Come usare correttamente il Microonde

Microonde

Ormai il microonde è ampiamente diffuso nella nostre case, in alleato importante in cucina che, tuttavia, spesso non viene usato correttamente o viene usato solo per riscaldare, rinunciando a molte  potenzialità di questo elettrodomestico. Come usarlo al meglio?

Come funzionano i forni tradizionali

Sembra banale domandarsi come funzionano i forni tradizionali ma è necessario per comprendere poi come funziona un forno a microonde.

Nei comuni forni si ottiene un innalzamento della temperatura al loro interno attraverso la combustione del gas oppure tramite la generazione di calore da parte dii una resistenza elettrica che, attraversata dalla corrente, per via dell’effetto Joule, si riscalda e trasferisce il calore all’ambiente in cui si trova.

Ciò che metti all’interno del forno, quindi, assume la temperatura all’interno del forno stesso, quindi non solo il cibo ma anche i contenitori, teglie e quant’altro assumono la medesima temperatura.

Non ha importanza il materiale di cui sono costituiti, basta che possano sopportare il calore del forno, anche 250-300 gradi e tutto va bene.

Come funziona il Forno a Microonde

Nel forno a microonde non si verifica alcun incremento di temperatura perché in realtà non c’è nulla che generi calore nell’ambiente interno al forno.

La prova è che il piatto che metti nel forno a microonde non si riscalda se non minimamente per assorbimento del calore dal cibo che contiene mentre quest’ultimo risulta bollente in poco tempo.

Questo accade perché all’interno del forno c’è un apparato che genera un campo elettromagnetico, delle onde ad alta frequenza, quindi molto ravvicinate tra loro, da qui il termine “micro” e “onde” in quanto sono queste a scaldare il cibo.

Queste onde hanno il potere di mettere in forte agitazione le molecole dell’acqua contenute nel cibo e questa “agitazione” genera un forte calore nel cibo stesso ma non nel piatto che non contiene acqua.

Si ottiene in questo modo una cottura dei cibi senza generazione effettiva di calore nel forno.

La convenienza del Microonde

La potenza di un forno a microonde si aggira tra i 700 e gli 800 Watt mentre un forno elettrico tradizionale arriva a 2500-3000 e anche più.

Il microonde, inoltre, richiede un tempo di cottura notevolmente inferiore a quello del forno tradizionale, consentendo un risparmio di tempo ma anche un sensibile risparmio energetico

Tieni conto che cuocere, ad esempio, delle patate richiede con il microonde 6-7 minuti mentre cuocendole sul gas ne richiede almeno 20.

Come cuocere al microonde

Nel forno a Microonde non devono mai essere messi oggetti metallici: se di piccole dimensioni, come ad esempio i fermagli dei sacchetti gelo, possono prendere fuoco mentre se si tratta si oggetti di maggiore dimensione, oltre a surriscaldarsi per via delle cosiddette “correnti di Foucault” che si generano, possono riflettere le onde verso il generatore danneggiandolo gravemente.

Nel microonde possono essere messi piatti e contenitori di plastica resistente al calore, terracotta, ceramica, vetro Pyrex, anche sacchetti gelo per scongelare gli alimenti ma senza fer4magli e possibilmente bucandoli per evitare che il vapore che si sviluppa possa farli scoppiare.

La diffusione del Microonde nelle case ha comportato anche l’immissione sul mercato di contenitori specifici per la cottura con questo mezzo: cuociriso, pentole per varie preparazioni, anche caffettiere per fare il caffè a microonde.

Nella scelta di un contenitore per la cottura a microonde è necessario accertarsi che il coperchio abbia uno sfiato per il vapore.

In commercio puoi anche trovare piatti griglianti per ottenere l’effetto griglia nei tuoi cibi, cosa che altrimenti il microonde non consente di fare.

Quali cibi non vanno nel microonde

Sono davvero poche le situazioni in cui non si può usare il microonde ma tra queste c’è, ad esempio, la cottura delle uova.

Queste si possono cuocere certamente fuori dal loro guscio ma se provi a mettere un uovo intero nel microonde e a cuocerlo, esploderà facendo un disastro.

Questo perché nella cottura si genera vapore all’interno dell’uovo e il guscio rigido del medesimo non lo lascia uscire fino a quando la pressione non supera la resistenza del guscio provocandone l’esplosione

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