Interessante infografica del giornale online Linkiesta che ci mostra il quadro generale dell’editoria nel nostro paese. La pubblicità è sempre meno, così come le vendite e gli abbonamenti. Oltre a questo viene detto (continua…)
“Abbiamo organizzato questo incontro all’indomani delle elezioni con la speranza di trovare un interlocutore, qualcuno in grado di mantenere gli impegni sull’Agenda digitale e invece questo punto di rifermento non lo abbiamo trovato”: parola di Diego Masi che ieri a Milano, in qualità di presidente di Confindustria Intellect, ha aperto ‘Digital Frontrunners: chi vincerà?’, incontro promosso da Fedoweb, la Federazione degli operatori web presieduta da Elserino Piol. (continua…)
“Un sostegno a favore di testate giornalistiche online di proprietà di piccole e medie imprese operanti nel Lazio. E’ l’obiettivo del bando regionale che mi auguro presenti il prossimo assessore alla Cultura della Regione Lazio, al termine delle elezioni del 24 e 25 febbraio.
di Claudia Fascia-ANSA
Sì a una riforma dell’editoria che dia respiro, regole e finanziamenti certi, stabilita’ e trasparenza al settore e si occupi del riequilibrio del mercato della pubblicita’, no a una legge che penalizzi pluralismo e qualita’ dell’informazione e discrimini le piccole realta’ editoriali. Associazioni, operatori e politici si sono dati appuntamento a Roma per parlare della ”riforma dell’editoria tra tecnologie e pluralismo”. Un’assemblea organizzata da Mediacoop, Fnsi, Comitato per la liberta’ e il diritto alla informazione, alla cultura e allo spettacolo, Articolo 21, Slc-Cgil, Fisc, Agci, Confcooperative Federcultura e Uspi. ”L’editoria e’ in una situazione di transizione tecnologica, contenutistica, di ruolo e in un mercato con derive che, se non corrette, mettono in discussione il pluralismo e il contributo fondamentale che l’editoria e l’informazione devono recare alla democrazia del Paese” (continua…)
Oggi l’aula del senato tornerà a occuparsi del DDL su cui settimana scorsa non si è raggiunto un’accordo , l’ormai famoso “Salva Sallusti” che non è altro che l’ennesimo tentativo di censura dell’attività giornalistica. Come per il DDL intercettazioni, la posizione di AIGOL (Associazione Italiana Giornali On-Line) è chiara anche nei confronti del DDL in discussione, una norma inutile e troppo rigida in una materia estremamente sensibile come la libertà di parola. Esistono già nel nostro paese organi competenti destinati a difendere e punire i giornalisti, facciamoli lavorare. Noi in quanto editori non troviamo corretto e sensato aumentare la confusione della regolamentazione con norme solamente punitive, noi non siamo per il carcere ai giornalisti colpevoli di diffamazione e nemmeno a multe “astronomiche” che punirebbero solo noi editori on-line. (continua…)
La legge sull’equo compenso dei giornalisti, che aveva trovato al Senato una corsia “preferenziale”, è stata di recente stoppata dal Governo in sede di Commissione Lavoro.
Il vice-ministro Michel Martone, si è giustificato parlando di approfondimento e di alcuni emendamenti che si vorrebbero inserire nel testo approvato dalla Camera dei Deputati.
La legge sull’equo compenso è indispensabile per migliorare la situazione economica della stragrande maggioranza dei giornalisti “fuori dalle redazioni” (genericamente definiti come freelance). Spesso questi compensi sono irrisori, oltre che mortificanti. La situazione economica del Paese, aggravata anche dalla riduzione dei contributi pubblici per l’editoria, ha fatto sì che gli editori stiano applicando una strategia al “massacro”, proprio nei confronti delle categorie più deboli: i free-lance. (continua…)
Oggi è un giorno importante per il web italiano. La sentenza di assoluzione con formula piena allo storico e saggista Carlo Ruta, emanata dalla III Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Saverio Felice Mannino, sancisce in modo chiaro e inequivocabile che l’informazione in rete non può essere considerata “clandestina” né un reato (per il solo fatto di esserci, a prescindere da qualsiasi contenuto). Il testo di questa sentenza, che nasce da un procedimento penale unico nel suo genere in tutto l’Occidente, è un patrimonio prezioso per il Paese, ed è importante che ispiri una legge in grado di tutelare con pienezza la libertà di informazione e di ricerca attraverso lo strumento del web. Il Parlamento, in tutte le sue aree, sa a questo punto qual è il suo compito e in quale alveo dovrebbe scorrere la normativa che sarà emanata sulla comunicazione in rete. La massima corte di giustizia con il suo pronunciamento ha chiuso di fatto un’epoca di equivoci e ha posto fine alle mezze misure. L’informazione sul web da oggi è più libera. È quindi una vittoria di tutti, del Paese, della democrazia. (continua…)