Investimenti postali: convengono davvero e quali scegliere?

L’economia del momento è così tanto radicata e fondata su principi di diverso tipo che sempre più persone hanno deciso, attraverso diverse forme di investimento, di salvaguardare la propria persona attraverso diverse manovre di economia, trading e finanza, pur non affidandosi a personale esperto. In un quadro economico – ben sottolineato dalla piattaforma tradingonline.me – di questo tipo, il mondo degli investimenti postali sta prendendo piede decisamente, attraverso diverse formule e con un sempre maggiore coinvolgimento da parte dell’utenza. Ma quali sono gli investimenti postali da scegliere e, soprattutto, essi sono convenienti? Ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito. 

Quante forme di investimenti postali ci sono sul mercato?

Nel mercato degli investimenti postali esistono diverse forme di investimenti che possono essere scelte direttamente dagli utenti e che, allo stesso tempo, possono garantire pochi rischi e tanta sicurezza per gli stessi. In effetti, è sempre maggiore il numero di persone che si affidano a servizi postali e a investimenti di diverso tipo, secondo tutte le formule previste. Tra queste, nel dettaglio, ci sono:

  • Buoni fruttiferi postali: la prima delle forme di investimenti postali che può essere presa in considerazione è quella dei buoni fruttiferi postali, indicati anche con la sigla di BFP. Gestiti direttamente dalla Cassa Depositi e Prestiti e protetti dallo Stato, i BFP rappresentano la forma di investimento postale maggiormente preferita dagli italiani. Tra i buoni fruttiferi postali, nello specifico, esistono quelli ordinari e per minori, con i profitti che permettono di ottenere un rendimento annuo lordo che è dello 0,05% (percentuale che sale fino allo 0,93% nel caso di investimento ventennale) e i secondi che, con le stesse caratteristiche, sono finalizzate all’intestazione ai più giovani. In effetti, i buoni fruttiferi postali per minori di 16 anni e 6 mesi e ritirati fino all’età di 18 anni. Nel caso dei secondi buoni fruttiferi, essi godono di una tassazione agevolata del 12,50% e, in alcuni casi, possono essere imposta di successione.
  • Libretti postali: per quanto riguarda la seconda tra le forme di investimenti postali che sono presenti nel mercato, i libretti postali permettono una gestione del denaro differente – e più flessibile e dinamica – rispetto a quella dei buoni fruttiferi. Tra i libretti esistono diverse forme, tra cui: libretti smart, libretto postale ordinario e altre forme di libretto, come quelli dedicati ai minori, libretto al portatore (non disponibili più dal 31 dicembre del 2018) e il libretto postale giudiziario.

Qual è la scelta migliore da fare?

A questo punto, dopo aver elencato quali sono le forme di investimenti postali che più possono essere effettuate, vale la pena considerare quale sia la migliore e su quale investire per il proprio piano di economia. Non esiste una scelta che sia migliore di un’altra, in base agli interessi, alle obbligazioni economiche e alle varie tassazioni.

In molti casi, soprattutto se sono dedicati a minori e hanno la possibilità di far valere il loro interesse, è preferibile investire in buoni fruttiferi, che sono sicuramente vantaggiosi nel lungo periodo. Ovviamente, se si vuole avere una gestione del denaro che sia più flessibile e dinamica, non si tratta di un’ottima scelta, e in quel caso sarà preferibile ripiegare su libretti postali. 

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