &#8211;  le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla  richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia  di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si  riferiscono&#8221;. La norma quindi equipara il web ai giornali cartacei,  introducendo una parziale ma importante censura a quanto viene scritto e  postato, dato che per ogni commento, nota o articolo, basterà una mail  per chiederne la rimozione oppure la correzione di quegli aspetti  considerati infamanti o diffamatori, indipendentemente dalla reale  fondatezza della protesta.</p>
<p>Ma la protesta contro questa norma viaggia nel mondo virtuale ma anche in quello reale. Il movimento hacker si è già messo in moto e sta pianificando interventi dimostrativi online,  cavalcando anche l&#8217;entusiasmo del boom elettorale del partito dei  pirati tedesco durante le elezioni del parlamento federale berlinese,  dove ha ottenuto 15 seggi su 141, con l&#8217;8,9% dei voti. Anche la gente  comune si sta organizzando, tanto che nelle ultime ore il numero di chi  ha assicurato la sua partecipazione alla manifestazione del 15 ottobre, a  Roma, indetta dagli &#8216;indignati&#8217; è salito vertiginosamente e ha superato  quota 14mila.</p>
<p>Su Twitter è un susseguirsi di cinguettii che cercano di  pubblicizzare la notizia e di suscitare una reazione positiva contraria  alle indicazioni governativa: &#8220;No al bavaglio al web&#8221; è il grido del  social network. Ma è soprattutto nelle chat-room private che si stanno  già valutando quale sia il modo migliore per mettere in pratica un  &#8220;gesto di protesta che metta in ginocchio chi di censura vuole ferire&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Intercettazioni-web-in-rivolta-contro-la-norma-ammazza-blog_312488542289.html">fonte<br />
</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">Condividi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Giornalismo digitale: dopo le perdite arriveranno anche i guadagni (Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Si conclude con questo auspicio-convinzione ‘’The story so far’’, la Ricerca della Columbia sull’ editoria online – Gli autori elencano una serie di raccomandazioni, sulla base delle lezioni, soprattutto economiche, che 20 anni di storia del giornalismo digitale hanno fornito – Quanto al ruolo della professione giornalistica, il pubblico, secondo gli autori, continua comunque ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Giornali-300x231.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1593" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Giornali-300x231" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Giornali-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>Si conclude con questo auspicio-convinzione <strong>‘’The story so far’’</strong>, la Ricerca della Columbia sull’ editoria online – Gli autori elencano una serie di raccomandazioni, sulla base delle <strong>lezioni</strong>,  soprattutto economiche, che 20 anni di storia del giornalismo digitale  hanno fornito – Quanto al ruolo della professione giornalistica, il  pubblico, secondo gli autori, continua comunque ad aver bisogno di  ‘’giornalisti indipendenti e oggettivi, che scovano fatti, spiegano  questioni complesse e presentano il loro lavoro in modo convincente.  Crediamo anche che se i sostegni governativi e l’ intervento di soggetti  filantropici possono essere d’ aiuto, fondamentalmente continua ad  essere il mercato quello che deve fornire al giornalismo le basi  economiche. Molte delle perdite del settore vengono dal digitale. E’  tempo di cominciare a raccogliere anche qualche guadagno’’. </em><span id="more-1592"></span></p>
<p><em> </em></p>
<p>- Le piattaforme digitali non sono spazi dove pubblicare contenuti già esistenti.</p>
<p>- Va completamente ridefinito il rapporto tra audience e pubblicità online, che ora è spesso solo ‘’spazzatura’’</p>
<p>- E’ essenziale coinvolgere in maniera diversa gli inserzionisti:  cosa che non significa consentire loro di imporre la linea editoriale o  la priorità nelle notizie, ma capire che hanno molti altri modi per  raggiungere i clienti di quanti ne avevano prima e che alcuni di questi  metodi, come i social media, riescono ad essere economici ed efficaci.</p>
<p>Sono alcune delle raccomandazioni con cui si chiude ‘<strong><em>’The story so far’’</em></strong>, la Ricerca sul giornalismo online condotta dalla Columbia, di cui Lsdi ha ultimato la traduzione.</p>
<p>Gli autori partono per le loro conclusioni da una riflessione  generale, che dovrebbe essere ormai pienamente acquisita: se è ovvio che  non possono essere abbandonati supporti tradizionali, come la carta,  che  producono dall’ 80 al 90% delle entrate dei quotidiani, le aziende  editoriali devono però guardare alle piattaforme digitali e al loro  pubblico come a una situazione in costante trasformazione, una  trasformazione che richiede un ritmo di innovazione e di investimenti  più veloce e di maggior volume.</p>
<p>Un processo che – sottolinea il Rapporto –  deve vedere i giornalisti fortemente impegnati, molto più che nel  giornalismo tradizionale, a  capire ‘’ l’ audience che hanno e quella  che vorrebbero avere’’, e a rinnovare continuamente la propria offerta  digitale per garantirsi una fedeltà sempre maggiore’’.</p>
<p>Le aziende editoriali – aggiungono gli autori elencando le principali ‘’lezioni’’ ricavate dall’ analisi<strong> – </strong>dovrebbero  sviluppare delle alternative al sistema di determinazione dei prezzi  basato sulle impression, individuando nuovi metodi, che mettano in  relazione in maniera più efficace le pubblicità digitali con la tv o la  stampa, allargandosi ai social media e ad altri schemi. E realizzando  contenuti di valore nelle inserzioni online.</p>
<p>Ancora:<strong> </strong>le aziende devono fare<strong> </strong>attenzione  a quello che è un vero e proprio furto dei contenuti, ma devono anche  rendersi conto che gran parte degli aggregatori operano entro i confini  del diritto d’ autore e creano un valore per i lettori.</p>
<p>Gli strumenti mobili digitali rappresentano una sfida straordinaria per le aziende editoriali.</p>
<p><strong>Quanto ai giornalisti, conclude il Rapporto, ‘’</strong>devono  essere preparati a una costante pressione sui costi editoriali. C’è una  vecchia regola pratica nel mondo giornalistico, in base alla quale 1000  lettori mantengono un redattore. Quel tipo di teoria nel mondo digitale  non regge più. Probabilmente avremo un mondo fatto di testate più  numerose e più piccole, le più brillanti delle quali faranno leva sul  proprio staff e sui lettori puntando su aggregazione, selezione/cura e  collaborazione col pubblico per offrire dei contenuti di grande  valore’’.</p>
<p>Il pubblico – sono convinti gli autori della Ricerca – continua  comunque ad aver bisogno di ‘’giornalisti indipendenti e oggettivi, che  scovano fatti, spiegano questioni complesse e presentano il loro lavoro  in modo convincente. Crediamo anche che se i sostegni governativi e l’  intervento di soggetti filantropici possono essere d’ aiuto,  fondamentalmente continua ad essere il mercato quello che deve fornire  al giornalismo le basi economiche.</p>
<p>Molte delle perdite del settore vengono dal digitale. E’ tempo di cominciare a raccogliere anche qualche guadagno’’.</p>
<p><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/09/facebook-app-economy-posti-di-lavoro.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>“The Facebook App Economy”: quanti posti di lavoro ha creato Facebook?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è un vero e proprio ecosistema dietro la Facebook Platform: in circa 4 anni e mezzo di vita, si è passati da 65 developer e 85 applicazioni a 20 milioni di utenti attivi, 2,5 milioni di siti che hanno integrato Facebook e 20 milioni di app installate ogni giorno. Tali applicazioni spaziano da giochi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/facebook-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1590" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="facebook-lavoro" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/facebook-lavoro-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>C’è un vero e proprio ecosistema dietro la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Facebook_Platform">Facebook Platform</a>:  in circa 4 anni e mezzo di vita, si è passati da 65 developer e 85  applicazioni a 20 milioni di utenti attivi, 2,5 milioni di siti che  hanno integrato Facebook e 20 milioni di app installate ogni giorno.<span id="more-1589"></span></p>
<p>Tali applicazioni spaziano da giochi come FarmVille, app musicali come  Spotify o orientate a scopi caritatevoli come Causes fino a componenti  da integrare nei siti web, come il bottone “Like”, il plugin “Comments” o  l’”Activity Feed”.</p>
<p>Uno <a href="http://www.rhsmith.umd.edu/digits/pdfs_docs/research/2011/AppEconomyImpact091911.pdf">studio della Robert H.Smith School Of Business</a> (Università del Maryland) ha provato a calcolare l’impatto di questo ecosistema sul mondo del lavoro, perlomeno a livello USA.</p>
<p>Secondo lo studio, le app sono in grado di creare un enorme circolo  economico virtuoso. Per esempio (esemplificazione esagerata, a mio  parere), il pulsante “Mi piace” crea un valore economico, permettendo  alle persone di condividere contenuti con gli amici. Queste condivisioni  creano un aumento di traffico verso i siti web, traffico che porta  valore alle aziende, che quindi assumono nuovi dipendenti (o comunque  non licenziano), e questi impiegati possono a loro volta fare più  acquisti di prodotti/servizi.</p>
<p>Allo stesso modo, chiunque può creare un’applicazione Facebook e  iniziare a guadagnare. Se l’app diventa popolare, lo sviluppatore può  assumere altri sviluppatori e aggiungere funzionalità. Se l’app diventa  ancor più popolare, possono essere assunti altri sviluppatori per creare  nuove app. E se la società inizia ad ingranare, verranno assunti  manager, legali, PR, impiegati: in poche parole, il tutto porta un  grande valore all’economia.</p>
<p>Un’altro esempio riportato nello studio è quello di Zynga: fondata  nel 2007, in pochissimo tempo l’azienda è diventata leader nelle app su  Facebook. Dopo aver sviluppato giochi di successo come FarmVille, conta  oggi più di 2.000 dipendenti ad un valore stimato di 15-20 miliardi di  dollari. Playfish – altra azienda nata nel 2007 e che sviluppa app su  Facebook – è stata acquistata da Electronic Arts per 300 milioni di  dollari nel 2009. Playdom è stata fondata nel 2008 e acquistata da  Disney per 763,2 milioni solo 2 anni dopo.</p>
<p>Facebook Platform ha inoltre creato un settore completamente nuovo: sviluppatori, consulenti e agenzie che creano <em>social app</em> per terzi. Per esempio, Facebook offre un elenco di <em>Preferred Developer Consultant</em>,  sviluppatori esperti che conoscono molto bene la potenzialità della  piattaforma e creano app su richiesta. A chi cerca uno sviluppatore,  Facebook propone 90 nomi con 170 uffici sparsi in tutto il mondo. E  questi sviluppatori sono attorniati da designer, commerciali e altre  persone che tutte insieme fanno tanti posti di lavoro e creano valore  per l’economia.</p>
<p><strong>Concludendo</strong></p>
<p>In basi a complessi calcoli che puoi trovare all’interno dello  studio, una stima conservativa dell’impatto occupazionale degli  sviluppatori di app che si appoggiano alla Facebook Platform negli Stati  Uniti, nel 2011, è di 182.744 posti di lavoro a tempo pieno. Come dire  che la “Facebook App Economy” ha creato, nei soli USA, 182.744 impieghi.  Se valorizziamo questa cifra da un punto di vista economico, la cifra  che ne esce è di 12,19 miliardi di dollari.</p>
<p>Utilizzando stime più aggressive, ci si può spingere fino a 235.644  posti di lavoro, con un valore per l’economia statunitense pari a 15,71  miliardi di dollari. Ma per fare un conteggio corretto, andrebbero  probabilmente detratti i costi legati al <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/lavoro-internet-social-media.html">calo di produttività</a> che Facebook – e, più in generale, Internet – ha portato in tantissime aziende…</p>
<p><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/09/facebook-app-economy-posti-di-lavoro.html">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Microsoft accusa e la FTC indaga su Google</title>
		<link>http://www.aigol.it/1583/201109261583/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha denunciato Google presso l&#8217;FTC per presunto abuso di posizione dominante nelle campagne di advertising del gruppo di Redmond. Google è al centro delle attenzioni da parte delle autorità statunitensi nelle ultime settimane. Dopo l’indagine antitrust avviata per presunto abuso della propria posizione dominante, infatti, il colosso delle ricerche dovrà rispondere alla Federal Trade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/56_index4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1584" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="56_index" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/56_index4.jpg" alt="" width="278" height="181" /></a></p>
<p>Microsoft ha denunciato Google presso l&#8217;FTC per presunto abuso di  posizione dominante nelle campagne di advertising del gruppo di Redmond.<span id="more-1583"></span></p>
<p>Google è al centro delle attenzioni da parte delle autorità  statunitensi nelle ultime settimane. Dopo l’indagine antitrust avviata  per presunto abuso della propria posizione dominante, infatti, il  colosso delle ricerche dovrà rispondere alla Federal Trade Commission  dopo le denunce depositate da Microsoft, secondo cui <strong>Google avrebbe modificato illegalmente i prezzi delle campagne pubblicitarie targate Redmond</strong>.</p>
<p>Il gruppo guidato da Steve Ballmer ha infatti evidenziato come il  costo per click relativo alle sponsorizzazioni per Windows Live nella  query di ricerca “hotmail” sia passato improvvisamente<strong> da 10 centesimi a 5 dollari</strong>.  Un aumento, questo, pari a 50 volte il prezzo iniziale, con chiare  ripercussioni sui costi dell’advertising per la società di Redmond, la  quale vuole far valere la propria ragione in tribunale asserendo  l’illegale natura di tale aumento, ritenuto inoltre anticompetitivo.</p>
<p>La Federal Trade Commition ha quindi aperto un’inchiesta con la quale  intende far luce sulla vicenda, dopo le continue accuse da parte di  società concorrenti nei confronti di Google per atteggiamenti scorretti  ed abuso di posizione dominante. Qualora dovessero essere rintracciati  indizi di una possibile colpevolezza del gruppo di Mountain View la  situazione potrebbe divenire improvvisamente scottante per l’azienda  fondata da Page e Brin, già nell’occhio del ciclone per accuse dello  stesso stampo che potrebbero trovare nella nuova denuncia di Microsoft  un ulteriore incentivo.</p>
<p>L’attacco da parte della società di Redmond riguarda inoltre alcune tecnologie che Google avrebbe realizzato per <strong>impedire ai propri clienti di allargare la propria campagna di sponsorizzazione a servizi esterni rispetto a quelli del gruppo</strong>.  Da parte del colosso delle ricerche è giunta al momento soltanto una  secca smentita per quest’ultima accusa, mentre è stato preferito il  silenzio assoluto per quanto riguarda il primo punto citato da  Microsoft.</p>
</div>
<div><a href="http://www.webnews.it/2011/09/22/microsoft-ftc-google/"> fonte</a></div>
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		<title>Google, un futuro da operatore mobile?</title>
		<link>http://www.aigol.it/google-un-futuro-da-operatore-mobile/201109261581/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È comparsa sulla rete una SIM card targata Google. A quanto pare, il gruppo starebbe diventando operatore mobile virtuale in Spagna, un cosiddetto MVNO. Google starebbe lanciando sul territorio spagnolo una propria rete di telefonia mobile virtuale. Dato che non possiede impianti di telecomunicazione, si starebbe appoggiando agli altri operatori telefonici quali ad esempio Telefonica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/google_logo11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1582" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="google_logo1" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/google_logo11-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></strong></p>
<p>È comparsa sulla rete una SIM card targata Google. A quanto pare, il  gruppo starebbe diventando operatore mobile virtuale in Spagna, un  cosiddetto MVNO.<strong></strong></p>
<p><strong>Google starebbe lanciando sul territorio spagnolo una propria rete di telefonia mobile virtuale</strong>.  Dato che non possiede impianti di telecomunicazione, si starebbe  appoggiando agli altri operatori telefonici quali ad esempio Telefonica e  Vodafone, diventando in tal modo un MVNO (mobile virtual operator  network).<span id="more-1581"></span></p>
<p>La notizia diramata da 9to5Google non è stata confermata ma, qualora  si rivelasse veritiera, segnerebbe l’ingresso del gruppo di Mountain  View in un <a title="Google Voice presto in Europa" href="http://www.webnews.it/notizie/google-voice-presto-in-europa/">mercato</a> dalle grandi potenzialità. Sarebbe un duro colpo per tutti gli operatori telefonici in quanto una <strong>SIM card targata Google</strong> e abbinata con la piattaforma <strong>Android</strong> potrebbe esser correlata ad esclusivi servizi che avvantaggerebbero il colosso a discapito dei competitor.</p>
<p>Gli <strong>operatori MVNO</strong> negoziano direttamente con i  carrier per acquistare dati di massa, servizi voce e di messaggistica, e  affidarsi ad una scelta di tale tipo potrebbe essere molto conveniente  per Google: i dati vengono di solito venduti ai consumatori attraverso  un mark-up, cosa che consente ad un operatore di tale tipo di gestire  facilmente un business mobile, senza la necessità di investire in  infrastrutture o nella stessa rete che serve per i <strong>servizi di telecomunicazione</strong>.</p>
<div id="attachment_39456">
<p><img title="Google SIM" src="http://www.webnews.it/wp-content/uploads/2011/09/Google-SIM.jpg" alt="Google SIM" width="520" height="280" />Google SIM</p>
</div>
<p>Che la SIM card targata Google possa dunque essere segno dell’approdo  del gruppo come operatore telefonico mobile, oppure che si tratti solo  di un fake o di una SIM diffusa dall’azienda per controllare i propri  dipendenti, non è ancora cosa data a sapersi. Ciò che in tanti  ipotizzano, se la notizia venisse confermata, è un approdo di Google  Voice in Europa tramite lo strumento del MVNO.</p>
</div>
<p><a href="http://www.webnews.it/2011/09/23/google-un-futuro-da-operatore-mobile/">fonte</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>HTC e Dropbox: 5GB di cloud per tutti</title>
		<link>http://www.aigol.it/htc-e-dropbox-5gb-di-cloud-per-tutti/201109261579/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HTC offrirà ai possessori dei suoi futuri smartphone con interfaccia Sense 3.5 la possibilità di archiviare oltre 5GB di file su Dropbox. HTC ha annunciato di aver stretto un accordo con Evenflow per offrire ai possessori dei futuri smartphone HTC un bonus di 3GB di spazio da utilizzare su Dropbox, il celebre servizio di file [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/dropbox_logo_home.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1580" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="dropbox_logo_home" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/dropbox_logo_home.png" alt="" width="290" height="75" /></a>HTC offrirà ai possessori dei suoi futuri smartphone con interfaccia  Sense 3.5 la possibilità di archiviare oltre 5GB di file su Dropbox.<span id="more-1579"></span></p>
<p><strong>HTC</strong> ha annunciato di aver stretto un accordo con <strong>Evenflow</strong> per offrire ai possessori dei futuri smartphone HTC un <strong>bonus di 3GB di spazio da utilizzare su Dropbox</strong>, il celebre servizio di file hosting per l’archiviazione di dati direttamente su internet.</p>
<p>Grazie a questa partnership, gli utenti HTC potranno godere complessivamente di <strong>5GB</strong> di spazio da utilizzare, dato che 2 sono solitamente concessi di  default ai nuovi iscritti su Dropbox. Inoltre, convincendo cinque amici  ad iscriversi ed utilizzare il servizio di cloud storage, si potranno  ricevere ulteriori <strong>GB di bonus,</strong> fino ad un massimo di dieci.</p>
<p>Data la popolarità di Dropbox, si tratta di una mossa importante che  conferma l’intento di HTC di concentrarsi in particolar modo  nell’offrire ai propri utenti servizi speciali che combacino con alcuni  dei software più utilizzati del momento, specialmente su internet,  diventando al contempo una pronta risposta ai servizi rivali similari  offerti da Apple e Microsoft.  Infatti, utilizzando Dropbox, i clienti  hanno modo di <strong>sincronizzare file su dispositivi desktop e mobile indifferentemente dalla piattaforma utilizzata</strong>.  I dati a testimonianza del successo del programma del resto parlano  chiaro: le statistiche aggiornate all’aprile 2011 segnalano che oltre 25  milioni di persone immaganizzano su Dropbox oltre 200 milioni di file  ogni giorni.</p>
<p>La promozione sarà disponibile a partire dal mese di ottobre ma abilitata solo su smartphone con interfaccia<strong> Sense 3.5 o superiore</strong>: gli unici al momento compatibili sarebbero dunque il <strong>Rhyme</strong> ed il <strong>Sensation XE</strong>.</p>
</div>
<p><a href="http://www.webnews.it/2011/09/23/htc-e-dropbox-5gb-di-cloud-per-tutti/">fonte</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La BBC online si rifà il trucco</title>
		<link>http://www.aigol.it/a-bbc-online-si-rifa-il-trucco/201109251576/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 08:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bbc]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.aigol.it/?p=1576</guid>
		<description><![CDATA[La ’’corazzata’’ britannica sta per ridisegnare il proprio sito web anche per gli utenti che usano (sempre di più) i dispositivi mobili e soprattutto in vista delle prossime Olimpiadi di Londra – Secondo Paidcontent l’effetto decoupage che si ottiene è alquanto stridente e atipico per la BBC, il cui sito è sempre stato piuttosto rigido, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/BBC-300x176.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1577" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="BBC-300x176" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/BBC-300x176.gif" alt="" width="300" height="176" /></a>La</em><strong><em> </em></strong><em>’’corazzata’’ britannica  sta per ridisegnare il proprio sito web anche per gli utenti che usano  (sempre di più) i dispositivi mobili e soprattutto in vista delle  prossime Olimpiadi di Londra – Secondo Paidcontent</em><strong><em> </em></strong><em>l’effetto  decoupage che si ottiene è alquanto stridente e atipico per la BBC, il  cui sito è sempre stato piuttosto rigido, e il nuovo look minimale  potrebbe disorientare </em><span id="more-1576"></span></p>
<p>Dopo il <a href="http://www.lsdi.it/2011/09/24/2011/09/07/tv-pubblica-futuro-incerto-un-confronto-fra-italia-e-usa/">dibattito sulla (debilitata) televisione pubblica italiana e statunitense</a>,  la scena è adesso occupata dalla corazzata britannica BBC, che si  appresta a ridisegnare il proprio sito Web per andare incontro a tutti  quegli utenti che in cerca di contenuti ‘strofinano’ i propri  dispositivi touchscreen come fossero lampade magiche.</p>
<p>Il programma – racconta <a href="http://paidcontent.org/article/419-bbc-overhauling-its-website-for-swipabiity/">Paidcontent</a> – ha avuto inizio mercoledì sotto la guida del nuovo direttore della sezione <em>Future Media</em> Ralph Rivera (ndr, la BBC ha una sezione <em>Future Media</em> …), e prevede una <a href="http://www.bbc.co.uk/">nuova home page ancora in fase beta</a> che include in primo piano uno scroll dei contenuti offerti.</p>
<p>Secondo quanto fa sapere l’emittente, “la  fase beta consente di gettare un primo sguardo sulla filosofia alla  base del restyling che caratterizzerà la nuova BBC Online, sempre più  intuitiva vista la crescita di smartphone e tablet touchscreen, che  stanno modificando il comportamento degli utenti” i quali tendono  letteralmente a ‘sfogliare’ i contenuti su Web. “Prevediamo che tale  filosofia si rifletterà sull’evoluzione dei prodotti griffati BBC  Online, e <strong>aprirà la strada ad un’offerta digitale graficamente ricca in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012</strong>”.</p>
<p>L’effetto <em>decoupage</em> che si ottiene è alquanto stridente e atipico per la BBC – il cui sito è sempre stato piuttosto rigido – e il nuovo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Look_and_feel"><em>look and feel</em></a> minimale potrebbe disorientare.</p>
<p>Con la nuova modalità di esposizione e fruizione dei contenuti, che  scorrono e ‘si aprono’ sullo schermo, la nuova home page prende in  prestito il paradigma che caratterizza il mondo delle applicazioni e del  linguaggio HTML5/Dynamic HTML.</p>
<p>“Quando abbiamo chiesto ai nostri utenti cosa ne pensassero, è emerso  con chiarezza che avremmo potuto plasmare la home page in modo che  mostrasse un numero maggiore di contenuti correntemente in onda sia  sull’emittente che sul sito”, <a href="http://beta.bbc.co.uk/home/four/welcome/">continuano dalla BBC</a>.</p>
<p>Il restyling riguarderà unicamente la homepage britannica  (BBC.co.uk), mentre lo sviluppo del sito internazionale (BBC.com)  richiederà il coinvolgimento della BBC Worldwide.</p>
<p>Secondo il proprio rapporto annuale, nel 2009/2010 l’emittente  britannica ha investito circa 200 milioni di sterline nel servizio  online, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Ciò significa che la  BBC Online costa 0,67 sterline al mese per singolo utente, pari al 5,6%  dei diritti di concessione. Per l’anno in corso, invece, il comparto  online ha subito un taglio del 25%.</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/2011/09/24/la-bbc-online-si-rifa-il-trucco/">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Editoria online, crescono gli acquisti e di notte si compra di più</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 08:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I risultati dell&#8217;indagine sui comportamenti in Rete condotta da ContactLab: È di 207 euro la spesa media in un anno riservata dagli utenti Internet all’acquisto online di libri, cd, dvd, ebook, quotidiani e riviste. Lo rivela la seconda edizione dell«E-Commerce Consumer Behaviour Report 2011» (scaricabile online gratuitamente), l’indagine sui comportamenti di acquisto online che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/ecommerce.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1575" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="ecommerce" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/ecommerce.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>I risultati dell&#8217;indagine sui comportamenti in Rete condotta da ContactLab:<br />
È di 207 euro la spesa media in un anno riservata dagli utenti Internet all’acquisto online di libri, cd, dvd, ebook, quotidiani e riviste. Lo rivela la seconda edizione dell«E-Commerce Consumer Behaviour Report 2011» (scaricabile online gratuitamente), l’indagine sui comportamenti di acquisto online che ha coinvolto 62.000 rispondenti realizzata da ContactLab, azienda specializzata in soluzioni e consulenza di digital direct marketing in collaborazione con Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.<span id="more-1574"></span></p>
<p>Le persone interpellate dall’indagine, ogni volta che procedono con l’acquisto in Rete, dichiarano di spendere mediamente 29,5 euro, cifra spalmata abbastanza uniformemente in tutta Italia con una forbice che va dai 27 ai 31 euro a seconda delle regioni. L’acquisto online di questo tipo di prodotti risulta più diffuso a Milano, Roma e Torino. Il capoluogo lombardo è l’unica città in Italia dove sono le donne più degli uomini dichiarano di comprare online libri, dvd o e-book.</p>
<p>Ma, in generale, le donne tendono a spendere in media qualche euro in meno degli uomini per ogni acquisto. Anche per il settore dell’editoria, inoltre, i dati confermano ancora una volta la propensione all’e-commerce delle fasce più mature della popolazione: al crescere dell’età cresce la spesa media annua per l’acquisto online di prodotti editoriali da parte dei rispondenti all’indagine. Se il numero di acquisti nel corso dell’anno resta sostanzialmente invariato, infatti, il valore dello scontrino medio è più elevato: dai 23 euro degli under 30 ai 36 euro degli over 60.</p>
<p>Chi acquista libri, cd e dvd di notte tende a comprare più prodotti e a spendere di più: la spesa annua dichiarata è più alta e si attesta in media intorno ai 269 euro, con 8 acquisti. Se è vero inoltre che ancora non sono tantissimi ad acquistare online via mobile prodotti editoriali (1,8% dei rispondenti), a farlo sono soprattutto gli uomini, tra i 30 e i 50 anni.</p>
<p>Per quanto riguarda le modalità di pagamento, il 53% di chi acquista libri, cd e dvd o e-book utilizza la propria carta di credito, prepagata o tradizionale; il 12% usa Paypal mentre il 3% paga alla consegna della merce. Infine, nella scelta del sito da cui acquistare, l’utente guarda prima di tutto la ricchezza delle informazioni messe a disposizione (88%), unite alla varietà dei prodotti in vendita.</p>
<p>In genere, oltre a prezzi più vantaggiosi, l’acquirente online richiede più comodità: l’81% di chi già compra online farebbe più acquisti se potesse concordare data e ora di consegna del prodotto. Chi non comprai sarebbe invece più propenso ad acquistare online se potesse autorizzare il pagamento dopo aver ricevuto la merce (78%) o se fosse chiaramente espressa la possibilità di restituirla se non soddisfatti (76%).</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=9477&amp;ID_sezione=38">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Dal PageRank al Graph Rank</title>
		<link>http://www.aigol.it/dal-pagerank-al-graph-rank/201109251570/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 07:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Graph Rank è l&#8217;algoritmo che Facebook utilizzerà per ordinare il flusso delle notifiche sulle bacheche degli utenti. La sfida al PageRank è inevitabile. Il PageRank sta a Google come il Graph Rank sta a Facebook. Non sono simili e nemmeno confrontabili forse, ma sono comunque due elementi avversi sulle due sponde della grande sfida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/internet-marketing-strategy-traffic12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1573" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="internet-marketing-strategy-traffic1" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/internet-marketing-strategy-traffic12-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></strong></p>
<p>Il Graph Rank è l&#8217;algoritmo che Facebook utilizzerà per ordinare il  flusso delle notifiche sulle bacheche degli utenti. La sfida al PageRank  è inevitabile.<span id="more-1570"></span></p>
<p><strong>Il PageRank sta a Google come il Graph Rank sta a Facebook</strong>.  Non sono simili e nemmeno confrontabili forse, ma sono comunque due  elementi avversi sulle due sponde della grande sfida tra i due gruppi.  Il raffronto è pertanto d’obbligo perché è in questo passaggio che v’è  il cambio di paradigma che Facebook tanto auspica e che Google tanto  teme.</p>
<p>Google ha costruito il proprio successo proprio sul PageRank, perché  quest’ultimo ha rappresentato per lungo tempo la discriminante  principale nella composizione del ranking delle pagine all’interno delle  SERP del motore di ricerca. Allo stesso modo il Graph Rank annunciato  in occasione della <a title="Facebook f8" href="http://www.webnews.it/2011/09/22/f8-tutte-le-novita-annunciate-da-facebook/">conferenza f8</a> funziona in modo similare ed è superficialmente considerabile come  l’elemento che mette ordine all’interno del flusso di notifiche  pubblicate sulle bacheche di ognuno degli 800 milioni di utenti del  social network.</p>
<p>Il Graph Rank è nello specifico il sistema che si occupa di  raccogliere le innumerevoli attività che vengono registrate su Facebook e  vi mette ordine per evitare per quanto possibile ogni rumore di fondo.  Il Graph Rank misura i rapporti tra le persone ed i gusti dei singoli  per portare sia sui “news feed” che tra i ticker le informazioni di  maggior interesse relativo.</p>
<div id="attachment_39447">
<p><img title="Graph Rank" src="http://www.webnews.it/wp-content/uploads/2011/09/graphrank1.jpg" alt="Graph Rank" width="589" height="253" />Graph Rank</p>
</div>
<p>Il PageRank è un algoritmo nato con lo scopo di ordinare le pagine  che gli utenti scrivevano nel tempo su una tela chiamata “Web”. <strong>Il  Graph Rank è invece un algoritmo nato con lo scopo di ordinare le  pagine che gli utenti scrivono nel tempo su una tela chiamata “<a title="Open Graph" href="http://www.webnews.it/2011/09/23/facebook-open-graph-ora-tutto-e-social/">Open Graph</a>“</strong>.  In questo scontro è riassumibile lo scontro tra i due gruppi, poiché i  due algoritmi altro non sono se non il braccio lungo dell’azienda sul  supporto nel quale vengono portate le informazioni. L’altro lato della  medaglia, infatti, altro non è se non un flusso continuo di informazioni  (più o meno strutturate) che tanto Google quanto Facebook possono  utilizzare per rendere più efficaci i propri annunci pubblicitari.</p>
<p>A chi cura le applicazioni su Facebook saranno offerti i necessari <strong>strumenti di Analytics</strong> per valutare il proprio Graph Rank e potranno utilizzarli per  ottimizzare il proprio impatto sulla community. Tali strumenti saranno  un servizio ed un pungolo, perché migliore è il Graph Rank e migliore è  il coinvolgimento dell’utente. Ci guadagna lo sviluppatore, ci guadagna  Facebook. In questo rapporto, sul quale fino ad oggi Google ha costruito  il proprio impero dando forma e regole al mondo SEO, Facebook muove il  proprio tentativo di cambiare le regole, cambiare il campo di battaglia e  reinventare il modo in cui l’utente viene catturato, profilato e  monetizzato.</p>
<p><a href="http://www.webnews.it/2011/09/23/dal-pagerank-al-graph-rank/">fonte</a></p>
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		<title>Rete, gli italiani temono per la propria privacy</title>
		<link>http://www.aigol.it/rete-gli-italiani-temono-per-la-propria-privacy/201109251568/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 07:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rete]]></category>
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		<description><![CDATA[La popolazione italiana teme per la propria sicurezza in Rete e sempre più spesso fa uso di misure di protezione per salvaguardare la propria privacy. Gli italiani hanno paura per la privacy in Rete, vedendo in essa numerosi potenziali pericoli per l’integrità sia delle proprie informazioni personali che della riservatezza. A metterlo in evidenza è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/privacy-tag-automatico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1569" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="privacy tag automatico" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/privacy-tag-automatico-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p>La popolazione italiana teme per la propria sicurezza in Rete e sempre  più spesso fa uso di misure di protezione per salvaguardare la propria  privacy.<span id="more-1568"></span></p>
<p><strong>Gli italiani hanno paura per la privacy in Rete</strong>,  vedendo in essa numerosi potenziali pericoli per l’integrità sia delle  proprie informazioni personali che della riservatezza. A metterlo in  evidenza è un sondaggio condotto su di un campione di cittadini italiani  che usualmente fanno utilizzo del web sia nel tempo libero che per il  lavoro.</p>
<p>Secondo i dati, infatti<strong>, circa un italiano su tre (il 35% in  base alle stime che emergono dalle analisi) ritiene Internet un luogo  ove la privacy risulta maggiormente a rischio</strong>, ritenendo dunque  la vita online maggiormente a rischio di quella offline da tale punto  di vista. Un cittadino su due, invece, ritiene il web ed il mondo reale  ugualmente pericolosi per la propria riservatezza. Un quadro, questo,  che è stato delineato grazie alla collaborazione tra Microsoft  Italia, Glocus e Fondazione Magna Carta.</p>
<p><strong>Il rischio più elevato secondo la popolazione dello Stivale è  quello corso dai conti correnti bancari e dalle informazioni sensibili</strong>,  che rispettivamente con il 68 ed il 66 percento del totale si  aggiudicano la medaglia d’oro e d’argento nella classifica delle frodi  maggiormente temute. Al terzo posto (30%) si colloca invece la  possibilità di vedere sottratte informazioni relative al proprio account  di posta elettronica, mentre il tracciamento degli spostamenti tramite  sistemi di geolocalizzazione segue a ruota con il 12%.</p>
<p>Circa il 92% degli intervistati è consapevole che navigare in Rete ha  i suoi rischi ed ecco allora che emergono anche dettagli sulle misure  di protezione maggiormente adottate: la scelta di una password  difficilmente rintracciabile e la non lettura lettura di email ritenute  sospette rappresentano il metodo più gettonato con il 57%, mentre  l’utilizzo di appositi software quali antivirus, firewall ed antimalware  figura al terzo gradino del podio con il 55%.</p>
</div>
<p><a href="http://www.webnews.it/2011/09/24/rete-gli-italiani-temono-per-la-propria-privacy/">fonte</a></p>
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		<title>I giornali italiani dominano in Europa per numero di fan su FB</title>
		<link>http://www.aigol.it/i-giornali-italiani-dominano-in-europa-per-numero-di-fan-su-fb/201109251566/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 07:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pur avendo meno utenti di vari altri paesi europei (l’ Italia è all’ undicesimo posto nella classifica per numero di iscritti a Facebook), le testate giornalistiche italiane hanno in compenso, in proporzione,  un numero di fan su FB nettamente superiore. Il dato emerge da una ricerca effettuata da Fanpage su oltre 1.600 tra siti web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Fan-FB-300x179.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1567" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Fan-FB-300x179" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Fan-FB-300x179.gif" alt="" width="300" height="179" /></a>Pur avendo meno utenti di vari altri paesi europei (l’ Italia è all’  undicesimo posto nella classifica per numero di iscritti a Facebook), le  testate giornalistiche italiane hanno in compenso, in proporzione,  un  numero di fan su FB nettamente superiore.<span id="more-1566"></span></p>
<p>Il dato emerge da una <a href="http://tech.fanpage.it/report-giornali-quotidiani-e-periodici-su-facebook-nella-classifica-europea-dominano-gli-italiani/">ricerca effettuata da Fanpage</a> su oltre 1.600 tra siti web e pagine Facebook delle testate dei 45  paesi dell’ Europa, secondo cui – rilevano gli organizzatori -  l’  Italia ‘’è uno dei paesi che meglio ha compreso il valore e la potenza  di Facebook come nuovo mezzo di informazione di massa’’.</p>
<p>Sei testate italiane sono infatti nei dieci primi posti nella  classifica stilata da Fanpage, come si vede nella tabella qui accanto.</p>
<p>Per quanto riguarda la classifica generale dei giornali con più fan  in Italia, dopo il sito che ha organizzato la ricerca (Fanpage è al  primo posto  con oltre 610.000 fan), al secondo posto si piazza Il Fatto  Quotidiano (607.763) e al terzo posto Repubblica (459.409). Seguono  Corriere della sera (367.121) e Vogue Italia (266.819).</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/2011/09/24/i-giornali-italiani-dominano-in-europa-per-numero-di-fan-su-fb/">fonte<br />
</a></p>
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		<title>Web e lavoro, la carica dei «millennials»</title>
		<link>http://www.aigol.it/web-e-lavoro-la-carica-dei-%c2%abmillennials%c2%bb/201109241564/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 08:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La generazione dei 18-30enni pronta a entrare nel mondo delle imprese. Che però non sono preparate ad accoglierli Sono nati a cavallo del cambio di millennio e oggi hanno tra i 18 e i 30 anni. Stanno per finire il liceo oppure frequentano l’università o se la sono appena lasciata alle spalle. E in comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/informazione-digitale-anteprima-400x266-4309951.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1565" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="informazione-digitale-anteprima-400x266-430995" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/informazione-digitale-anteprima-400x266-4309951-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La generazione dei 18-30enni pronta a entrare nel mondo delle imprese. Che però non sono preparate ad accoglierli<span id="more-1564"></span><br />
Sono nati a cavallo del cambio di millennio e oggi hanno tra i 18 e i 30  anni. Stanno per finire il liceo oppure frequentano l’università o se  la sono appena lasciata alle spalle. E in comune hanno soprattutto una  cosa: sono la generazione dei nativi digitali, i «millennials», quelli  che maneggiano computer e telefonini come se fossero estensioni del loro  stesso corpo, che usano i social network come luoghi di incontro allo  stesso modo in cui le compagnie di un tempo usavano le piazze, i portici   o le scalinate delle chiese. E che con la Rete vivono in assoluta  simbiosi. Ma sono anche destinati ad essere i nuovi protagonisti del  mondo del lavoro, quelli che entreranno nelle aziende negli anni a  venire e che con sé porteranno inevitabilmente anche tutta la loro  cultura web social. Un bene? Un male? Dipende da quale equilibrio si  raggiungerà in questo rapporto tra il nuovo che avanza e il vecchio che  fa resistenza. Perché se da un lato potranno portare nelle aziende una  ventata di freschezza e di creatività e un sistema di relazioni che vede  sempre meno distinto il confine tra vita professionale, vita virtuale e  vita reale, dall’altro rischiano di scontrarsi con una realtà che non è  ancora pronta ad accoglierli.</p>
<p><strong>SFIDE E RISCHI &#8211; </strong>E’ in questo scenario di sfide – ma anche di  nuovi rischi &#8211; che si inserisce lo studio ad hoc condotto da Ca  Technologies e NetConsulting in quattro atenei italiani tra studenti di  economia e ingegneria e in un campione cross sector di 150 aziende di  settori di punta e che mette a confronto aspettative e nuove  problematiche. Ne emerge la fotografa in cui i futuri «knowlege worker»  fortemente motivati all’utilizzo di dispositivi in mobilità possono  essere la spinta per un rinnovamento delle aziende italiane e delle  forme di organizzazione del lavoro. La maggior parte dei millennials,  infatti, utilizza soprattutto notebook (88,3%) e smartphone (52%) e solo  il 40% del campione privilegia il classico computer fisso, segno di una  propensione ad un rapporto con la tecnologia slegato da una specifica  localizzazione. E questo apre nuove possibilità per processi di  remotizzazione delle procedure, un ulteriore passo verso quello che un  tempo si sarebbe definito telelavoro, termine forse ormai obsoleto  perché richiama più l’idea del lavoro svolto da casa propria, mentre la  propensione che si va delineando è quella di essere operativi sempre e  ovunque. Il 52% dei giovani interpellati ha del resto confermato di non  ritenere necessario che l’attività lavorativa si svolga nel perimetro di  un ufficio e una percentuale analoga si aspetta di utilizzare gli  stessi strumenti social utilizzati nella vita di tutti i giorni anche  nelle comunicazioni professionali.</p>
<p><strong>RITARDI CULTURALI &#8211; </strong>Ma le aziende sono pronte? Si direbbe di no, a  giudicare dalle risposte raccolte durante il sondaggio. Intuiscono i  vantaggi che potrebbero portare in termini di produttività ed efficienza  (lo pensa il 67,6% degli interpellati), ma sono consapevoli  dell’esistenza di resistenze sia sul piano della cultura aziendale (lo  pensa il 72,3% degli interpellati!) sia dal punto di vista  organizzativo. C’è inoltre il timore che l’eccessiva disinvoltura con  cui i millenials riescono a <em>switchare </em>tra la vita reale e la vita  in rete finisca col creare rischi anche per la sicurezza e per la  salvaguardia di dati sensibili, brevetti e segreti industriali. Basta  guardare, del resto, alla nonchalance con cui molti giovani nei loro  profili Facebook o Myspace lasciano visibili numeri di telefono,  indirizzi email (e nel 10% dei casi anche l’indirizzo di residenza) e  fotografie estremamente private. E’ forse anche per questo che molte  aziende ancora innalzano ostacoli come il divieto o la limitazione di  accesso ai social network in orari di lavoro (il 59%), considerati  peraltro non un’opportunità che potrebbe essere sfruttata, bensì  unicamente una perdita di tempo improduttiva.</p>
<p><strong>RETI E INFRASTRUTTURE &#8211; </strong>C’è poi un altro aspetto di criticità:  molte aziende non dispongono ancora di reti e sistemi It adeguati al  potenziale che la generazione dei nativi digitali potrebbe essere in  grado di esprimere, vanificando così un valore aggiunto che oggi,  diversamente dal passato, ci si ritroverebbe per le mani a costo zero,  non essendo di fatto necessari corsi di alfabetizzazione informatica o  azioni di persuasione culturale sull’utilizzo di nuove tecnologie.  Colmare i ritardi e le lacune infrastrutturali, migliorando le  performance di reti e applicazioni, è un ambito di intervento a cui non  sempre le imprese sanno far fronte nei tempi adeguati.</p>
<p><strong>IL DECALOGO PER I «CIO»  &#8211; </strong>Che fare dunque? La ricerca prova a  dare anche qualche consiglio ai Cio e in generale ai manager incaricati  di gestire reti e risorse umane. Di più: <a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_23/decalogo-lavoro-millenials_965b9dba-e5d9-11e0-b1d5-ab047269335c.shtml"><span style="text-decoration: underline;">un vero e proprio decalogo</span></a>.  Che si apre con il comandamento principe: «Il millenial è un capitale  umano pregiato, da trattare con cura: merita ruoli di leadership e  guida. E di essere ascoltatato». Non solo: «va gratificato con opportuni  mezzi di comunicazione online e di condivisione» perché «le  informazioni e le idee circoleranno velocemente e saranno valorizzate». E  ancora: «Il millenial deve essere considerato come un trait d’union  innovativo e strategico nei confronti del mercato e dei clienti finali».  Tutto bellissimo, salvo il fatto che  in universo produttivo ancora fin  troppo old economy questi buoni propositi rischiano di non vedere mai   concreta applicazione. Vorrai mica che un ragazzino venga a insegnare  come si lavora?</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_23/millenials-inserimento-aziende-sfide-social_c0b8f378-e5d9-11e0-b1d5-ab047269335c.shtml">fonte</a></p>
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		<title>Cisco: Internet è fondamentale per la vita quotidiana</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 07:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dando conferma del ruolo essenziale della rete nella vita quotidiana, uno studio internazionale presentato oggi da Cisco svela che fra studenti universitari e giovani professionisti fra i 20 e i 30 anni uno su tre ritiene che Internet sia altrettanto importante di beni essenziali come aria, acqua, cibo, riparo. Il Cisco Connected World Technology Report 2011ha inoltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Cisco-Logo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1563" style="margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Cisco-Logo1" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Cisco-Logo1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Dando conferma del ruolo essenziale della rete nella vita quotidiana,  uno studio internazionale presentato oggi da Cisco svela che fra <strong>studenti universitari e giovani professionisti fra i 20 e i 30 anni</strong> uno su tre ritiene che Internet sia altrettanto importante di beni essenziali come aria, acqua, cibo, riparo. Il <strong>Cisco Connected World Technology Report 2011</strong>ha inoltre evidenziato che il <strong>70% dei giovani italiani interpellati</strong> &#8211;  e più della metà degli intervistati a livello globale – non potrebbero  vivere senza il web –e lo definiscono “una parte integrante della loro  vita”  – in alcuni casi più rilevante di avere un’auto, di avere una  relazione e di divertirsi.<span id="more-1562"></span></p>
<p>Questi ed altri dati emersi nella ricerca fotografano l’atteggiamento  mentale, le attese ed i comportamenti delle persone che rappresentano  la futura generazione di lavoratori, e delineano l’influenza che essi  avranno su ogni aspetto del mondo del lavoro: dalla comunicazione ai  nuovi stili di vita caratterizzati da una crescente mobilità, dalle  modalità di ricerca del personale alla sicurezza aziendale, fino alla  capacità di essere competitivi.</p>
<p>I contenuti completi del report sono disponibili al link: <a rel="nofollow" href="http://nbtimes.it/goto/http://www.cisco.com/go/connectedreport" target="_blank">www.cisco.com/go/connectedreport</a>.</p>
<p><strong>Evidenze principali</strong></p>
<ul>
<li>La seconda edizione della ricerca annuale <strong>Cisco Connected World Technology Report</strong> si  occupa della relazione fra i comportamenti umani, Internet e la  pervasività della Rete nella vita quotidiana. Lo studio ha l’obiettivo  di stimolare la discussione sul tema della competitività delle aziende  in un contesto  sempre più influenzato dagli stili di vita tecnologici.  Lo studio, basato sulle risposte di studenti universitari e giovani  professionisti sotto i 30 anni di 14 paesi del mondo, mette in luce le  sfide che le imprese dovranno affrontare, nello sforzo di trovare il  giusto equilibrio tra le esigenze dei lavoratori di oggi e del futuro e  le esigenze aziendali; il tutto in un contesto in cui si diffondono  sempre di più strumenti di lavoro in mobilità, aumentano i rischi per la  sicurezza e nascono nuove tecnologie che mettono a disposizione in modo  sempre più ubiquo le informazioni – tramite data center virtualizzati,  sistemi di cloud computing, reti tradizionali fisse e mobili.<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>Dati principali</strong></p>
<p><strong><em>Internet è uno dei beni essenziali</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Aria, Acqua e Internet</strong>: a livello globale, uno su  tre fra gli studenti universitari e giovani professionisti coinvolti  nella ricerca (33%) considera Internet una risorsa fondamentale per  l’uomo, tanto quanto aria, acqua, riparo. Circa metà di loro (49% degli  studenti e 47% dei lavoratori) ritiene che la sua importanza si  “avvicini molto” a quella di questi beni essenziali. Complessivamente,  quattro persone su cinque ritengono che Internet abbia una importanza  vitale e faccia parte dei “mezzi di sostentamento” necessari nel  quotidiano.  <strong>In Italia:  il 50% degli studenti universitari e il  30% dei giovani professionisti paragona l’importanza di internet a  quella  di questi beni essenziali</strong><strong>, e oltre il 30% di tutti loro ritiene che l’importanza del web si avvicini molto a quella dei beni essenziali.</strong></li>
<li><strong>Internet è un mezzo di sostentamento</strong>: oltre la metà  degli intervistati (55% degli studenti e 62% dei lavoratori) ha  dichiarato che non potrebbe vivere senza Internet e cita il web come  “parte integrante della loro vita”  <strong>In Italia: il 70% degli  studenti e il 59% dei giovani professionisti dichiara che non potrebbe  vivere senza Internet, fa parte delle necessità della vita quotidiana</strong>.</li>
<li><strong>Un nuovo concetto di “movimento”: </strong>se costretti a scegliere fra l’uno o l’altro, la maggior parte degli studenti universitari (circa due su tre, il 64%, il <strong>66% fra gli italiani</strong>) sceglierebbe di avere una connessione Internet piuttosto che una macchina.</li>
</ul>
<p><strong><em>Vita sociale 2.0: Internet  viene prima di amore e amicizia?</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Il primo amore:</strong> a livello globale, il 40% degli  studenti intervistati ha dichiarato che per loro, nella vita  quotidiana,  Internet è più importante che avere una relazione, uscire  con gli amici od ascoltare la musica<strong>. In Italia il dato sale al 46%.</strong><strong></strong></li>
<li><strong>Vita Sociale 2.0:</strong> se le generazioni precedenti  preferivano socializzare di persona, la nuova generazione inizia a  preferire l’interazione online. Uno studente su quattro (27%) ha  dichiarato che mantenersi aggiornati su Facebook è più importante che  andare alle feste, avere una relazione, ascoltare musica, andare in giro  con gli amici.<strong></strong></li>
<li><strong>Per il 38% degli studenti italiani interpellati essere  aggiornati su Facebook è la cosa più importante della giornata,  precedendo il tempo passato con gli amici e altre attività.</strong></li>
</ul>
<p><strong><em>Accesso alle informazioni in mobilità… è la fine per la TV e i giornali?</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Importanza di cellulari &amp; co:</strong> due terzi degli  studenti (66%), e oltre metà dei lavoratori (58%) dichiarano che uno  strumento mobile (laptop, smartphone, tablet) è “la tecnologia più  importante per la loro vita”.  <strong>In Italia device fissi e mobili sono sostanzialmente alla pari</strong>:  il 42% degli studenti e il 39% dei giovani lavoratori indicano nel  computer desktop il mezzo più importante; gli strumenti mobile (laptop,  smartphone, tablet) sono citati invece dal 41% degli studenti e dal 39%  dei giovani professionisti.</li>
<li><strong>L’avanzata degli Smartphone e della Mobility</strong>: gli  Smartphone sono destinati a superare il computer tradizionale nella  classifica dello strumento più utilizzato a livello globale; già oggi il  19% degli studenti <strong>(il 13% italiani</strong>) indica lo  smartphone come lo strumento “più importante” nell’utilizzo quotidiano,  contro il 20% globale di coloro che indicano come strumento più  importante il classico desktop.   Questo dato conferma la crescente  popolarità degli smartphone e le attese rispetto a un utilizzo sempre  più diffuso di questo strumento da parte della nuova generazione, quando  entrerà nella forza lavoro.  Il dato riaccende il dibattito sulla reale  necessità di avere degli uffici, rispetto ad avere la possibilità di  connettersi a Internet e alla rete aziendale ovunque –a casa, in spazi  pubblici etc. Nell’edizione 2010 dello studio, il 60’% dei lavoratori  intervistati aveva dichiarato che non è necessario avere un ufficio per  essere produttivi.</li>
<li><strong>Il declino della TV:</strong> lo studio indica che la TV è  sempre meno importante per gli studenti universitari e i giovani  lavoratori, perdendo terreno a favore di strumenti quali laptop e  smartphone. A livello globale meno di uno studente su 10 (6%) e meno di  un lavoratore su dieci (8%) ha indicato come strumento tecnologico più  importante nella vita quotidiana la televisione.<br />
Questi dati sono simili anche per l’Italia (10% degli studenti, 7% dei giovani professionisti).<br />
Man mano che i programmi TV e i film diventeranno disponibili in mobilità, ci si attende che il trend negativo continui.</li>
<li><strong>Una strada senza uscita per la carta stampata? </strong>Solo  una persona su 25 (4%) a livello globale ha dichiarato che il  principale strumento per accedere alle informazioni per loro è il  giornale<strong>. </strong>I dati sono simili per il nostro paese.</li>
<li><strong>Salviamo gli alberi: </strong>il 21% degli studenti non ha  comprato un libro “di carta” (esclusi i testi scolastici) in una  libreria negli ultimi due anni, o non ne ha mai comprato uno in  assoluto.</li>
<li>In Italia, il <strong>33% degli studenti</strong> non ha comprato un libro in libreria, esclusi i libri di testo , negli ultimi due anni.<strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong><em>L’Influenza dei Social Media – e le distrazioni nella vita quotidiana</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Interazione su Facebook</strong>: circa 9 su 10 fra studenti  (91%) e lavoratori (88%) di tutto il mondo hanno un account su  Facebook; di questi, l’89% degli studenti e il 73% dei lavoratori  controllano la loro pagina Facebook almeno una volta al giorno. Un terzo  di questi (33%) la controlla almeno cinque volte al giorno.</li>
<li><strong>In Italia l’89% degli studenti </strong>ha una pagina Facebook, e<strong> l’84% </strong>di loro vi accede almeno<strong> una volta al giorno: il 24% </strong>controlla almeno <strong>una volta ogni ora </strong>e un altro<strong> 24% la ha sempre attiva; </strong>anche il <strong>93% dei giovani lavoratori </strong>ha una pagina Facebook<strong>, </strong>e l<strong>’81% </strong>la controlla almeno<strong> una volta al giorno</strong>, mentre il<strong> 22% </strong>la controlla<strong> almeno una volta ogni ora.</strong></li>
<li><strong>Interruzione o.. disgregazione? </strong>Gli studenti  raccontano di venire costantemente interrotti, mentre studiano o  lavorano ai propri progetti, da Instant Messaging, aggiornamenti  provenienti dai social media, telefonate. Mediamente in un’ora l’84%  degli studenti viene interrotto almeno una volta; il 19% degli studenti  subisce sei o più interruzioni – significa una volta ogni 10 minuti o  meno. Uno su 10  ha dichiarato di aver perso il conto delle volte in cui  viene interrotto mentre cerca di lavorare a un progetto.<strong></strong></li>
<li><strong>In Italia il 23% degli studenti dichiara di perdere il conto delle interruzioni che riceve da social media e altri mezzi.</strong></li>
<li><strong>Il lavoro è la vita</strong>: sette giovani lavoratori su 10  sono amici dei loro capi o colleghi su Facebook, dato che indica il  superamento dei confini fra lavoro e vita privata. <strong>Il dato è simile anche per l’Italia</strong>, paese in cui il 35% è amico sia di colleghi che dei propri manager, il 42% solo dei colleghi.</li>
<li>Per motivazioni culturali, negli USA si sono avute percentuali molto  inferiori di dipendenti che diventano amici di manager e colleghi (solo  uno su quattro, il 23%) anche se due su cinque (40%) sono amici dei  colleghi.</li>
<li><strong>Le “voci di corridoio”</strong>: fra i lavoratori che usano  Twitter, più di due su tre (68%) seguono l’attività su Twitter dei loro  capi o dei loro colleghi; il 42% seguono entrambi, mentre un terzo (32%)  preferisce tenere per sé la propria vita privata. <strong>In Italia Twitter è uno strumento meno utilizzato: il 28% ha un account twitter, contro un dato globale del 42%.</strong></li>
</ul>
<p><em>Informazioni sulla ricerca</em><em></em></p>
<ul>
<li>La ricerca è stata commissionata da Cisco e condotta da  InsightExpress, una società terza di ricerche di marketing con sede  negli USA.  Lo studio è composto da due sezioni: una dedicata agli  studenti universitari, l’altra condotta su un gruppo di giovani  professionisti fra i 20 e I 30 anni di età. Per ognuna delle sezioni  sono stati intervistate 100 persone in ognuno dei 14 paesi coinvolti,   per un totale di 2.800 persone.</li>
<li>I quattordici paesi sono: USA, Canada, Messico, Brasile, UK,  Francia, Spagna, Germania, Italia, Russia, India, Cina, Giappone e  Australia.</li>
</ul>
<p><strong>Dichiarazioni a supporto:</strong></p>
<ul>
<li><strong><em>Marie Hattar, Vice President, Enterprise Marketing: </em></strong><em>“I  risultati del report dovrebbero indurre le aziende a ripensare le  strategie per attirare giovani talenti e ai loro modelli di business.  Senza dubbio, il mondo sta cambiando e Internet sarà sempre più  centrale, soprattutto per le nuove generazioni. I CIO devono pensare  oggi a progettare e rendere flessibili le loro reti, così da poter  affrontare i rischi per la sicurezza e la richiesta di mobilità che si  avranno con la prossima generazione di lavoratori, e contemporaneamente  ripensare le policy aziendali al riguardo.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>Dave Evans Chief Futurist, Cisco:</em></strong><em> “Gli  stili di vita dei “prosumer” – lavoratori che sono un mix fra  professionista e consumatore -, le loro aspettative tecnologiche, i loro  comportamenti rispetto all’accesso alle informazioni stanno cambiando  la natura del business in tutto il mondo. I dati della ricerca  forniscono alle aziende un punto di vista obiettivo e credibile, che può  rappresentare un vantaggio competitivo nei processi decisionali  relativi all’IT e alla gestione delle risorse umane.</em></li>
</ul>
<p><strong>Cisco</strong></p>
<p><em>Cisco (NASDAQ:CSCO) è leader mondiale nella fornitura di  soluzioni di rete che trasformano il modo con cui le persone comunicano e  collaborano. del Notizie e informazioni relative alla società ed ai  prodotti sono disponibili all’indirizzo</em><em>http://www.cisco.com./</em><em> Le  apparecchiature di Cisco Systems sono fornite in Europa da Cisco  Systems International BV, una consociata interamente controllata da  Cisco Systems, Inc.</em></p>
<p><a href="http://nbtimes.it/attualita/comunicazione/12305/cisco-internet-e-fondamentale-per-la-vita-quotidiana.html"><em>fonte<br />
</em></a></p>
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		<title>La nostra vita prima di Facebook</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 07:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aigol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[editoria online]]></category>
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		<description><![CDATA[Com’era la vostra vita prima di Facebook? Come organizzavate un’uscita serale con gli amici? Quanto dovevate attendere prima di poter ricevere una risposta da un politico? Quanto costava (in tempo, organizzazione, comunicazione) mettere insieme un gruppo di lavoro per progetti a tempo determinato, mettendo insieme i migliori professionisti sulla piazza? Quanti gradi di separazione vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Facebook2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1561" title="Facebook2" src="http://www.aigol.it/wp-content/uploads/2011/09/Facebook2.jpg" alt="" width="256" height="256" /></a>Com’era la vostra vita prima di Facebook?</strong> Come  organizzavate un’uscita serale con gli amici? Quanto dovevate attendere  prima di poter ricevere una risposta da un politico? Quanto costava (in  tempo, organizzazione, comunicazione) mettere insieme un gruppo di  lavoro per progetti a tempo determinato, mettendo insieme i migliori  professionisti sulla piazza? Quanti gradi di separazione vi dividevano  dal vostro giornalista preferito? E soprattutto, quante possibilità  avevate di promuovere la vostra idea, la vostra battaglia, il vostro  prodotto?<span id="more-1560"></span></p>
<p>Lo scarto antropologico, culturale, relazionale prodotto dai social  media è ancora oggetto di numerose ricerche, dibattiti e  interpretazioni. È ancora presto per giungere a una risposta definitiva,  a una teoria scientifica incontrovertibile: ogni dato diventa <strong>vecchio dopo due mesi</strong>. E questo è forse l’unico elemento certo in questo magma.</p>
<p>I social media hanno creato brecce in tutte le corporazioni: il primo risultato è che tutti sono <strong>obbligati a ‘rispondere’</strong> agli utenti per evitare effetti passaparola non gestibil, che oggi  hanno tutto per ‘far male’ a chi non offre trasparenza. Chi non lo fa  perde: soldi, clienti, consenso, tempo per poi andare a recuperare  situazioni che potevano essere gestite sul web se solo si avesse avuto  l’umiltà di ascoltare.</p>
<p>Gli strumenti del cosiddetto ‘web 2.0’ hanno abbattuto moltissime  frontiere geografiche, sociali ed economiche. Hanno posto al centro il  valore del contenuto, oggi più importante del denaro e della proprietà  dei mezzi necessari a veicolarlo. Hanno permesso ai cittadini che vivono  in regimi durissimi, così come in dittature dal volto buono, di <strong>parlare.</strong> Magari non di rovesciare il potere, ma almeno di provarci.</p>
<p>Hanno portato interi settori economici allo sfascio, alla contrazione o  alla fioritura e all’esplosione; in ogni caso hanno condotto alla  modifica irreversibile dei processi creativi, artigianali, industriali.  Fare arte, musica, cinema, cultura è assai diverso rispetto a dieci anni  fa ed è ancora più drammatica la differenza, tra questo millennio e il  precedente, nella <strong>trasformazione dell’arte in valore</strong>.</p>
<p>Hanno rielaborato alcune dinamiche relazionali classiche, non sempre in  meglio. Hanno risemantizzato termini classici del nostro vocabolario,  come amicizia, verità, finzione, ipocrisia, educazione, trasparenza.  Hanno reso tutto pubblico (anche un’interazione privata, su Fb, può  avvenire davanti a migliaia di lettori potenziali) e dunque con una  fortissima tensione teatrale, e quasi tutto pubblicabile. Hanno  esasperato le dipendenze e le psicopatologie, hanno liberato energie  creative e comunitarie. In poche parole, i social media sono diventati  un’estensione del nostro vissuto quotidiano, non qualcosa di  qualitativamente e culturalmente diverso.</p>
<p><strong>Questo ‘nuovo mondo’ è ancora incompiuto</strong> e non è detto  che maturerà nella direzione auspicata dai popoli, soprattutto da chi ha  atteso per tutta la vita la possibilità di farsi sentire e oggi ha,  tecnicamente, il potere della voce.</p>
<p>I nuovi media sono mezzi potenti e sono a disposizione di tutti, sia di  chi li usa per aprire le porte, per abbattere i muri, sia per chi invece  vuole arroccarsi, nascondersi, ignorare. Gli strumenti sono oramai  maturi e, ancora più importante, l’alfabetizzazione all’uso di questi  strumenti è in via di completamento. Chi usa i social media ne conosce i  meccanismi basilari di funzionamento, il loro potenziale, chi sono gli  opinion leader, chi è credibile, chi mente, chi ha studiato e chi pensa  che il web sia solo una gabbia presidiata da ragazzi brufolosi e con  problemi di socialità.</p>
<p>Per tutte queste ragioni il punto di snodo è decisivo soprattutto per  noi utenti, per ognuno di noi, perché oggi abbiamo la possibilità di  contribuire al futuro che desideriamo se solo ci convincessimo di avere  il potere di farlo attraverso il proprio profilo Facebook, i blog, i  giornali online, i comportamenti di acquisto, i feedback. Fra un paio  d’anni avremo completato un ciclo di campagne elettorali  (politiche-amministrative-regionali) in cui i social media sono stati  protagonisti, dunque la politica sarà a sua volta alfabetizzata: non  basterà più essere, bisognerà saper essere.</p>
<p><em><strong>I prossimi cinque anni saranno fondamentali per la storia dell’informazione, della politica e dell’economia.</strong></em> Finalmente ci sarà una stagione in cui potremo assistere (è il mio  auspicio) al definitivo trionfo della qualità sulla quantità. Lo ha  detto Mark Zuckerberg nella sua ultima presentazione, quella in cui  annunciava la fusione con Skype: sarà più importante il comportamento  dei lettori, se e quanto condivideranno ciò che sanno, rispetto al  numero di fruitori passivi del servizio; vincerà il politico che si farà  dettare il programma dalla ‘saggezza della folla’, le cui scelte  dovranno essere correttamente interpretate, ponderate, tenute in  considerazione; aumenteranno i fatturati delle aziende che sapranno  prevenire gli errori e sapranno potenziare le scelte corrette sulla base  dei consigli genuini dei clienti.</p>
<p>Vincerà chi abbandonerà le frontiere, soprattutto se queste ultime  saranno un modo politicamente corretto per porre barriere tra se e  l’altro. <strong>Vincerà chi sarà umile. </strong>Vincerà chi saprà ascoltare e scegliere.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/la-nostra-vita-prima-di-facebook/159246/">fonte<br />
</a></p>
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